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	<title>LeRagioni.it &#187; Veltroni</title>
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		<title>Maldipancia quotidiani: Calearo va, Veltroni resta</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 04:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>E&#8217; quasi ufficiale: Calearo lascerà il PD. Naturalmente nel lasciare il partito che lo ha nominato deputato Calearo non fa nessun accenno alla possibilità di dimettersi da deputato.
Sarebbe stato un bel gesto o quantomeno apprezzabile. Lui si affretta far sapere che &#8220;di sinistra non è mai stato&#8221;. Eppure quando è stato invitato a candidarsi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="alignleft size-full wp-image-665" title="images" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/11/images1.jpeg" alt="images" width="82" height="114" />E&#8217; quasi ufficiale: Calearo lascerà il PD. Naturalmente nel lasciare il partito che lo ha nominato deputato Calearo non fa nessun accenno alla possibilità di dimettersi da deputato.</p>
<p>Sarebbe stato un bel gesto o quantomeno apprezzabile. Lui si affretta far sapere che &#8220;di sinistra non è mai stato&#8221;. Eppure quando è stato invitato a candidarsi da Veltroni, non certo sulla base di una scelta politica definita di Walter ma nell&#8217;esaltazione del &#8220;ma anche&#8221; per cui si candidavano nella stessa tornata Nerozzi e Calearo, non si è rifiutato di farsi eleggere con voti in larghissima parte di sinistra.</p>
<p>La profezia di Veltroni annunciando la candidatura ce la ricordiamo: &#8220;sarà la più grande rimonta della storia&#8221;.</p>
<p>Ora le cose sono andate diversamente, poco male. Calearo ha sostenuto Franceschini alle primarie, perde e se ne va. Legittimo. Meno legittimo rimanere in parlamento con i voti della sinistra per fare altro. Non sarebbe più lineare lasciare il posto al primo dei non eletti nella sua circoscrizione?</p>
<p>E se Calearo non sente il bisogno di farlo, perchè riconoscendo l&#8217;errore (quantomeno tattico e di opportunità), non lascia il suo seggio Veltroni?</p>
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		<title>Bersani, Fazio e le parole antiche: ne manca una</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomaso Greco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>Al battesimo di &#8220;Che tempo che fa&#8221; il neosegretario del Pd se la cava bene. Si dimostra deciso nella proposta e con le idee chiare sul partito che è chiamato a condurre. Fazio lo incalza anche su argomenti non semplicissimi (come la permanenza della Binetti, le questioni etiche ecc..) e il piacentino non si scompone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Al battesimo di &#8220;Che tempo che fa&#8221; il neosegretario del Pd se la cava bene. Si dimostra deciso nella proposta e con le idee chiare sul partito che è chiamato a condurre. Fazio lo incalza anche su argomenti non semplicissimi (come la permanenza della Binetti, le questioni etiche ecc..) e il piacentino non si scompone, dispensando risposte equilibrate e sorrisi. Dopo Veltroni e Franceschini finalmente si può ascoltare un&#8217;intervista televisiva senza la tentazione di cambiare canale.</p>
<p>Bersani è a tutto campo e si trova quasi stretto nelle domande del bravissimo Fazio. Racconta di come vuole costruire un percorso nuovo partendo da storie antiche e intercettando esperienze recenti, dedica qualche parola alla differenza tra opposizione e alternativa (la seconda parola contiene la prima, la prima non contiene la seconda) e delinea le priorità programmatiche della sua segreteria. Bene.</p>
<p>Senz&#8217;altro è una scelta importante e a prima vista molto complessa quella di tradurre in una nuova soggettività politica le esperienze antiche della sinistra. La storia della sinistra italiana è lastricata di lacerazioni profonde, di scissioni, di fischi reciproci, di grandi conquiste e di dolorose sconfitte. Si possono mettere insieme con una grande fatica, uno slancio progettuale condiviso e, soprattutto, con una profonda revisione delle ragioni storiche e culturali di appartenenza.</p>
<p>Bersani richiama tre parole che definisce &#8220;antiche&#8221;: popolare, sinistra, laicità. Passate le Alpi, queste parole si chiamano Socialismo. Altra parola &#8220;antica&#8221;, gloriosa, che contraddistingue le formazioni della sinistra di governo. In Italia e in particolare nei partiti post-comunisti questa parola è sempre stata usata con il contagocce, per riferirsi all&#8217;Europa, al Mondo e mai al bel Paese.<span id="more-576"></span></p>
<p>Eppure il socialismo italiano ha scritto pagine fondamentali della politica e della storia civile del Paese e oggi ci onoriamo di partecipare allo sforzo per individuarne &#8220;le nuove ragioni&#8221;.</p>
<p>Il rischio è che unire le storie antiche significhi solo trovare una nuova sintesi tra ex-comunisti e ex-democristiani di sinistra, due culture importanti nella sinistra italiana, ma che non risolvono la grande frattura, avvenuta com&#8217;è noto a Livorno nel 1921, tra comunisti e socialisti e mai davvero sanata.</p>
<p>Non lo dico per amore di bandiera o per appartenenza culturale. Come dice Fazio, per andare al governo la sinistra deve convincere un certo numero di elettori che oggi votano l&#8217;altro schieramento. In altre parole recuperare dei voti finiti, da ormai un quindicennio, alla corte di Berlusconi. Una parte consistente di quei voti proviene dalla storia della sinistra riformista e socialista.</p>
<p>Se Bersani non affronta la questione socialista (e l&#8217;antisocialismo ancora presente in parte del partito che lo ha eletto) difficilmente potrà realizzare le priorità che ha delineato l&#8217;altra sera: dare un senso e un futuro alle storie della sinistra italiana e battere Berlusconi.</p>
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		<title>I (cattivi) consigli di Walter</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>Walter Veltroni ritorna prepotentemente per dare un consiglio, peraltro non richiesto, al neo-segretario del Pd Bersani.Non è chiaro da dove intervenga Walter, se da New York, dall&#8217;Africa o dal Loft. Ma la sua voce arriva forte, chiara e inquietante: parla di suicidio. Lui che di suicidi se ne intende (ricordate quando nel giro di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Walter Veltroni ritorna prepotentemente per dare un consiglio, peraltro non richiesto, al neo-segretario del Pd Bersani.<img class="alignright size-full wp-image-485" title="veltroni-schifato" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/10/veltroni-schifato.jpg" alt="veltroni-schifato" width="300" height="225" />Non è chiaro da dove intervenga Walter, se da New York, dall&#8217;Africa o dal Loft. Ma la sua voce arriva forte, chiara e inquietante: parla di suicidio. Lui che di suicidi se ne intende (ricordate quando nel giro di un paio di mesi diede la spallata al governo Prodi e regalò Roma e l&#8217;Italia alla destra?) lancia l&#8217;allarme: &#8220;un suicidio rifluire nel socialismo&#8221;.</p>
<p>Rifluire? E quando mai Veltroni è stato socialista? (a suo dire neppure mai comunista, ma qui almeno sono i fatti che si incaricano di smentirlo). E se il socialismo sarebbe un suicidio, la strategia dell&#8217;<em>indistintismo</em> di Veltroni cos&#8217;è?</p>
<p><span id="more-484"></span></p>
<p>Veltroni che ha sfasciato la sinistra e santificato Di Pietro, che ha tergiversato sulla collocazione europea e incassato batoste elettorali a ogni pié sospinto (tre tornate, tre sconfitte&#8230;mica male!) ricorda quel bel testo di De André &#8220;..si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio..&#8221;</p>
<p>Quanto a Bersani il segretario del Pd è partito bene. Ha messo da subito l&#8217;accento sul tema del lavoro e ha detto no grazie al &#8220;no Berlusconi day&#8221; promosso da Ferrero e Di Pietro. Su quest&#8217;ultima manifestazione il segretario del Pd ha commentato:&#8221;Non aderiamo ma abbiamo grande rispetto per l&#8217;iniziativa&#8221;. Un po&#8217; di coraggio segretario, quella manifestazione è una porcheria e va detto. E potrebbe essere lo spartiacque tra chi della prossima coalizione farà parte (UDC compresa) e chi invece farà i girotondi.</p>
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		<title>Vince Bersani, ma il vero sconfitto è Scalfari</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 23:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomaso Greco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>Con la buona affluenza alle urne delle primarie e, soprattutto, con la netta affermazione di Pierluigi Bersani, tramonta un’epoca.
Non certo quella di Dario Franceschini, che di quest’era si è trovato a essere, come il Pu Yi di Bertolucci, l’ultimo imperatore, investito di un ruolo scomodo e costretto a essere epigono e continuatore delle scelte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="aligncenter size-full wp-image-424" title="bersani" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/10/bersani.jpg" alt="bersani" width="599" height="270" />Con la buona affluenza alle urne delle primarie e, soprattutto, con la netta affermazione di Pierluigi Bersani, tramonta un’epoca.</p>
<p>Non certo quella di Dario Franceschini, che di quest’era si è trovato a essere, come il Pu Yi di Bertolucci, l’ultimo imperatore, investito di un ruolo scomodo e costretto a essere epigono e continuatore delle scelte di chi lo ha preceduto.</p>
<p>Non si chiude con questa votazione neppure la stagione Veltroni, che aveva incarnato lo spirito del partito liquido, <em>ma-anchista</em>, della forza politica che non deve fare i conti con nessuna storia perché è sufficiente voltare pagina, fingere di eliminare con un colpo di spugna qualsiasi passato per candidarsi a guidare il futuro.<br />
<span id="more-420"></span></p>
<p>Anzi, Veltroni è e rimane l’unico leader possibile per quel Pd così come si era proposto alle scorse primarie. Un partito che anziché scegliere, affianca, che dribbla le questioni politiche con l’estro di un Careca, che si sceglie gli alleati non in base a un’idea di governo, ma una volta individuato il nemico comune. Un partito lontano dagli italiani, imposto come un’unica alternativa a Berlusconi, un partito fatto di loft e conferenze stampa.</p>
<p>Un partito che ha subito il fascino e per certi versi l’egemonia di Largo Fochetti, a partire dal lungo dibattito dell’estate del 2006 sulla fine della socialdemocrazia e della sinistra.</p>
<p>La Repubblica e il suo direttore, Eugenio Scalfari, hanno infatti svolto un vero ruolo di guida politica della segreteria del Pd. Non pensiate che questo sia potuto accadere per una supposta debolezza politica di Veltroni (prima) e Franceschini (poi). Anzi, Scalfari ha rappresentato per tanti versi il collante politico tra il partito e una certa idea di opposizione a Berlusconi. Basterebbe riprendere la registrazione di Ballarò del 21 Ottobre di un anno fa per comprendere il rapporto tra Scalfari e Franceschini (allora vice-Veltroni). Si è così delineata un’opposizione che, fatto singolare per un paese ormai ridotto a pochi partiti, metteva il primo partito della sinistra nella condizione di essere sì di opposizione, ma mai di alternativa.</p>
<p>L’accordo con Di Pietro nasce dagli stessi presupposti, da un malinteso concetto di società civile che svilisce gli strumenti di partecipazione (le sezioni, i circoli, il sindacato) a favore di momenti di assenso acritico.</p>
<p>E’ la storia recente di una fetta della sinistra italiana: così davanti al Raphael, così in piazza Navona più o meno un decennio dopo.</p>
<p>La speranza è che il voto di oggi abbia definitivamente chiarito l’equivoco. Perché gli sfidanti di Bersani, preso atto del risultato del voto tra gli iscritti, avrebbero dovuto ritirarsi dalla competizione e permettere al neo-segretario di insediarsi con qualche settimana d’anticipo.</p>
<p>Invece queste primarie sono state vissute come l’ennesimo tentativo di ribaltare il voto dei militanti a colpi di umore dei simpatizzanti. Una tentazione che ha origini lontane e che ha avuto nei girotondi la stagione più acuta.</p>
<p>Non a caso Franceschini nel rush finale ha incassato la pubblica adesione di Nanni Moretti, che dei girotondi fu uomo simbolo, e allo stesso tempo ha indicato come suo vice designato Touadi, eletto (in questa legislatura, non vent’anni fa) nel partito di Di Pietro. Anche il “non si deve tornare indietro” più volte agitato da Franceschini come argomento a sostegno della propria candidatura, suonava come un pregiudizio etico e un po’ arruffapopoli contro Bersani e i suoi sostenitori. Non ha funzionato.</p>
<p>Ora si tratta di voltare pagina e di ricominciare a fare politica per il Paese. Per farlo bisogna riprendere in mano i fili interrotti della politica del fare, riannodare i rapporti con quella parte di società che chiede alla sinistra una spinta pragmatica e, allo stesso tempo, una visione d’insieme e un’idea di futuro.</p>
<p>Potrà farlo Bersani? La sfida è dura e i problemi da affrontare sono moltissimi.</p>
<p>Per ora ci si dovrà limitare ai complimenti per l’ottimo risultato ottenuto e augurargli buona fortuna.</p>
<p>Tra le grane che Bersani dovrà affrontare immediatamente ci sarà il caso Marrazzo. Si potrebbe liquidare in fretta e invece rischia di rivelarsi una perdita di tempo e magari anche di voti. La questione, naturalmente, non sarebbe di competenza del neo-segretario del più grande partito della sinistra se il suo predecessore e parte del gruppo dirigente non si fossero fatti, a più riprese, sedurre dalla campagna scandalistica e accusatoria condotta per un’estate intera dal quotidiano di Scalfari contro Berlusconi. Si fosse fatta politica, anziché perbenismo, ora si avrebbe un problema in meno.</p>
<p>Non è che al posto di Marrazzo sarebbe bene convincere Scalfari a prendersi una pausa?</p>
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		<title>Viaggio nella destra romana (parte seconda)</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2009/10/20/viaggio-nella-destra-romana-parte-seconda/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>
Massimiliano Coccia per leragioni.it incontra Giuliano Castellino, portavoce de “Il Popolo di Roma”
&#8220;Vogliamo essere l’avanguardia di un 68 tricolore, magari inverso e opposto ai sessantottini. Locomotore della nuova Italia.&#8221;
Giuliano Castellino, uomo della destra romana, un passato con molti rivoli. Dalla militanza allo stadio, arrivando al “Popolo di Roma”, la nuova creatura politica del Sindaco Alemanno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="aligncenter size-full wp-image-285" title="destra2" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/10/destra2.jpg" alt="destra2" width="604" height="273" /></p>
<p>Massimiliano Coccia per <em>leragioni.it </em>incontra Giuliano Castellino, portavoce de “Il Popolo di Roma”</p>
<h2>&#8220;Vogliamo essere l’avanguardia di un 68 tricolore, magari inverso e opposto ai sessantottini. Locomotore della nuova Italia.&#8221;</h2>
<p><strong>Giuliano Castellino, uomo della destra romana, un passato con molti rivoli. Dalla militanza allo stadio, arrivando al “Popolo di Roma”, la nuova creatura politica del Sindaco Alemanno, ma che cos’è “Il Popolo di Roma”?</strong></p>
<p>“Una vita da militante nazional-popolare, ho iniziato nel 1992 nel Fronte della Gioventù. Stadio? Sono e sarò sempre un grande tifoso giallo-rosso, andavo allo stadio con mio padre, ora ci porto i miei figli. Il Popolo di Roma? Dire che è una creatura del sindaco è eccessivo. Noi siamo un’associazione autonoma, organica al PDL, che vede nel Sindaco di Roma un altissimo punto di riferimento politico. Il Popolo di Roma è la forza della Speranza, è fermento culturale, è movimento dinamico politico e meta-politico, è nuovo rinascimento romano, è rivoluzione identitaria, è modernizzazione conservatrice, è partecipazione, romanità, territorio, militanza, contaminazione. E’ arte, musica, cultura, spazi liberi, laboratorio d’idee. Vogliamo essere l’avanguardia di un 68 tricolore, magari inverso e opposto ai sessantottini. Locomotore della nuova Italia. Legna da ardere, i repubblicani di Roma. Quelli sulla cresta dell’onda dei momenti di trasformazione, Noi siamo Roma! E come diceva Mazzini Roma è il sogno della gioventù, l’idea-madre nel concetto della mente, la religione dell’anima.”<span id="more-284"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quali differenze ci sono tra voi e Casa Pound?</strong></p>
<p>“Differenze sostanziali. Noi siamo identitari e libertari. E non abbiamo nessun legame ideologico con il secolo scorso. Noi siamo tutti iscritti e militanti di An prima e Pdl ora e quindi abbiamo abbracciato senza e senza ma tutto il percorso fatto dai nostri partiti di riferimento. “</p>
<p><strong>Questi primi mesi di Giunta Alemanno per voi sono stati gloriosi, ma c’è un punto che il Sindaco e la Giunta su cui secondo lei la Giunta non ha dato risposte chiare?</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Non sono stati mesi gloriosi, ma mesi durissimi. Roma è stata devastata. Roma è stata la prima capitale del mondo occidentale a rischiare il fallimento finanziario. Le scorse amministrazioni hanno spolpato il Comune. Lo hanno lasciato gonfio di debiti. E non solo di debiti calcolabili, ma anche di debiti incalcolabili come ad esempio tutte le manutenzioni non effettuate. Pensiamo alle strade, alle fogne e agli alberi. Alla vicenda Romeo. Nonostante una situazione da incubo, che avrebbe scoraggiato anche il più ottimista, Alemanno e la sua giunta si sono rimboccati le maniche e lavorando fino a 20 ore al giorno stanno facendo rinascere la nostra città. Inoltre l’attuale giunta ha finalmente messo sicurezza, legalità e rispetto delle regole in ordine prioritario nell’agenda politica della città. E Poi la grande conquista, attesa da decenni, di Roma Capitale. E nonostante disastri finanziari, la lotta per la sicurezza e tantissimo altro, Roma in questo anno ha conosciuto momenti culturali di altissimo valore. Penso alle visite del Santo Padre e del Dalai Lama. Oppure la giornata della Foibe, o quella per la cittadinanza per il soldato Shalit, o la battaglia di giustizia e verità per i giornalisti spariti in Libano nell’80. Ricordo con commozione e ammirazione i festeggiamenti per il 21 aprile. Il concerto della Nannini a capodanno, la riapertura della stazione di Tor di Quinto dove due anni fa venne uccisa la signora Reggiani. E tanto altro…<strong> </strong></p>
<p>Se c’è un neo in questa amministrazione è che forse non riesce a comunicare in maniera capillare l’enorme mole di lavoro che il campidoglio svolge. Così come le grandi ed importate vittorie portate a casa.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cosa pensa dell’omofobia e dei tanti episodi di aggressione nei confronti di omosessuali?</strong></p>
<p>“Noi eravamo alla fiaccolata contro l’omofobia, abbiamo organizzato un convegno a Gens Romana con esponenti del movimento LGBTQI ed esponenti del Partito democratico, E non ci siamo fermati a questa che poteva sembrare una vetrina, ma abbiamo accolto con un comunicato la manifestazione “Uguali”, abbiamo un dono da consegnare all’amico Aurelio dell’Arcigay ed io ero presente alla manifestazione organizzata dal movimento LGBTQI sotto al Parlamento contro l’omofobia. Quindi non posso che condannare ogni aggressione o episodio di omofobia. Ma vado oltre. Condanno con forza ogni atto di violenza politica, di discriminazione e di intolleranza. Così come ogni forma di totalitarismo. Dobbiamo costruire un recinto preciso, dove all’interno ben venga il confronto, lo scontro politico e le differenze culturali, ma che in primis ci siano valori come libertà, partecipazione e democrazia.”</p>
<p><strong>Roma pensa che sia ancora una città aperta e solidale?</strong></p>
<p>Roma è città aperta e solidale da sempre e per sempre.</p>
<p><strong>Che aspirazioni ha “Il Popolo di Roma”?</strong></p>
<p>Ti rispondo con una citazione “Roma è simbolo di sovranità politica, di uso temperato della forza, di missione creatrice e di cooperazione solidale in uno spazio geopolitico decisivo come quello del Mediterraneo. Nel simbolo di Roma si incontrano il rispetto di ogni identità e di ogni tradizione, con i valori cristiani dell’universale dignità della persona umana”. Questa è la nostra aspirazione. Essere Roma.</p>
<p><strong>Cosa le ha dato la politica oggi?</strong></p>
<p>“Io provengo da una borgata dura e la politica mi ha salvato la vita. Ecco perché oggi lotto affinchè aumentino gli spazi ed i momenti di politica, cultura e partecipazione. Solo facendo partecipare i cittadini alla vita della Polis possiamo sconfiggere violenza, intolleranza ed emarginazione.”</p>
<p><strong>Il periodo più importante che ha politicamente vissuto?</strong></p>
<p>“Gli ultimi tre anni sono i più importanti sia da un punto di vista personale, che politico e comunitario.”</p>
<p><strong>Ha senso dichiararsi fascisti nel 2009 secondo lei?</strong></p>
<p>“No. Così come non ha senso avere nessuna nostalgia dei totalitarismo ideologici del millennio scorso.”</p>
<p><strong>Una cosa che pensa di Fini&#8230;</strong></p>
<p>“Fini è riuscito a traghettare un mondo politico al di fuori dell’emarginazione politica. E’ riuscito a costruire in Italia una destra moderna, europea, libertaria ed identitaria, non più ex o post di nulla. Un grandissimo merito. Io credo che il nostro punto di riferimento debbano essere i repubblicani americani, con Fini possiamo riuscire a costruire un Partito/contenitore simile anche in Italia.”</p>
<p><strong>E di Berlusconi?</strong></p>
<p>“Il Cavaliere è il Capitano di ventura che ha tentato e sta tentando di affondare il Panfilo Britannia. Lui rappresenta il popolo, l&#8217;unico non invitato sul Panfilo inglese, quando politici, imprtenditori, banchieri, finanzieri e speculatori pianificavano l&#8217;assalto all&#8217;Italia.</p>
<p>Il nemico numero uno di quella strana e mostruosa alleanza tra post, ex e vetero comunisti con una finanza internazionale, apolide e speculatrice. Il nemico delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Colui che ha ostacolato la proletarizzazione dell’Italia. Berlusconi è l’uomo che ha salvato il mondo da una nuova guerra fredda (vedi caso Russia-Georgia) e che vuole restituire sovranità economica ed energetica all’Italia. Enrico Mattei venne assassinato per molto meno.<br />
Per questo e tanto altro è il nemico numero uno di Mister Sky, Gruppo L’Espresso e l’asse anglo-francese.<br />
Poi ci sono cose di lui che detesto, come la sua Tv. La televisione di Berlusconi, da “Non è la Rai” a “Uomini e Donne” ha devastato una generazione. E poi vorrei un PDL più organizzato, strutturato e partecipato.<br />
D’altronde la perfezione non è di questo mondo.”</p>
<p><strong>E di Alemanno?</strong></p>
<p>“Alemanno, lo ripeto, è per noi un punto di riferimento. Sia da un punto di vista politico che di formazione. Lui e la sua componete in questi anni sono stati un vero e proprio laboratorio ideale per tutto il centro-destra. Un locomotore costante e profondo. In Alemanno troviamo Tradizione e modernità, Identità e solidarietà, partecipazione ed integrazione, forza e volontà. Un sogno… questo mandato, il secondo e poi Alemanno leader del centro-destra.”</p>
<p><strong>E di Veltroni?</strong></p>
<p>“Il Veltronismo ha devastato Roma, ma lo apprezzo per la scelta coraggiosa di fare il PD. Sapeva bene che il non fare alleanze lo avrebbe portato alla sconfitta, ma ha contribuito a far fare un gran passo avanti a tutto il Paese, semplificando la politica e aiutando il bipolarismo. Tutti noi dobbiamo lavorare affinchè il bipolarismo possa trovare il suo pieno e totale compito anche in Italia.”</p>
<p><strong>Cosa si augura per Roma nell’immediato futuro?</strong></p>
<p>Una città sicura, dove libertà, cultura e partecipazione risveglino una generazione, la nostra, completamente assente in questo momento di grande trasformazione. I giovani sono gli assenti ingiustificati. Troppo lontani dalla vita della Polis. Mi auguro che “tronisti”, “bulli” e “pupe” tornino ad essere romani, nel senso più profondo della parola. E che la loro vita non sia &#8220;un romnazo criminale&#8221;, ma che prendano in mano le loro vite e le mettano al servizo della città e dell&#8217;Italia.</p>
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		<title>La crisi di Roma tra aule vuote e opposizione assente</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 22:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>di Massimiliano Coccia

In queste sere di ottobre Roma regala dei tramonti belli e decisi, che infuocano in maniera netta tutto il dorso della città, che vista dall’alto sembra normale e nervosamente quieta. Basta avvicinarsi poco per vedere il cambiamento che il sole e la luce decisa nascondono.  Il peggioramento delle condizioni sociali della città non parte solo dal cambio di ammini-strazione avvenuto in quelle drammatiche elezioni del 2008, che regalarono la vittoria a Gianni Alemanno, ma si ramifica nei rapporti sociali che sono alla base della storia e della memoria di questa città.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><!--StartFragment--></p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;"><em><strong>di Massimiliano Coccia</strong></em></p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">In queste sere di ottobre Roma regala dei tramonti belli e decisi, che infuocano in maniera netta tutto il dorso della città, che vista dall’alto sembra normale e nervosamente quieta. Basta avvicinarsi poco per vedere il cambiamento che il sole e la luce decisa nascondono.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Il peggioramento delle condizioni sociali della città non parte solo dal cambio di amministrazione avvenuto in quelle drammatiche elezioni del 2008, che regalarono la vittoria a Gianni Alemanno, ma si ramifica nei rapporti sociali che sono alla base della storia e della memoria di questa città. L’atteggiamento nei confronti delle grandi questioni da parte della Giunta Alemanno non fa altro che assecondare l’umore della metropoli che come un’enorme matassa di materia appare sospesa in un futuro che stenta ad arrivare.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Il dato oggettivo è che non esiste un’idea globale di città, come ai tempi di Carraro, il governo della macchina amministrativa è lasciata ai dirigenti, che già sotto le amministrazioni Rutelli-Veltroni alle volte avevano più peso contrattuale della politica. E così tra nomine dissennate (è di queste settimane la nomina dell’ex naziskin Stefano Andrini) e una classe politica evidentemente inadatta ogni giorno la città perde le sue sfide centrali e lentamente scivola verso un declino che per il momento appare inarrestabile.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;"><span id="more-86"></span>Declino che era iniziato anche con la seconda giunta Veltroni, troppo distratta dai venti della politica nazionale, ma che grazie a quattordici anni di esperienza di governo e alla capacità di molti elementi presenti in squadra, era riuscita quanto meno ad arginare; un declino strutturale nella forma stessa della città nata da uno sviluppo poco equilibrato tra centro e periferia che non è mai stata negli ultimi anni al centro di politiche che tentassero di arginare l’incremento della piccola e media criminalità e il conseguente scollamento sociale tra migranti e residenti. Le amministrazioni precedenti hanno spesso dato una cambiale in bianco alle associazioni e il modello culturale proposto ha scricchiolato fino a rompersi con le elezioni del 2008.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Adesso la città appare una metastasi impazzita nel corpo di un Paese che la rende meno capitale giorno dopo giorno, nonostante la legge speciale voluta dal Governo .</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Alemanno si trova quindi una torta economicamente buona da spartire, ma con una Giunta che ha già visto l’avvicendarsi del tecnico Castiglione al Bilancio e che dà sempre meno sicurezza di governabilità. Tra esuberanze comportamentali e malcostume palese il sindaco annaspa su molti territori e neanche una ritrovata sintonia con la comunità ebraica e con un pezzo della città a lui ostile, non lo fa stare tranquillo.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Il caso del consigliere Patrizio Bianconi che via mail ha maltrattato un farmacista reo di non averlo votato e quindi non in diritto di chiedergli lo spostamento di un cassonetto dell’immondizia è solo la punta di un iceberg corposo dove tra assenze continue (i banchi della maggioranza sono quasi sempre vuoti) e bandi-mancia dove la Presidenza del Consiglio Comunale da soldi ad associazioni di Massa Carrara e a Casa Pound, e più che il Consiglio Comunale sembra essere diventato la sala degli hobby della giunta e del Sindaco che con un 79% di assenze registrate non sembra aver molta voglia di frequentare l’aula Giulio Cesare e non sembra avere neanche tutti i torti visto che i consigli non registrano note di pubblico interesse.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">E l’opposizione? L’opposizione nel suo complesso tace e dorme.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Se si tolgono due o tre consiglieri che fanno opposizione seria e concreta ad Alemanno, il gruppo capitolino sembra ancora non essersi ripreso dalla batosta del 2008.</p>
<p style="tab-stops: 1.0cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt 368.5pt 396.85pt 425.2pt 453.55pt;">Il capogruppo Umberto Marroni, è ancora in sospensione di giudizio dal gruppo che ha più volte mostrato il suo disappunto per moltissime scelte. Una su tutti l’ormai nota questione Acea, dove senza coinvolgere il gruppo, in accordo con il segretario cittadino del PD, Riccardo Milana, fece nominare il Segretario Generale di Italianieuropei Andrea Perutzy. Da quell’episodio in poi Marroni è al centro di polemiche continue legate al rendimento dell’opposizione capitolina che oggettivamente è assente nel tessuto territoriale, sempre sospesa tra il passato veltroniano ed un futuro che vede Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, candidato naturale di molti per conquistare tra cinque anni il colle più importante per Roma che ha smesso di essere il centro della politica nazionale ed è sempre più il centro nevralgico di una città dove il traffico, i tagli alla cultura e alle politiche dell’integrazione e dell’ambiente sembrano essere una scure sul futuro della metropoli, dove il sole tramonta sempre senza far rumore.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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