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	<title>LeRagioni.it &#187; Binetti</title>
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		<title>[laicità] il volo del Calabrò</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 04:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[Englaro Welby]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>
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		<category><![CDATA[Testamento Biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>di Messer Piero

Interno sera, in una sede tra le tante dell’area Pd, primo partito d’opposizione, nella calda ridotta dell’Italia centrale in cui è ancora di governo. Diciamo ancora egemone.
Conferenza sul Testamento biologico, o piuttosto sulle Dat, disposizioni anticipate di trattamento come da legge Calabrò itinerante in Parlamento.
Presenti rappresentanze intellettuali, giuridiche, mediche, politiche, istituzionali e no. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di <strong>Messer Piero</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-610" title="calab" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/11/calab.jpg" alt="calab" width="152" height="124" /></p>
<p>Interno sera, in una sede tra le tante dell’area Pd, primo partito d’opposizione, nella calda ridotta dell’Italia centrale in cui è ancora di governo. Diciamo ancora egemone.</p>
<p>Conferenza sul Testamento biologico, o piuttosto sulle Dat, disposizioni anticipate di trattamento come da legge Calabrò itinerante in Parlamento.</p>
<p>Presenti rappresentanze intellettuali, giuridiche, mediche, politiche, istituzionali e no. Pacche sulle spalle, schiocchi sommessi di baci promiscui. Una borghesia post rivoluzionaria memore, responsabile, disinvoltamente perbenista.</p>
<p>Pochi giovani, sospetti figli o studenti dei professori presenti, più due dei soliti quattro che si occupano di queste faccende. Già. Due. Perché in questi casi si fa bene attenzione a farsi vedere ‘dove’ e da ‘chi’. Poi naturalmente i soliti incauti (pochi) curiosi, ignari.</p>
<p>I relatori spiegano con dovizia quanto sia complessa la materia, dal punto di vista giuridico, politico, legislativo, religioso nonché umano, nonché dei rapporti con la gerarchia. Tanto complessa che alla fine devono dire ciò che tutti già sapevano, e cioè che in altri paesi si è trovato il modo di trattarla con strumenti di sostanziale semplicità, e che in altri si apprestano a fare altrettanto. Lato positivo: almeno in queste occasioni non ci viene riproposta la tesi che siccome siamo più arretrati andremo più avanti.</p>
<p>Citazioni di Englaro, di Welby. Con la dovuta distanza, perché non è ancora chiaro dove fosse il partito nel momento del bisogno. Né dove sia, anche se Binetti sembra solo un caso di coscienza individuale (ma anche senza vincolo di mandato qualcuno deve pur rappresentare, oltre a quelli che l’hanno ‘nominata’).</p>
<p>Questo mentre Bersani prende la granitica posizione nella seconda Cameretta (quella di Fazio) “Non ci faremo dire da Quagliariello e Gasparri quel che dobbiamo fare”. Consolazione: tutto questo è già un progresso.<span id="more-609"></span></p>
<p>Divagazione opzionale nella biopolitica, ma sulle generali, senza avvicinarsi troppo alla legge quaranta. (A proposito, sapreste dire il nome del ministro che fece sequestrare il felicemente ignaro toro Galileo?)</p>
<p>Si evoca- di sfuggita- un dettaglio forse non marginale. Dietro alle pretese della Chiesa, e alla apparente prostrazione della politica, si cela un pericolo per le fondamenta liberal-democratiche dello Stato, per la Costituzione (nella sua parte liberale, non bolscevica) quando pone la libertà di disporre in esclusiva del proprio corpo come diritto fondamentale.</p>
<p>Di fronte a questa bazzecola catarsi finale: niente paura, perché ci pensiamo noi (neanche fossimo di là dai monti, a Milano- ghe pensi mì), medieremo, emenderemo, li irretiremo e li divideremo. “Cercando convergenze”. Ma soprattutto perché hanno una maggioranza blindata e la legge passerà certo, ma noi sapremo indicare al pubblico i cattivi. Naturalmente occorre far capire alla gente. Domanda: che cosa dovranno far capire?</p>
<p>La gente, a giudicare dai sondaggi che si possono leggere, sembra che abbia già capito perfettamente per conto suo. Quella presente in sala fa seguire uno scarno o nullo dibattito. Forse sente che è inutile dire la propria semplice opinione. Forse non ha niente da dire. Qualcuno se ne va soddisfatto di aver saputo quel che si fa ai piani alti, altri di aver sbirciato in un salotto esclusivo, e di aver origliato i discorsi intelligenti che si fanno. Interrogativo: cultura da Grande Fratello?</p>
<p>P.S. naturalmente il testo Calabrò è impresentabile e incostituzionale. Il terreno di scontro è ben scelto, l’argomento di quelli appassionanti che appena lo senti ti tocchi.</p>
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		<title>Omofobie preferenziali</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 14:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[Concia]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>
La vicenda della normativa anti-omofobia è finita come è finita. Non è dato sapere se il Pdl promuoverà una legge anti-omofobia accollandosene il merito o se semplicemente l&#8217;agenda politica della maggioranza conoscerà altri sviluppi.
Non ci sembra utile ripercorrere il percorso della proposta di cui la deputata del PD Paola Concia era madrina. Ci interessa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="alignright size-medium wp-image-262" title="Wrightflyer_problems" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2009/10/Wrightflyer_problems-300x253.jpg" alt="Wrightflyer_problems" width="192" height="162" /></p>
<p>La vicenda della normativa anti-omofobia è finita come è finita. Non è dato sapere se il Pdl promuoverà una legge anti-omofobia accollandosene il merito o se semplicemente l&#8217;agenda politica della maggioranza conoscerà altri sviluppi.</p>
<p>Non ci sembra utile ripercorrere il percorso della proposta di cui la deputata del PD Paola Concia era madrina. Ci interessa il day after. Perché certo quella votazione ha messo in luce più di un tallone d&#8217;Achille dell&#8217;attuale assetto del PD.</p>
<p><span id="more-258"></span></p>
<p>E&#8217; umanamente comprensibile la delusione della Concia quando dichiara &#8220;che si vergogna di fare parte di questo Parlamento&#8221;. Ma il problema non è tutto lì.</p>
<p>Il nodo della questione viene al pettine quando Franceschini pone il problema della permanenza della Binetti nel PD. Quest&#8217;ultima difende la propria libertà di coscienza e di voto. Bel rompicapo cinese. La Concia o la Binetti? Franceschini, segretario a tempo e con una certa probabilità a scadenza, non sa come districarsi. La Binetti, da parte sua, procrastina la decisione riguardo alla sua permanenza nel PD a dopo le primarie.</p>
<p>Ma diciamocela tutta: nessuno si è davvero sorpreso del voto della Binetti, che è stata coerente con se stessa e con quanto sempre sostenuto. Lo stesso si può dire per la Concia: coerenza cristallina.</p>
<p>Ma chi ha deciso di nominare deputate (perché con l&#8217;attuale sistema si viene eletti per il posto in lista) Binetti e Concia in nome del &#8220;ma anche&#8221; e del &#8220;tutto e il suo contrario&#8221;? La segreteria Veltroni di cui Franceschini era vice e alter ego. Ora si stupisce che gli opposti non si abbraccino. Era prevedibile.</p>
<p>A futura memoria: se i deputati vanno nominati, meglio farlo con un criterio che risponda, sia pure nel rispetto del pluralismo, alle scelte politiche del partito. E per farlo serve fare delle scelte politiche. Se poi si vuole che i cittadini siano chiamati davvero a scegliere i loro rappresentanti, l&#8217;unica è introdurre le preferenze. La vera fobia della seconda repubblica.</p>
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