di Simona Bonfante (blog)
Negli Anni 80 vado al liceo, leggo romanzi, sciopero contro il nucleare, passo l’estate in Inghilterra e Craxi non mi piace per niente.
Negli Anni 90 vado all’Università, studio di brutto, continuo a leggere romanzi, in estate vado negli States ma poi arriva Tangentopoli. Arrivano le monetine. Arrivano quelli del pool. L’autorità crolla. Ma in giro non c’è affatto aria di liberazione. C’è paura. Confusione. La gente non è più la stessa. La gente che prima era con, adesso è contro.
Ma chi sarà mai sto Craxi?
E cosa sarà mai stato sto Psi che sparisce damblé manco fosse stato non un partito costituente ma una moda stagionale?
E i comunisti, ormai già ex, loro com’è che sono spariti dappertutto nel mondo, ma da noi no?
Mah, mi pare di vivere dentro Kafka.
Infatti, smetto di leggere romanzi. Leggo i giornali ché – mi dico – magari capirò. E invece no, perché li leggo tutti i giornali dell’epoca, eppure continuo a non capire. Così scappo.
Dimentico Craxi, dimentico l’Italia.
Seconda metà degli Anni 90. A Londra c’è Tony Blair.
E io vivo sulla mia pelle il new labour che, più o meno, suona così: “Datti da fare, avrai quel che meriti”. E la cosa funziona. Perché io mi do da fare, a Londra, ed in effetti ho.
Fine Anni 90. Torno in Italia. Applico la regola londinese ma – oops – qualcosa non torna.
In Italia adesso comandano gli ex amici di Craxi e gli ex nemici di Craxi che – bizzarro ma vero – stanno tutti con Tony. Comandano a corrente alternata, pare. Ma io continuo a non capire come funzioni questo mio paese.
Eh no, mi dico, qui s’ha da studiare. E così faccio. Studio. Cominciando dall’inizio della fine – ovvero da Craxi. E che ti scopro? Il socialismo, i dissidenti, la grande riforma, Kuliscioff, l’alternativa, il Pci, Sigonella, il Caf, la scala mobile, i palestinesi, De Mita, il primo-governo-socialista, Moro, la Dc, Scalfaro, Amato, Berlusconi. E le tangenti. Letture disordinate. Letture clandestine. [...]
3. marzo 2010
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