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	<title>LeRagioni.it &#187; Milano</title>
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		<title>(milano) Il sindaco della canicola</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 09:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Contributi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>di Giacomo Properzj
Col gran caldo si sta esaurendo anche l&#8217;inizio di dibattito sulle candidature a sindaco di Milano per la prossima primavera. Rimangono, in attesa della rinfrescata autunnale, le due  candidature che si sono, per ora, appalesate: la signora Moratti sindaco uscente che chiede la riconferma e l&#8217;avvocato Pisapia. Quest&#8217;ultimo ha messo recentemente nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><span style="font-family: AlBattar;">di Giacomo Properzj</span></p>
<p><span style="font-family: AlBattar;"><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4092" title="spiaggia" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/spiaggia-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" /></a>Col gran caldo si sta esaurendo anche l&#8217;inizio di dibattito sulle candidature a sindaco di Milano per la prossima primavera. Rimangono, in attesa della rinfrescata autunnale, le due  candidature che si sono, per ora, appalesate: la signora Moratti sindaco uscente che chiede la riconferma e l&#8217;avvocato Pisapia. Quest&#8217;ultimo ha messo recentemente nel carniere, per dire così, alcune buone mosse che denotano l&#8217;intelligenza del personaggio. In primo luogo ha raccolto a sostegno della sua candidatura una serie di firme provenienti dalla Società Civile che hanno un carattere fortemente salottiero ma nella sostanza non sono male. Poi ha dichiarato che passerà l&#8217;estate a Milano per contattare le periferie e, in genere, tutti coloro che non possono permettersi delle vacanze: si tratta dei suoi elettori tradizionali che tendono ad aumentare date le difficoltà della congiuntura economica.</span></p>
<p><span style="font-family: AlBattar;">Queste operazioni hanno fatto si che Pisapia oggi sia il probabile candidato vincente nelle elezioni primarie nei confronti di qualsiasi candidato “interno” del PD. Se il PD, per altro dovesse scegliere di limitare le primarie ai candidati di partito è molto probabile che, a questo punto, Pisapia superi alle elezioni di primavera qualsiasi candidato di estrazione interna che il PD metta in campo. Dunque il PD è in forte difficoltà se non trova in tempo breve una candidatura che si contrapponga a questo Vendola del Naviglio portando con se un buon bagaglio di voti dal centro e dalle astensioni.</span></p>
<p><span style="font-family: AlBattar;">Per ora, come dicevo, Pisapia ha operato intelligentemente tra l&#8217;altro impedendo di parlare fino ad oggi al cugino Agnoletto e guadagnandosi il consenso, via salotto, del settimanale telematico “Arcipelago Milano” (mi spiace per il bravo direttore che forse covava nel cuore qualche legittima aspirazione). Ovviamente su questo piano, cioè quello della giostra dei sostenitori, sarebbe utile trattenere l&#8217;entusiasmo di alcuni come l&#8217;ottimo mio amico D&#8217;Alfonso che sostiene ormai galvanizzato che per il sindaco di Milano è irrilevante il colore politico ed è un dettaglio la collocazione ideologica.</span></p>
<p>﻿</p>
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		<title>(milano) Il salotto buono sceglie Pisapia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 06:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomaso Greco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>di Tomaso Greco
In  queste ore si va scrivendo sul pentagramma l’antifona della messa cantata (in re molto minore) per il prossimo sindaco di Milano. Si incarica Rodolfo Sala, sulle pagine di Repubblica edizione Milano, di tratteggiare un quadretto del candidato alle primarie Giuliano Pisapia: rifondarolo ma indipendente, con buone entrature nella Milano che conta. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Tomaso Greco</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/4708212807_4f6e3f498d.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4007" title="4708212807_4f6e3f498d" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/4708212807_4f6e3f498d-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>In  queste ore si va scrivendo sul pentagramma l’antifona della messa cantata (in re molto minore) per il prossimo sindaco di Milano. Si incarica Rodolfo Sala, sulle pagine di Repubblica edizione Milano, di tratteggiare un quadretto del candidato alle primarie Giuliano Pisapia: rifondarolo ma indipendente, con buone entrature nella Milano che conta. E le buone entrature non fanno tardi a mettersi in mostra, a farsi il loro giro di passerella(si suppone con l’aria condizionata, ultimamente fa un gran caldo). L’album delle figurine è di quelli con copertina brossurata: si va da Nando Dalla Chiesa a Ricky Gianco, Rossellina Archinto e Gerardo D’Ambrosio, le figlie di Enzo Biagi (Bice e Carla) e Otto Bitjoka, senza contare l’immancabile Rodolfo De Benedetti, amministratore delegato di Cir e di Cofide, oltre che erede dell’editore di Repubblica. Tutti previsti al ballo delle debuttanti di lunedì prossimo, al teatro Litta. E’ gradito l’abito casual, obbligatorie le Clarks.</p>
<p>La candidatura di Pisapia, sia ben chiaro, è poco più che il tentativo di trovare uno sparring partner alla Moratti: di possibilità di vittoria non se ne vedono neppure con il caleidoscopio. Ma allo stesso tempo serve a sbarrare la strada a una possibile candidatura di Livia Pomodoro, che avrebbe viceversa puntato su un consenso che guarda al di là degli steccati del centro-sinistra, aprendosi a realtà civiche e a istanze della città che la candidatura di Pisapia difficilmente riuscirebbe a interpretare: dal mondo delle professioni alle nuove figure lavorative poco sindacalizzate, dalle periferie ai delusi del centro-destra.</p>
<p>Insomma, queste primarie rischiano di essere un boomerang o, per i dietrologi, la celebrazione dell’intesa Bersani-Vendola. Il primo incamererebbe l’appoggio del secondo in cambio della candidatura a sindaco in una città, Milano, che già in passato i vertici del Pd hanno dato per persa (non dimentichiamo che a Milano il segretario cittadino del Pd è della mozione Marino). Questo spiegherebbe la pur timida apertura di Penati verso Pisapia. Ma quello che non si spiega è come il Pd sia arrivato a meno di un anno dal voto brancolando nelle nebbie (fitte)dell’improvvisazione. Possibile che in quattro anni non si sia costruita una candidatura solida, espressione di una proposta di governo della città? Possibile. Così come è possibile che la strada per Pisapia sia stata asfaltata da chi ha chiesto le primarie subito dopo le regionali, prima ancora di avere un candidato. E qui Sala, che mette tutta la responsabilità sulle spalle del segretario provinciale Cornelli, dimentica il ruolo avuto dal capogruppo Majorino, che ha chiesto a gran voce le primarie e meno di un mese fa bollava l’ipotesi evitarle come “una follia”.</p>
<p>Ma il caravan serraglio di tutta la sinistra possibile, che si riduce a una riedizione in sedicesimi della sconfitta di Dalla Chiesa nel 1993 (che, a proposito, alcuni dei supporters di Pisapia <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1993/giugno/21/perso_una_battaglia__co_0_93062113231.shtml">festeggiarono in un teatro</a> come un importante punto di partenza, per dove?), chiude le porte alla città per trincerarsi nei saloni della CGIL dove Onorio Rosati, prendendo atto della poca consistenza del Pd milanese, detta la road-map dei prossimi mesi.</p>
<p>Così ci troveremo, a meno di auspicabili cambi di rotta, con Pisapia, che stimo e che sarebbe un ottimo assessore all’integrazione, a spiegare come “<a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/Pisapia:-I-veri-delinquenti-non-viaggiano-sul-bus/1470102">i delinquenti non viaggiano sul bus</a>”. E tra improbabili balletti e nomi di possibili candidati che vengono tirati fuori e logorati a intermittenza, si potrebbe andare alle primarie con il duello Pisapia-Corritore. Quest’ultimo rappresenterebbe il Pd, sempre che le pressioni sul partito non si facciano insostenibili, al punto da convincere tutti a correre dietro a Pisapia. Nel frattempo Majorino, al quale del risultato delle prossime elezioni bisognerà pur chiedere conto (e forse anche dello spettacolo a cui stiamo assistendo), non interviene. Come se la cosa non lo riguardasse e gli errori di cui si è a lungo parlato non fossero (anche) i suoi.</p>
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		<title>La campagna acquisti del Pd Milanese</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Contributi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>di Libero Mabello
C&#8217;erano una volta, e con tutta probabilità ci sono ancora, i Verdi in Lombardia. Con la caduta del regno di Pecoraro Scanio però anche i Verdi nostrani hanno rotto le righe, con la lodevole eccezione del consigliere comunale milanese Fedrighini. Naturalmente il Pd, partito che come i più sanno è nuovo nelle idee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Libero Mabello</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/Pinguino111203LR.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4003" title="Pinguino111203LR" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/Pinguino111203LR-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>C&#8217;erano una volta, e con tutta probabilità ci sono ancora, i Verdi in Lombardia. Con la caduta del regno di Pecoraro Scanio però anche i Verdi nostrani hanno rotto le righe, con la lodevole eccezione del consigliere comunale milanese Fedrighini. Naturalmente il Pd, partito che come i più sanno è nuovo nelle idee e negli uomini e nasce dalla profonda discontinuità con il catto-comunismo, aveva bisogno di allargarsi e includere anche donne e uomini di valore provenienti da altre esperienze.</p>
<p>A Milano la campagna acquisti ha portato nel partito democratico, ad esempio, Maurizio Baruffi (consigliere comunale) e Carlo Monguzzi. Tutti e due vengono dai Verdi e, a quanto si dice in giro, si malsopportavano prima e continuano a malsopportarsi con la nuova casacca. Così, quando Baruffi, già sodale di Majorino negli anni passati, ha provato a fare il grande salto verso il consiglio regionale, Monguzzi non lo ha sostenuto.</p>
<p>Ma è del Monguzzi che vogliamo occuparci oggi. Consigliere regionale di lungo corso, viene eletto al parlamento lombardo per la prima volta nel lontano 1990. Rieletto sempre nelle tornate successive: 1995, 2000, 2005. Nel periodo forse peggiore per la regione, quando sotto i colpi del giustizialismo da vignetta prese forma una giunta che deve essere piaciuta talmente tanto ai lombardi che da allora spediscono al Pirellone sempre e solo Formigoni, è stato anche assessore regionale. Nel 2008, per fortuna, non lo hanno rimesso in lista.</p>
<p>Monguzzi game over? Macché. I ben informati raccontano che il Monguzzi è pronto a lanciarsi nella corsa per il consiglio comunale. Stavolta sotto le insegne del Pd. E ce la farà, perchè di preferenze Monguzzi ne raccoglie a decine. Ecco come: c&#8217;è un&#8217;opera di pubblica utilità da realizzare (un parcheggio, una ristrutturazione di un caseggiato di proprietà del comune ecc&#8230;) con un certo fastidio, comprensibile e momentaneo, per i residenti? Arriva Monguzzi e dichiara tutta la sua contrarietà. Il pretesto, di solito, è salvare un cespuglio, un&#8217;aiuola, qualche albero che si potrebbe forse salvare altrimenti.</p>
<p>L&#8217;ultima del Monguzzi? Siete mai stati in Buenos Aires a vedere il parcheggio selvaggio, a vedere i milanesi girare ore e ore per trovare un buco dove piazzare la macchina? Bene, il comune ha deciso di costruire un parcheggio sotto piazzale Lavater. Un progetto che prevede, nel limite del possibile, di salvare gli alberi e tempi di realizzazione brevi. Ma al Monguzzi non piace e ha ben pensato di iniziare la sua campagna elettorale mettendosi alla testa del comitato contro il parcheggio.</p>
<p>Risultato: ieri i cittadini, esasperati, hanno scritto al Corriere della Sera per raccontare una situazione invivibile di auto in doppia fila, di disagi di ogni natura dovuti alla congestione di automobili. Senza contare i disagi per le mamme con i passeggini o per i disabili.</p>
<p>Una sinistra seria avrebbe dovuto incalzare l&#8217;amministrazione comunale, chiedendo che venissero rispettati i tempi di realizzazione, l&#8217;aumento del numero di box interrati rispetto al progetto originale e, soprattutto, vigilare sul mantenimento dei prezzi promessi prima dell&#8217;inizio dei lavori. In questo avrebbe potuto essere un&#8217;interfaccia con i cittadini, conquistandone la fiducia e il consenso. E soprattutto dovrebbe evitare di dare ospitalità a Monguzzi in lista.</p>
<p>A proposito di campagna acquisti, noto con piacere che si pesca sempre nella sinistra variopinta. Di socialisti, per capirci, manco l&#8217;ombra. A livello nazionale c&#8217;era Del Turco. E a Ottaviano mal gliene incolse.</p>
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		<title>(milano) Senza senso la battaglia contro i tram</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/07/06/milano-senza-senso-la-battaglia-contro-i-tram/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Contributi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>di Massimo Ferrari*
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un attacco concentrico contro i tram a Milano.
Non paghi della ristrutturazione della rete Atm che, con la scusa di alleggerire il passaggio dei convogli più lunghi in centro, ha eliminato anche il “33” (ossia una delle poche linee su rotaia che non entrano nelle Mura Spagnole) tra Centrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Massimo Ferrari*</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/tram.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3990" title="tram" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/tram-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un attacco concentrico contro i tram a Milano.</p>
<p>Non paghi della ristrutturazione della rete Atm che, con la scusa di alleggerire il passaggio dei convogli più lunghi in centro, ha eliminato anche il “33” (ossia una delle poche linee su rotaia che non entrano nelle Mura Spagnole) tra Centrale e Lambrate, alcuni esponenti della Giunta municipale, assieme all’ex sindaco Albertini e ad un docente universitario ultra thatcheriano, si sono scagliati contro i binari in città, quasi fossimo fermi agli anni Cinquanta, quando l’automobile era considerata la panacea di ogni futura esigenza di mobilità urbana.</p>
<p>Purtroppo il futuro è poi arrivato e si è trasformato in un presente d’inquinamento e di congestione perenne, per cui buona parte delle metropoli europee e nordamericane hanno riscoperto le virtù del trasporto pubblico a trazione elettrica, ammodernando o ricostruendo ex novo molte linee tranviarie. Che non confliggono con il traffico veicolare, anzi – visto che riescono a convertire una parte degli automobilisti al mezzo pubblico – contribuiscono a rendere più fluida la circolazione anche per coloro che proprio non possono rinunciare al mezzo privato. E’ successo a Barcellona, a Lione, a Strasburgo, a Dublino, ad Atene, ma anche a Dallas, Houston, Phoenix o a Denver, senza citare le solite Zurigo, Amsterdam, Berlino, Vienna e le circa 300 altre città che al tram non intendono proprio rinunciare.</p>
<p>I nostri amministratori, invece (forse, quando vanno all’estero a spese del contribuente sono troppo presi dalle cene di gala per notare le trasformazioni urbane?) pensano che i problemi viabilistici a Milano dipendano unicamente dall’ingombro dei tram, senza essersi nemmeno accorti che negli ultimi anni il traffico in città è alquanto diminuito (non per tanto per merito loro, quanto forse per gli effetti della crisi), mentre è divenuto ingovernabile nell’hinterland, dove tram non ci sono ed i bus non costituiscono alcuna valida alternativa all’uso dell’auto.</p>
<p>Orbene, detto questo, non si può negare che i tram a Milano funzionino male. Ma ciò non dipende tanto dalle caratteristiche dei veicoli (certo, sarebbe meglio acquistarne di medie dimensioni: 25 metri, anziché 35), quanto per la mancanza di provvedimenti mirati a favorirne lo scorrimento (corsie preferenziali e semafori asserviti), come è avvenuto nel resto del Mondo. Oltretutto la nostra città già dispone di parecchie decine di chilometri di “viali tranviari” in sede propria (Sempione, Zara, Giambellino, Mac Mahon, Missaglia, tanto per citarne qualcuno), realizzati, con lungimiranza, in un lontano passato e che ora si vorrebbe gettare alle ortiche, assieme agli ingenti investimenti già effettuati negli ultimi anni per il rinnovo del materiale rotabile.</p>
<p>Per di più, mentre negli anni della “Milano da bere” si puntava a sostituire il tram con più capienti linee di metropolitana, adesso – rassegnati, forse, alla ormai cronica insufficienza di fondi destinati alle infrastrutture utili (per gli interventi superflui, invece, i soldi si trovano sempre) – si punta ai fantomatici “bus ecologici” che esistono solo nelle fantasie di chi, in realtà, nulla sa di trasporto pubblico. Lo stesso assessore De Corato ha dovuto ammettere che per sostituire tutti i tram circolanti a Milano occorrerebbero “migliaia” di minibus elettrici e non ci sono i soldi per acquistare nemmeno questi.</p>
<p>Ma, anche se ci fossero, i minibus non risolverebbero alcun problema. Perché intaserebbero comunque le strette vie del centro, mentre in periferia non avrebbero la stessa capacità di trasporto dei mezzi su rotaia. E perché il vantaggio del tram non consiste solo nell’essere un veicolo non inquinante, ma nella capacità di favorire la riqualificazione urbanistica dei quartieri (come sanno i sindaci francesi, spagnoli ed americani che hanno rilanciato l’immagine delle loro città, anche grazie a nuove linee tranviarie moderne, efficienti e ben inserite nell’ambiente). Tutti argomenti, però, che non hanno presa nel plumbeo panorama di superficialità ed incompetenza ormai dominante all’ombra della Madonnina.</p>
<div>*Presidente Assoutenti/Utp(Associazione Utenti del Trasporto Pubblico)</p>
<p>Immagine: tram by telmo32 / © Some rights reserved. Licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives license</p>
</div>
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		<title>Pisapia? Bene, ma a Milano serve altro</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 15:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomaso Greco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>di Tomaso Greco
Chi pensa che Pisapia sia solo l&#8217;espressione della buona borghesia milanese, quella un po&#8217; radical chic e anche un po&#8217; snob, sbaglia. Pisapia è quello che rimane di una tradizione lunga e appassionata che, rimasta senza una vera rappresentanza politica, cerca di ripartire dalle elezioni amministrative. E merita di non essere sottovalutata. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Tomaso Greco<br />
Chi pensa che Pisapia sia solo l&#8217;espressione della buona borghesia milanese, quella un po&#8217; radical chic e anche un po&#8217; snob, sbaglia. Pisapia è quello che rimane di una tradizione lunga e appassionata che, rimasta senza una vera rappresentanza politica, cerca di ripartire dalle elezioni amministrative. E merita di non essere sottovalutata. Anche perchè potrebbe incontrare, sul suo percorso, partner importanti. Quelli che una volta si sarebbero chiamati &#8220;poteri forti&#8221; e che adesso potrebbero trovare allettante un gioco di sponda con la sinistra più a sinistra.<br />
Pisapia potrà, forse, avere qualche buona possibilità di lasciare il segno alle primarie di coalizione, ma certo non puó impensierire la Moratti (o chi per lei).<br />
Il problema politico è che Pisapia potrebbe portare dalla sua molti elettori piddini. Il pd, che doveva portare a nuova sintesi la sinistra italiana (e nel caso di specie la sinistra milanese), non è ancora riuscito a formulare una proposta di candidato sindaco. Anzi, all&#8217;indomani delle regionali ha chiesto, per bocca di suoi autorevoli esponenti, che si andasse alle primarie. Aprendo così la strada a candidature come quella di Pisapia.<br />
D&#8217;Alfonso, amico che stimo, ci scrive che vorremmo un candidato sindaco simile a Albertini. Noi, caro D&#8217;Alfonso, vorremmo un candidato sindaco capace almeno di giocarsela, se non di vincere. E le nostalgie non sono mai un buon surrogato del futuro.<br />
Servirebbe però che il dibattito non fosse tra un sindaco più a destra o più a sinistra, ma più avanti, nell&#8217;interesse della città.<br />
Constato che, ad oggi, manca.</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/p_230_219_69C4165E-A6FF-48AE-B1E6-EC1DF6507386.jpeg"><img src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/p_230_219_69C4165E-A6FF-48AE-B1E6-EC1DF6507386.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Non tutto il Pd è contro la &#8220;legge bavaglio&#8221;</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/07/02/non-tutto-il-pd-e-contro-la-legge-bavaglio/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Contributi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leragioni.it/?p=3953</guid>
		<description><![CDATA[<br/>di Libero Mabello
Mentre a livello nazionale ci si stracciava le vesti gridando allo scandalo, alla minaccia ultima alla democrazia, ai valori repubblicani, alla libertà di parola (a qualche convenienza corporativa di certi editori?) nei confronti del ddl sulle intercettazioni, il Pd milanese rincarava la dose con una sua manifestazione. Tutto il Pd milanese? No, qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Libero Mabello</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/34911_1474320588661_1553083739_31191546_6740187_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3954" title="34911_1474320588661_1553083739_31191546_6740187_n" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/34911_1474320588661_1553083739_31191546_6740187_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mentre a livello nazionale ci si stracciava le vesti gridando allo scandalo, alla minaccia ultima alla democrazia, ai valori repubblicani, alla libertà di parola (a qualche convenienza corporativa di certi editori?) nei confronti del ddl sulle intercettazioni, il Pd milanese rincarava la dose con una sua manifestazione. Tutto il Pd milanese? No, qualcuno no.</p>
<p>Alla stessa ora Franco Mirabelli e Emanuele Fiano, il primo già segretario locale dei Ds e attuale consigliere regionale del Pd, il secondo deputato del Pd, si davano appuntamento per discutere dei problemi della città e dei progetti futuri. Certo, non si sono apertamente dissociati dal &#8220;no bavaglio day&#8221;, ma in politica, soprattutto quando ci sono riti &#8220;di precetto&#8221;, organizzare un evento concorrenziale e differente è quasi un ammutinamento.</p>
<p>Va dato merito ai due esponenti del Pd di essersi voluti distinguere così dal coro di chi lamenta non tanto una limitazione del diritto/dovere di cronaca (critiche al ddl sono doverose, soprattutto nella sua strumentalità), quanto la fine della gogna giudiziaria a mezzo stampa. Un brutto colpo per la strategia di Majorino, che ipotizza un rassemblement per le prossime amministrative che tenga dentro il partito di Tonino, il popolo viola e che strizzi l&#8217;occhio, se non proprio a Grillo, ai suoi elettori.</p>
<p>Del resto voci di corridoio insistono nell&#8217;affermare che, dopo l&#8217;approvazione del PGT a fine Luglio, ci sarà un avvicendamento nel gruppo consiliare del Pd milanese. Al posto di Majorino dovrebbe prendere il timone Corritore che, messe da parte le velleità da sindaco, diventerebbe così l&#8217;uomo di punta dell&#8217;opposizione in Consiglio comunale, almeno fino alle prossime elezioni. Una voce fuori dal coro, ma vicina ad ambienti Pd, ipotizza che la manifestazione contro la c.d. legge bavaglio sarebbe stata organizzata successivamente rispetto all&#8217;iniziativa di Mirabelli-Fiano e che, sapendo dell&#8217;impegno di questi ultimi, sarebbe stata calendarizzata in concomitanza proprio per metterli in offside. Ma questa ricostruzione mi pare forzata e non merita ulteriore spazio, la riporto solo per completezza d&#8217;informazione (senza bavagli).</p>
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		<title>Pisapia al via</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 23:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomaso Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>di Franco D’Alfonso
Poco più di un mese fa scrivevo : si vota per il Sindaco e per il Consiglio comunale , quindi  la prima cosa da fare è quella di trovare un candidato evitando il consueto inutile balletto sul “metodo” ( primarie strette, larghe , bislunghe), sul programma ed altre intempestive questioni quali il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Franco D’Alfonso</p>
<p>Poco più di un mese fa scrivevo : si vota per il Sindaco e per il Consiglio comunale , quindi  la prima cosa da fare è quella di trovare un candidato evitando il consueto inutile balletto sul “metodo” ( primarie strette, larghe , bislunghe), sul programma ed altre intempestive questioni quali il  profilo politico preventivo del candidato ( cattolico, no laico liberale, no di sinistra vera..). Il consiglio non è stato ovviamente recepito dai partiti o dalle parodie di partito che albergano nella sinistra milanese i quali , intimiditi forse dalla situazione, hanno prodotto in misura tutto sommato ridotta il vortice di dichiarazioni del tipo “bene tale, ma meglio tal altra che potrebbe scendere in campo” oppure  “ primarie sì , ma prima di partito oppure no “ etc oppure si sono persi a vagheggiare, come gli amici di “le ragioni.it” il profilo di un candidato ideale che pesca voti a destra così ben fatto da somigliare in maniera inquietante al precedente sindaco di destra Gabriele Albertini..<br />
Il solo segnale concreto ed effettivo , fra Pomodoro non ..raccolto , Ambrosoli non disponibile e De Bortoli aleggiante  è stata la chiara disponibilità di Giuliano Pisapia . Il fuocherello di fila immediato tendente a identificarlo come il candidato della sinistra “radicale” utilizzabile come inutilissima bandierina pare non decollato , soprattutto perché lo stesso Pisapia si è detto chiaramente indisponibile a giocare un ruolo predeterminato in commedia, come quello di Fo alle ultime comunali o quello di Bertinotti alle altrettanto famose e deleterie “primarie” dell’ultimo Prodi. Il candidato Pisapia è entrato in campo con il piede giusto , specificando di essere candidato a sindaco e non ad altro ruolo politico quali il segretario o il “federatore” della sinistra ovvero al beneficiario di un’Opa ostile su quel che resta del Pd milanese ; di essere pronto a misurarsi con altri candidati antimorattiani in eventuali primarie ;  soprattutto di aver iniziato una corsa che ha come obiettivo unico Palazzo Marino  come Sindaco o come capo dell’opposizione  e non ha interesse alle subordinate che hanno ammorbidito in termini molto personali la sconfitta degli ultimi candidati ; infine, si è detto cosciente della necessità di costruire una proposta, più che una coalizione, che possa interessare quelle aree politiche , culturali e sociali diverse dalla sua di origine, quali quella laico , socialista , cattolica liberale che a Milano hanno dato vita ad una maggioranza ed ad un progetto di città prima che a delle giunte che i meno giovani ( vale a dire la maggioranza dei votanti a Milano…) ricordano con rimpianto crescente, magari salutando ancora Carlo Tognoli come “ sindaco “ incontrandolo per le vie della città.<br />
In partenza si tratta indubbiamente di un buon candidato : un uomo di sinistra , con una storia politica, culturale e familiare saldamente “milanese”, definita e non dissimulata ,  una stagione da protagonista come operatore della giustizia sia nelle aule dei Tribunali che in quelle parlamentari nella quale ha mostrato fermezza ed equilibrio di posizione anche quando era lo spirito della “notte di san Bartolomeo” a prevalere  e l’ ”inquisiteli tutti , Dio- Giudice  riconoscerà i suoi” non era solo il motto del legato “papaldipietrista” Travaglio.<br />
La parte più difficile del compito è già cominciata : il candidato Pisapia deve mettere in piedi il proprio staff di riferimento , cominciando a chiarire  con la scelta dei collaboratori il suo programma e progetto ; deve evitare come le pozzanghere sia l’assorbimento sia la contrapposizione con organizzazioni e disorganizzazioni piccole e grandi , siano esse il Pd o più ristretti circoli e gruppi, peggio se composti da “amici” , perché la logica della candidatura monocratica , ancor di più se dovesse passare dal confronto “amico” della selezione primaria , è molto diversa da quella del partito o della lista e se non si “bilanciano” attentamente la sconfitta è praticamente certa; deve iniziare una trasparente ma decisa raccolta di fondi , dal cui buon esito dipende gran parte del risultato .<br />
La corsa è iniziata , spettatori e commentatori della sinistra  stile Ernesto Calindri  ( “Dura minga, dura no , non può durare “)  entrino in campo , annuncino che si candidano loro o che hanno la disponibilità con nome e cognome e non con identikit  di un altro/a candidata , altrimenti vadano al bar ad ordinare un Cynar .</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/l_320_240_E41C6AD5-A6DC-4397-AD02-474EF270D8CF.jpeg"><img src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/07/l_320_240_E41C6AD5-A6DC-4397-AD02-474EF270D8CF.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>(milano) Prove di sindaco nella calda estate</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Contributi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>di Giacomo Properzj
Il mio amico Franco D&#8217;Alfonso è fondatore e presidente del circolo Porto Franco organizzazione che, come si usa adesso, non ha sede ma vive di manifestazioni e incontri, prese di posizione generali e analisi della situazione politica. Vi partecipano, tranne me, persone normalmente di sinistra ma provenienti da esperienze varie. Molti di costoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Giacomo Properzj</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/pisap.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3942" title="pisap" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/pisap.jpg" alt="" width="235" height="169" /></a>Il mio amico Franco D&#8217;Alfonso è fondatore e presidente del circolo Porto Franco organizzazione che, come si usa adesso, non ha sede ma vive di manifestazioni e incontri, prese di posizione generali e analisi della situazione politica. Vi partecipano, tranne me, persone normalmente di sinistra ma provenienti da esperienze varie. Molti di costoro sono assai qualificati ma l&#8217;anima di tutto è D&#8217;Alfonso che non arresta mai la sua attività di organizzazione politico culturale.</p>
<p>Recentemente, nell&#8217;intento di inserirsi nel serpeggiante ma sotterraneo dibattito sul prossimo sindaco di Milano, D&#8217;Alfonso ha manifestato la sua simpatia per l&#8217;avvocato Giuliano Pisapia: ottima scelta perché l&#8217;avvocato Pisapia, figlio a sua volta di un grande avvocato, è un uomo molto corretto, serio, preparato nella sua materia, non giustizialista ma anzi garantista e dotato di qualità morali e politiche che ne farebbero un ottimo sindaco. Peraltro il Pisapia è stato deputato della Rifondazione Comunista e, con molta onestà, non nasconde la sua tendenza verso una politica di estrema sinistra. Nessuno si spaventa di questo salvo gli elettori e la candidatura, ottima per un fronte di sinistra, non si presta ad una coalizione che voglia ricuperar voti al centro. D&#8217;Alfonso sostiene che si tratta di una candidatura nuova e che potrebbe capovolgere i tradizionali rapporti di forza come è stato per la Bonino a Roma e per Vendola in Puglia. Purtroppo Franco non ricorda che la Bonino ha potuto vincere a Roma (non in provincia) perché risse interne al PdL ne avevano impedito la presentazione della lista, tanto che si pensava a una vittoria più netta ma la lista Polverini (fortemente sostenuta dal Presidente del Coniglio) e la lista dell&#8217;UDC hanno recuperato gran parte dei voti. Per la cronaca il risultato elettoralmente vittorioso per la destra ha poi portato a un disastro politico perché, basti dire, l&#8217;esecutivo ha raggiunto solo recentemente un suo instabile equilibrio ed il Consiglio Regionale è riuscito a riunirsi una volta sola dal 30 marzo. Quanto a Vendola non avrebbe mai potuto raggiungere la maggioranaza se la Poli Bortone non avesse voluto con ostinazione presentare una lista autonoma che poi ha preso l&#8217;8%.</p>
<p>Ma D&#8217;Alfonso non si arrende e cita i lontani successi del sindaco Ken Livingston di Londra, trotskista e chiamato Ken il Rosso, che però è subito scomparso quando è stato ridotto il bacino elettorale della città metropolitana e ristrutturati i docks.</p>
<p>Insomma, a mio giudizio, il Pisapia è il candidato perfetto per una lista di sinistra che raccolga gli sbandati elettori di questa componente e lasci che una lista di centrosinistra (PD compreso) impedisca alla signora Moratti di raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno. Al secondo turno il blocco si creerà per necessità politiche e Pisapia, che non è un fondamentalista, lo appoggerà. Quindi, forse, chissà, gli amici di Porto Franco potranno partecipare a un esultanza non di bandiere neroazzurre ma, questa volta, rosse.</p>
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		<title>(milano) La sosta in doppia fila</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 05:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>di Augusto Castagna
La sosta in doppia fila, un fenomeno consolidato e diffuso in quasi tutte le strade di Milano, non rappresenta solo un malcostume di una parte degli automobilisti ma un cancro che è doveroso estirpare.
La doppia fila è una delle causa della non regolarità e della lentezza del trasporto pubblico di superficie, riduce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>di Augusto Castagna</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/doppiafila.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3923" title="doppiafila" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/doppiafila-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La sosta in doppia fila, un fenomeno consolidato e diffuso in quasi tutte le strade di Milano, non rappresenta solo un malcostume di una parte degli automobilisti ma un cancro che è doveroso estirpare.</p>
<p>La doppia fila è una delle causa della non regolarità e della lentezza del trasporto pubblico di superficie, riduce la fluidità e la regolarità del traffico automobilistico favorendo momenti di forte congestione e quindi di inquinamento acustico e dell’aria, è, in alcuni casi, responsabile di incidenti stradali; in generale produce disagi e costi sociali di gran lunga superiori al costo della eventuale sanzione.</p>
<p>Non è affatto comprensibile, quindi, l’atteggiamento del Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e la Tutela dei Diritti di Utenti e Consumatori (CODACONS) espresso nei confronti del recente annuncio dell’utilizzo delle nuove tecnologie (telecamere) per multare le auto ferme in doppia fila.</p>
<p>Il CODACONS dice: “il Comune non rispetta gli standard urbanistici. I posti auto sono la metà rispetto ai veicoli circolanti. <em>Il parcheggio irregolare è una necessità”.</em> Non commento questa dichiarazione mi limito a dire che ne come utente ne come consumatore mi sento rappresentato dal CODACONS.</p>
<p>Come cittadino e utente delle strade voglio auspicare che quanto annunciato non sia uno spot o un provvedimento che si esaurisce in pochi giorni ma rappresenti un efficace e duraturo strumento per contrastare con la massima determinazione uno dei mali peggiori della viabilità a Milano.</p>
<p>La pratica della doppia fila non è dovuta esclusivamente al malcostume ma anche da come è organizzata la sosta sulle nostre strade e in particolare nelle vie ad intensa attività commerciale. In queste strade gli spazi che possono essere destinati alla sosta devono essere riservati a quella operativa: carico e scarico delle merci, alle attività artigianali, ai portatori di handicap, ai mezzi di soccorso, ai taxi, escludendo la cosidetta sosta prolungata.</p>
<p>Un esempio: Corso Buenos Aires. E’ tra le strade più commerciali del mondo e, nello stesso tempo, un asse importante della viabilità cittadina. Così come è organizzata la sosta rappresenta un fattore di caos, di disordine, di incentivo alla doppia fila fatta spesso dai mezzi che devono rifornire i negozi davanti ai quali sono permanentemente parcheggiate le auto dei titolari e/o gestori dei negozi stessi. Tutto questo è un non senso. Il problema è facilmente risolvibile destinando le aree di sosta al bisogno primario delle forniture delle attività commerciali ed escludendo dal Corso la sosta parassitaria.</p>
<p>In Corso Buenos Aires, in questi giorni ci sono dei lavori stradali per la sua riqualificazione che si limitano al rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi, un intervento utile e necessario ma il Corso merita molto di più e, quindi, perché non cogliere l’occasione dei lavori per organizzare la sosta operativa in primo luogo e poi quella delle moto e delle bici così numerose e perché non introdurre alcuni provvedimenti di moderazione del traffico, quelli indicati nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale relativi agli incroci per rendere più sicura e più gradevole la pedonalità così massiccia in una delle vie più importanti dello shopping milanese?</p>
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		<title>Nasce una nuova casa editrice con sede a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citta']]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Le città, le storie: i mille volti della vita nelle grandi e piccole città sono il filo conduttore dei libri Happy Hour edizioni, nuova realtà editoriale nata per iniziativa di un manager napoletano e di un giornalista milanese, con lunga esperienza nell&#8217;editoria e nella comunicazione multimediale.
Con una scrittura sempre chiara, concreta e incisiva, Happy Hour  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/incontri_casuali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3926" title="incontri_casuali" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2010/06/incontri_casuali.jpg" alt="" width="153" height="219" /></a>Le città, le storie: i mille volti della vita nelle grandi e piccole città sono il filo conduttore dei libri Happy Hour edizioni, nuova realtà editoriale nata per iniziativa di un manager napoletano e di un giornalista milanese, con lunga esperienza nell&#8217;editoria e nella comunicazione multimediale.</p>
<p>Con una scrittura sempre chiara, concreta e incisiva, Happy Hour  propone testi di narrativa e di vita vissuta, romanzi e autobiografie: storie vere che sembrano inventate e storie inventate che sembrano vere.</p>
<p>Mi fa piacere segnalare: “INCONTRI CASUALI” di Giovanni Bernuzzi</p>
<p>Giovanni Bernuzzi è nato a Milano, dove vive e lavora come giornalista freelance, collaborando con numerose testate. Laureato in Lettere moderne e in Scienze politiche, ha pubblicato raccolte di poesie ed è stato ricercatore e docente nelle Università di Milano (Statale) Barcellona e Dublino. Di prossima uscita con Happy Hour edizioni un&#8217;altra opera narrativa, Solo ma vero.</p>
<p>INCONTRI CASUALI TRA SCONOSCIUTI</p>
<p>Genere: romanzo</p>
<p>Pagine: 96</p>
<p>Prezzo: 10,00</p>
<p>Happy Hour edizioni s.a.s.  C.so Sempione, 21 20145 Milano</p>
<p>“Vite e destini si incrociano nelle strade e nei luoghi di una Milano a volte struggente e a volte spietata, ma sempre narrata con amore. La grande città di luci splendenti e di acque sotterranee, dove spesso dopo essersi incontrati si è più sconosciuti di prima. Un romanzo molto &#8220;milanese&#8221; nelle atmosfere, nelle situazioni, nelle persone e nelle loro vicende, e nello stesso tempo una storia che coglie più in generale, come si avverte nel titolo stesso, l&#8217;essenza della realtà metropolitana.”</p>
<p>www.happyhouredizioni.it</p>
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