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di Roberto Musacchio
Se si confermerà che in Puglia si svolgeranno le primarie potremo dire che una prima battaglia fondativa di SEL è vinta. Dico fondativa in senso forte in quanto riguarda sia il posizionamento politico che la “tenuta” come soggetto. Mi è capitato durante le vacanze di Natale che un mio caro amico mi dicesse “ma perché Vendola non fa un passo indietro e non chiede in cambio garanzie programmatiche”. Ho risposto che questo sarebbe stata la fine dell’esperienza di SEL in quanto soggetto autonomo. Non solo.
Il passo indietro di Nichi avrebbe rappresentato anche una ipoteca forse irrecuperabile sul futuro dello schieramento che vorrebbe e dovrebbe essere alternativo a Berlusconi. La gestione dalemiana della linea vincente al congresso del PD ha determinato contrasti fortissimi. Parlo di gestione di una linea perché mi pare di aver capito lo schema di allargamento delle alleanze, e di uscita dalla logica bipartitica veltroniana, prevedeva un rapporto sia con l’UDC sia con la sinistra che non esclude il governo. Ma nella gestione della linea a questa seconda si chiede una totale subalternità. Dunque Dalema “non capisce” perché Niki non faccia un passo indietro.
Ma questo allargamento asimmetrico è tutt’altro che adeguato a costruire una alternativa reale e una opposizione adeguata, come dimostrano i fatti di tutti i giorni. Per questo non funziona il suggerimento del mio amico: perché lo “scambio” presidenza per programma non è praticabile in quanto sancirebbe inevitabilmente una asimmetria anche sui contenuti programmatici. Se penso poi all’acquedotto pugliese o al nucleare, e penso alle posizioni dell’UDC, la figura del presidente e la tenuta del programma in Puglia stanno insieme. Se saranno primarie dunque sarà una vittoria generale. Merito della tenuta di SEL e di Niki stesso che ha dimostrato intelligenza e coraggio.
Proprio per questo valore complessivo della vicenda Puglia ha fatto bene il coordinamento nazionale a chiedere di sospendere i tavoli di trattativa delle altre regioni. Non il venir meno di una autonomia ma il comprendere che una chiusura negativa della Puglia comprometterebbe il nostro peso specifico ovunque condannandoci alla subalternità. Per di più sospendere le trattative non significa sospendere l’iniziativa politica a partire dall’insistenza sulle primarie e sui programmi. Non conosco nel dettaglio ciò che sta accadendo nelle varie regioni ma sarà necessario e giusto discuterne e confesso che ho trovato alcuni pronunciamenti per me discutibili nell’ambito in cui siamo. Quando parlo di volontà di imporci una subalternità penso a quando ci chiedono di sottoscrivere discriminanti a sinistra che sono ideologiche e non politiche.
Ma penso anche alla partita aperta con la candidatura Bonino. Partita anomala e non immediatamente riconducibile ai giochi PD. Ma il gioco radicale punta anch’esso alla nostra subalternità e il PD ci gioca sopra. La figura forte della Bonino rende ancora più esplicita l’esigenza di simmetrie nelle coalizioni. Se il PD dice si alla Bonino e no a Vendola lo schiaffo politico è per noi inaccettabile perché non c’è alcuna giustificazione nemmeno di efficacia elettorale che lo motiva.
Mi auguro poi che la Bonino, visto che parla di una posizione radicale nazionale, contribuisca con forza ad una soluzione positiva della Puglia. Siccome poi è vero che il suo è un profilo forte avendo deciso i radicali di giocare nel Lazio una carta nazionale, questo profilo richiede una discussione vera che va ben aldilà dell’accordo sui punti programmatici che non si negano a nessuno. Per questo insisto che le primarie sarebbero giuste e necessarie. Anche alla Bonino sarebbero utili per discutere con popoli diversi e complessi con i quali le sue scelte hanno avuto spesso punti di contrasto. Il mio rispetto e la mia stima per Emma sono forti. Ma proprio per questo prendo sul serio le sue posizioni internazionali tra le quali ci sono anche punti di forte diversità dalla ex Yugoslavia al conflitto israele palestina. O quelle sul lavoro con i referendum sull’articolo 18. O quelle sui servizi pubblici che è utile chiarire visto che si va ad un referendum per l’acqua pubblica. Chiarire, chiarirsi serve a tutti. E tutto è più semplice se si confermerà il buon esito della Puglia.