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[EM.MA] Ieri a Catania

Scrivo da Catania e il mio albergo è vicino alla Camera del Lavoro, la stessa sede di sessantatre anni addietro, quando sono entrato per la prima volta nell’ampio cortile che caratterizza l’edificio. Nel 1947, ero stato eletto segretario regionale della CGIL, Di Vittorio mi chiese di aiutare i compagni a riorganizzare la Camera del Lavoro di Catania. Fu una esperienza importante per me: fra tanta confusione, primitivismo,insubordinazioni, ricordo entusiasmo e speranze in tanti ragazzi e ragazze che lavoravano come braccianti negli agrumeti o come operai per confezionare le cassette di arance. E poi muratori, metallurgici, mugnai, pastai, impiegati pubblici che per la prima volta contrattavamo, con lunghi scioperi, contro i padroni. Ricordo con commozione giovani dirigenti come Guzzardi, Rindone, Pezzino, Marilli che sono scomparsi. C’era allora l’unità sindacale. Oggi il sindacato si è in parte burocratizzato e diviso. Eppure, ecco il punto che volevo ancora una volta sottolineare: la crisi economica sarà lunga e difficile, il sindacato avrà un ruolo che in parte somiglia a quello dei primi anni quaranta. C’è un nuovo inizio. Bisogna riflettere e agire.

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