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[EM.MA] Dopo lo sciopero della CGIL

Lo sciopero e le manifestazioni della CGIL hanno segnato un momento importante della protesta nel mondo del lavoro contro una manovra economica ingiusta. In questi anni il divario tra ricchi e poveri si è allargato e il fenomeno veniva letto come frutto della globalizzazione. Le imprese e i manager che guidavano la crescita dell’industria del nord e gli affari con l’economia di carta e le banche, hanno guadagnato molto. Erano gli anni in cui il precariato, i co.co.co., i lavoratori a progetto pagavano il conto. Oggi proprio questa fascia di lavoratori è la più penalizzata perché perde il lavoro. E la manovra colpisce anche chi il lavoro non lo perde ma ha un salario insufficiente. Ai ricchi invece non si chiede nulla. Oggi su Repubblica Gard Lerner ricorda che nel 2009 il Cavaliere Berlusconi ha percepito un reddito pari a 11.490 volte(dicasi undicimilaquattrocentonovanta) il reddito di un operaio di Pomigliano. Mi chiedo: perché la CISL e la UIL non partecipano alla protesta? Lo sottolineo perché la situazione richiederebbe l’unità sindacale e anche la CGIL deve lavorare per ricostruirla.

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