Sboccia la Rosa francese nel prato dell’astensionismo
di Giulia Velotti
“I francesi hanno inviato un messaggio forte e chiaro: da una parte, hanno espresso il loro rifiuto ad una Francia divisa, ansiosa e debole; dall’altra hanno voluto soprattutto manifestare il loro sostegno a una Francia che sia più giusta e più forte. I francesi hanno in gran parte votato per la sinistra e hanno scelto il Partito Socialista.” Sono le parole pronunciate, quasi liberatorie, da Martine Aubry, a margine dei risultati del primo turno delle elezioni amministrative, che in questi anni lavora ad un partito più tradizionale, comunicativo, ordinato e radicato territorialmente. Insomma, ancora una volta promossa la segretaria Aubry che con questo dato, notevolmente positivo, ha disturbato Sarkozy e resuscitato il PS.
Ogni elezione ha una propria storia e una pertinente comparazione ma è significativo il fatto che il Partito Socialista, che a stento aveva ottenuto il 16,5 % alle scorse elezioni Europee, sia riuscito, al primo turno delle regionali, a raggiungere il 29,1% dei voti, ritrovandosi ad un livello che non raggiungeva da più di 20 anni, sorpassando l’Unione per un Movimento Popolare (UMP) di Nicolas Sarkozy che invece, perdendo quasi due punti rispetto alla competizione del giugno 2009, si è attestato al 26,1%. I Verdi, che hanno perso ben quattro punti percentuali, si confermano terzo partito, con il 12,4%. Il Fronte Nazionale di Le Pen, formazione di estrema destra, ha raggiunto un preoccupante 12 %. Sicuramente il record in queste elezioni è stato raggiunto dall’astensionismo che con il 53,63% supera nettamente il dato negativo delle elezioni europee che poco interessano ai cittadini francesi e delle elezioni amministrative del 2004 che raggiunse il 39,15%. Un’apatia elettorale che sembra non intaccare la democrazia ma che sembra interessare solo il dato elettorale e in questo caso quello del centro-destra, in quanto per i socialisti si tratta di una vera e propria rinascita. Ora, al secondo turno del 21 marzo, il Ps potrà contare sui voti di Europe Ecologie, il partito Verde di Daniel Cohn-Bendit e della sinistra radicale, di fronte a una destra che correrà da sola, e conquistare tutte le regioni del paese. La sinistra, che dopo il 2004 governava in 24 delle 26 regioni francesi, potrebbe infatti strappare anche la Corsica e l’Alsazia alla destra, facendo il pieno. Ovvio, ora, come ha posto l’accento, la stessa leader dei socialisti, occorre cautela perché non c’è nulla di scontato per il secondo turno e l’astensionismo ha la forza, in questo caso, di fare da ago della bilancia. Si può dire però che i socialisti vincono se uniti ma in queste elezioni ha vinto la comunicazione di una campagna elettorale incentrata sulla politica del presidente Sarkozy già in debacle con i suoi errori e altresì per l’antipatia che ha raccolto negli ultimi tempi. Il partito della rosa, purtroppo, resta ancora un partito vecchio e diviso, di certo sta lavorando molto per invertire la tendenza in prossimità delle presidenziali ma è ancora troppo debole quella proposta politica che metta in primo piano l’incapacità della desta sulla gestione della crisi economica, sulle mancate riforme e sulle tensioni sociali ed etniche.
