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Le due piazze di Berlusconi

Sembra incredibile che, dopo le riforme che hanno dato maggiori poteri e autonomia alle Regioni, le poche settimane di campagna elettorale per le elezioni regionali siano teatro di ben due manifestazioni nazionali dei due principali partiti di maggioranza e opposizione.

Si parte questo sabato con una manifestazione di Tonino Di Pietro e del PD e si continuerà sabato venturo con il Pdl in piazza. In un Paese all’apparenza così conflittuale i due schieramenti scenderanno in campo sullo stesso tema: il decreto salva-liste. In altre parole scenderanno in campo tutti per Berlusoni. Pro o contro, ma alla fine sempre di Berlusconi si finirà a parlare. Una vittoria politica di cui i militanti e i dirigenti del Pdl gongolano. E sbaglia chi dice che le manifestazioni si annulleranno: questo criterio può valere nelle scienze matematiche, ma senz’altro in politica non funziona. Anzi. Questo sabato avremo un Pd diviso, lacerato tra chi ha dato le chiavi della coalizione in mano a Di Pietro e chi di Di Pietro non vuole più sentir parlare. In mezzo Bersani che anzichè incalzare il governo è costretto a rinsaldare le fila dei suoi.

“Facciamo parlare i cittadini, la società civile, non i leader di partito” propone un pezzo del Pd, forse inseguendo il populismo dipietrista o forse cercando in extremis di arginarlo. Dall’Italia dei Valori replicano pacifici: Tonino parlerà dal palco, voi fate quel che credete. Ed è possibile, per non dire probababile, che Di Pietro tornerà ad attaccare Napolitano. Cosa farà il Pd a quel punto? Abbandonerà la piazza? Tenterà di dissociarsi?

Per quanto la manifestazione del Pdl potrà essere un successo, salvo colpi di scena imprevedibili il vero risultato per Berlusconi è la manifestazione del Pd.

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