[EM.MA]Punire Berlusconi con il voto
Il racconto che oggi troviamo sul Corriere della Sera dello scontro tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio ci da un quadro di una situazione in cui le istituzioni sono messe ormai a rischio. L’arroganza di Berlusconi riflette, purtroppo, una realtà che coinvolge ormai una parte rilevante della pubblica opinione. La subcultura del berlusconismo che disprezza le regole la ritroviamo in tutti i gangli dello Stato dove si verifica un tentativo di “legittimare” ciò che è illegittimo: scudi e sanatorie ne sono la testimonianza. La storia del decreto elettorale s’ inquadra in questa visione. Ha ragione Fini che in questo contesto, grazie a Napolitano, si è evitato il peggio. Ma, come sempre, c’è chi giuoca al tanto peggio tanto meglio: è il caso di Di Pietro e dei suoi soci. I quali sono l’altra faccia del berlusconismo nell’opera di delegittimazione delle istituzioni. Saprà il PD indirizzare la collera di tanti cittadini per ciò che sta succedendo nell’agone elettorale e fare pagare a Berlusconi il prezzo della sua arroganza e della sua disinvoltura istituzionale? Oggi il problema è questo, solo questo.

A proposito del decreto. Si era creata una situazione paradossale (oltre che pericolosa): Napolitano, qualunque cosa faceva, sbagliava. Ha agito, come al solito, con etica della responsabilità, che è elemento di cui il nostro paese difetta (e che, come insegnano i classici, è spesso “superiore” all’etica della convinzione). Che cosa si può dire se non augurarsi che “passi presto la nottata” e che si possa presto essere un Paese che non ha bisogno né di berlusconiani né di dipietristi
Se l’opposizione per protesta ritira le liste, si è evitato il peggio?
Una parte dell’elettorato comunque non andrebbe a votare, tornando di fatto alla situazione precedente al decreto, con l’aggravante dell’atto di Napolitano.
Questa è un’ipotesi che evidentemente non è stata valutata.
Sui siti dei dipietrini-travaglini impazzano queste “5 domande a Napolitano”:
1) Perché quando Maurizio Gasparri ha affermato che il Consiglio Superiore della Magistratura è una cloaca, lei che è Presidente del CSM ha taciuto?
2) E’ vero che negli anni ‘90 lei è stato leader della corrente dei “miglioristi” all’interno del Partito Comunista Italiano, che voleva creare un connubio con il partito socialista di Craxi quando tangentopoli era già stata scoperchiata? E’ per questo motivo che il 18 gennaio scorso ha elogiato la figura di Bettino Craxi? Quale sarebbe “l’impronta non cancellabile che ha lasciato nella vita del nostro Stato democratico”?
3) Le risulta che tra i “miglioristi” vi fossero esponenti come Emanuele Macaluso e Sandro Bondi? Può confermare che lei e Macaluso eravate proprietari della rivista “Il Moderno”, finanziata da Mediolanum, Publitalia e Fininvest? Per tale convivenza prova più imbarazzo lei o il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha versato denaro nelle casse dei comunisti?
4) Nella XII legislatura lei ha presieduto la Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo. Quali risultati ha ottenuto?
5) Controfirmando il decreto interpretativo ed altre leggi precedenti “ad usum delphini”, che segnale, che esempio ha pensato di dare al Paese ed alle nuove generazioni?
In particolare la 2) e la 3) brillano per particolare imbecillità…
grazie della segnalazione, ma sai anche dirci quali sono questi siti?
Di Emanuele Macaluso:
Caro Andrea,
sto cercando di individuare ( e forse l’ho già individuato) chi ha scritto questa porcheria nei confronti di Napolitano e miei per querelarlo dato che è un testo pieno di menzogne tra le quali primeggia l’affermazione che Napolitano e io eravamo “proprietari della rivista Il Moderno finanziata da Mediolanum, Publitalia e Fininvest”. Falso, completamente falso.
Ho risposto con e-mail a Laura Landolfi