(libri) Splendido splendente
C’erano una volta gli anni ‘70. Che tramontavano in un pomeriggio di sole di una spiaggia ligure, sul corpo di quella ragazza con un nome da fantasia proibita, Anna Moana, che aveva un costume succinto e dei sogni grandi come lo schermo di un cinema. E Marzio, protagonista e voce narrante del romanzo di Ivan Guerriero, Splendido Splendente, vincitore del premio Calvino 2009, voleva cambiare il mondo da un collettivo del liceo. E sognava quella adolescente conosciuta e avuta in una notte d’estate. Un’amica, e forse molto di più perchè le loro vicende torneranno a incrociarsi, a intrecciarsi, in quegli anni ‘80 dove il benessere e le copertine patinate erano i sintomi più evidenti di una società che aveva cambiato andatura, voltato pagina, perso le sue paure per sogni e fragilità nuove.
Moana a Roma, i set, gli amanti, una vita che corre troppo veloce per esserne davvero protagonisti. Marzio e una laurea in giurisprudenza messa nel cassetto per importare giochi da tavolo dagli Stati Uniti, la nuova militanza politica che, dopo l’esperienza extraparlamentare, trova cittadinanza nella sezione socialista di corso Magenta. E si arriva al congresso del PSI all’Ansaldo, quando Marzio viene accompagnato nel camper di un Craxi preoccupato per l’esuberanza televisiva di Moana. Certo, si resta nel romanzo e proprio la ricostruzione storica appare un po’ sommaria e abbozzata. Però l’autore sceglie di descrivere i costumi, i ritmi, le musiche (a proposito, ogni capitolo è introdotto da una frase tratta da una canzone dell’anno in cui si svolgono le vicende raccontate) in quella che sembra una facile salita e che a un certo punto accelera in discesa verso l’epilogo.
L’epilogo triste, raccontato senza nostalgie, ma con un senso di rimpianto e tutto sommato di ingiustizia. Si chiudono gli anni ottanta e cala il sipario su i suoi protagonisti. E su una fase del Paese. Se ne apre un’altra, ma per Moana non c’è più posto e sopravvive pochi mesi al tramontare del mondo di cui è stata amante, regina e etera. Ma forse questo libro di appena un centinaio di pagine, che si lascia leggere tutto d’un fiato, ci racconta che per Moana un posto ci sarà sempre.
“Splendido splendente costa poco e finalmente io sorrido eternamente” (1979- Donatella Rettore)
“anni allegri e depressi di follia e lucidità sembran già gli Anni Ottanta per noi quasi ottanta anni fa…” (1989- Raf)
