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(milano) servono gli stati generali dell’integrazione

di Augusto Castagna

Dalle cose dette, sulla drammatica vicenda di Via Padova dal Sindaco Moratti e da De Corato (Vice-Sindaco da quasi 15 anni) appare evidente la enorme distanza che separa l’impegno espresso dalla Amministrazione Comunale in questi anni da quello che sarebbe necessario e che si rende assolutamente urgente attivare per favorire i processi di integrazione.

Ascoltarli è disarmante. Confermano una totale  incapacità di affrontare il problema della integrazione che ha assunto una notevole dimensione, che è presente in tutto il territorio cittadino e che è destinato a crescere ulteriormente.

Il problema non è ne semplice ne facile e, quindi, deve essere affrontato con la necessaria sensibilità e con una grande determinazione, attivando una iniziativa riccamente articolata, capace di coinvolgere l’insieme del  tessuto democratico milanese.

Non sono poche le parrocchie che svolgono una importante attività a favore della integrazione; ci sono molte realtà di volontariato; ci sono delle organizzazioni sociali ed altri soggetti ancora molto attivi ma le istituzioni (Comune, Consigli di Zona) sono totalmente assenti, sembrano estranei al problema, a volte vivono con fastidio i discorsi e le iniziative pro-integrazione.

L’attività del volontariato e di altre realtà che operano nei quartieri è preziosa, ha bisogno di crescere, di avere una maggiore continuità per essere più efficace. Ha bisogno di un sostegno e, prima ancora ha bisogno di una regia che può assolvere solo l’Amministrazione Comunale e, meglio ancora, il Consiglio Comunale nel suo insieme.

Possiamo sperare e credere che dal grave episodio di questi giorni possa partire, a differenza del passato, una vera politica per l’integrazione fatta da mille più mille iniziative ,continue e costanti nel tempo, capaci di coinvolgere e impegnare l’associazionismo milanese e le diverse etnie presenti in città?

Il Sindaco Moratti e il Consiglio Comunale si facciano promotori di un incontro con le forze politiche, le organizzazioni sociali, sindacali, culturali, sportive, ecc.; chiamino i Consolati dei Paesi di origine dei cittadini stranieri e, quando ci sono, i rappresentanti delle etnie organizzate, promuovino gli Stati Generali sul problema della integrazione per predisporre insieme un piano di lavoro da attivare sul territorio.

Il Sindaco e il Consiglio Comunale si impegnino ad andare in tutti i Consigli di Zona per parlare di questo argomento, per presentare il piano di lavoro predisposto dagli Stati Generali e per sollecitare gli stessi ad esercitare meglio la loro funzione istituzionale nei quartieri della città.

Milano ha sempre lavorato con successo per favorire l’integrazione di quanti, nei diversi periodi, sono arrivati qui per lavorare e vivere. Dalla effettiva integrazione la città e i suoi abitanti ne ha sempre tratto dei benefici. Questa bella tradizione deve assolutamente continuare.

2 Comments

    Caro Augusto, hai perfettamente ragione, concordo con quanto scrivi, il coinvolgimento dei Consigli di Zona sarebbe necessario, ma i consigli di zona così come sono, sono solo dei comitati elettorali, e il Comune non si discosta molto, come ben sai da qui al 2011 saremo costantemente in campagna elettorale; quindi non ho speranze che questo governo possa fare qualcosa.Non ne ha la capacità! Lo abbiamo visto in questi anni.
    Sono venuto a conoscenza in queste ore che a causa dei continui sgomberi le associazioni di volontariato non ce la fanno più a sostenere la continua domanda di cibo, vestiario e di alloggio.
    Con la Fini-Bossi e la legge sulla clandestinità ci possiamo solo attendere una maggior violenza. Manca la capacità di accoglienza di fermezza.
    Ciao

  • Caro Augusto, sottoscrivo in pieno la tua proposta. Mi è stata affidata la responsabilità di costituire una commissione di lavoro sull’immigrazione nell’ambito del Partito Socialista Italiano.
    Con molta umiltà mi sono accostata – PRIMA di cominciare a organizzare la commissione – alla realtà dell’immigrazione a Milano attraverso associazioni di volontariato laiche e religiose. Partecipo attualmente ad un corso sulla Costituzione organizzato dalla Pastorale dei Migranti insieme a una trentina di associazioni che rappresentano gli immigrati nella nostra città: vedere la partecipazione appassionata e non senza fatica dei nuovi cittadini all’apprendimento degli articoli della Costituzione in lunghi pomeriggi del sabato, quando dopo una settimana di lavoro (spesso duro), invece di riposarsi vengono a studiare la Legge delle leggi, è uno spettacolo di civiltà e di uguaglianza che ti dà una carica enorme.
    Mi piacerebbe che i partiti si dessero da fare concretamente, invece di pontificare su astruse teorie che riguardano “gli altri” invece di comprendere che “gli altri” non esistono più, che siamo tutti molto laicamente cittadini di Milano, oltre che fratelli umanamente parlando.
    Da socialista mi pongo a disposizione – quindi non solo nell’ambito del mio partito – di qualunque iniziativa possa essere di aiuto e di promozione a un’integrazione che vedo purtroppo difficile in questo momento, ma che è il nostro futuro. E dico NOSTRO, non solo LORO.
    Spero che la tua proposta trovi eco nel più ampio spazio possibile
    e che trovi soprattutto ascolto e risposta là “dove si puote ciò che si vuole.”
    Saluti fraterni
    Marilena Arancio

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