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	<title>Commenti a: Le ragioni del Socialismo (ed il valore legale del titolo di studio)</title>
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		<title>Di: buttare il bambino con l&#8217;acqua sporco &#171; maschile individuale</title>
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		<dc:creator>buttare il bambino con l&#8217;acqua sporco &#171; maschile individuale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 12:49:31 +0000</pubDate>
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		<description>[...] buttare il bambino con l&#8217;acqua&#160;sporco febbraio 20, 2010 Archiviato in: Uncategorized &#8212; maschileindividuale @ 12:45 pm    ogni tanto leggo la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio.  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] buttare il bambino con l&#8217;acqua&nbsp;sporco febbraio 20, 2010 Archiviato in: Uncategorized &#8212; maschileindividuale @ 12:45 pm    ogni tanto leggo la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio.  [...]</p>
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		<title>Di: Antonio Catalfamo</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/02/08/le-ragioni-del-socialismo-ed-il-valore-legale-del-titolo-di-studio/comment-page-1/#comment-687</link>
		<dc:creator>Antonio Catalfamo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:14:31 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con gran parte di ciò che dice Simona Bonfante. Se ripenso alla mia vita professionale, trovo che non ho mai fatto per più di cinque anni lo stesso mestiere (pur avendo cambiato solo due datori di lavoro in quarant&#039;anni). Questo, che lo vogliano o no, è ciò che aspetta i nostri discendenti. Che cosa può mai attestare, dieci anni dopo la laurea, il &quot;Titolo si Studio&quot; ? Quello che eri, mai quello che sei. Tanto meno ciò che diventerai. Come diceva Eraclito &quot;non ti bagnerai mai due volte nella stessa acqua&quot;. E dunque ricorda che ti servirà avere imparato a studiare. Dice: ma allora non avrò acquistato nessun privilegio ? Certo. Nessuno. Ogni giorno ripartirai da capo. Che il valore legale (= il privilegio) acquistato con il titolo di studio sia stato abolito o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con gran parte di ciò che dice Simona Bonfante. Se ripenso alla mia vita professionale, trovo che non ho mai fatto per più di cinque anni lo stesso mestiere (pur avendo cambiato solo due datori di lavoro in quarant&#8217;anni). Questo, che lo vogliano o no, è ciò che aspetta i nostri discendenti. Che cosa può mai attestare, dieci anni dopo la laurea, il &#8220;Titolo si Studio&#8221; ? Quello che eri, mai quello che sei. Tanto meno ciò che diventerai. Come diceva Eraclito &#8220;non ti bagnerai mai due volte nella stessa acqua&#8221;. E dunque ricorda che ti servirà avere imparato a studiare. Dice: ma allora non avrò acquistato nessun privilegio ? Certo. Nessuno. Ogni giorno ripartirai da capo. Che il valore legale (= il privilegio) acquistato con il titolo di studio sia stato abolito o meno.</p>
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		<title>Di: Giampaolo Sbarra</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/02/08/le-ragioni-del-socialismo-ed-il-valore-legale-del-titolo-di-studio/comment-page-1/#comment-680</link>
		<dc:creator>Giampaolo Sbarra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 08:32:48 +0000</pubDate>
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		<description>La questione del &quot;valore legale&quot; del titolo di studio ha una sua complessità, nel senso che esso è in molti casi di fatto molto meno importante di quanto possa sembrare.
Non a caso le aziende si fanno un baffo del valore legale della laurea (così come le Università si fanno un baffo del valore legale del diploma, e sottopongono i diplomati ai test di accesso).

Dove sta la totale negatività del valore legale della laurea? Nell&#039;illusione che esso crea in molti giovani e in molte famiglie: l&#039;illusione che un titolo di studio valga l&#039;altro, avendo lo stesso &quot;valore legale&quot;.
E questa illusione colpisce generalmente i giovani e le famiglie delle fasce sociali più deboli.
In sostanza: il valore legale della laurea non certifica nulla: né la qualità della laurea (ci sono corsi di laurea inventati per interessi tutt&#039;altro che legati agli interessi dei ragazzi) né la qualità dell&#039;Università che la rilascia.

Anche solo per questo motivo (questo inganno ai danni dei più deboli), io abolirei il valore legale del titolo di studio. Al contrario, bisogna incrementare i processi di valutazione della qualità dei corsi di laurea e delle università (e dei docenti).

Ma è evidente che questa certificazione non può essere autoconcessa dalle Università.
E contemporaneamente bisogna erogare contributi e borse di studio sostanziosi per il &quot;diritto alla studio qualificato&quot;, invece che apire università di terza categoria in ogni città di provincia, per la gioia di qualche Sindaco o di qualche Presidente di fondazione bancaria.

Ma qui comincia la battaglia ideologica: a mio avviso non è democratica l&#039;università che fa entrare tutti, ma quella che può dare a tutti quelli che si iscrivono (anche ai figli delle famiglie socialmente più deboli) una laurea di qualità.
E si apre un altro fronte: quello del rapporto con la &quot;cultura del lavoro&quot;, per cui non è detto che dopo la scuola superiore ci debba essere solo l&#039;Università. Ma questo è un altro discorso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La questione del &#8220;valore legale&#8221; del titolo di studio ha una sua complessità, nel senso che esso è in molti casi di fatto molto meno importante di quanto possa sembrare.<br />
Non a caso le aziende si fanno un baffo del valore legale della laurea (così come le Università si fanno un baffo del valore legale del diploma, e sottopongono i diplomati ai test di accesso).</p>
<p>Dove sta la totale negatività del valore legale della laurea? Nell&#8217;illusione che esso crea in molti giovani e in molte famiglie: l&#8217;illusione che un titolo di studio valga l&#8217;altro, avendo lo stesso &#8220;valore legale&#8221;.<br />
E questa illusione colpisce generalmente i giovani e le famiglie delle fasce sociali più deboli.<br />
In sostanza: il valore legale della laurea non certifica nulla: né la qualità della laurea (ci sono corsi di laurea inventati per interessi tutt&#8217;altro che legati agli interessi dei ragazzi) né la qualità dell&#8217;Università che la rilascia.</p>
<p>Anche solo per questo motivo (questo inganno ai danni dei più deboli), io abolirei il valore legale del titolo di studio. Al contrario, bisogna incrementare i processi di valutazione della qualità dei corsi di laurea e delle università (e dei docenti).</p>
<p>Ma è evidente che questa certificazione non può essere autoconcessa dalle Università.<br />
E contemporaneamente bisogna erogare contributi e borse di studio sostanziosi per il &#8220;diritto alla studio qualificato&#8221;, invece che apire università di terza categoria in ogni città di provincia, per la gioia di qualche Sindaco o di qualche Presidente di fondazione bancaria.</p>
<p>Ma qui comincia la battaglia ideologica: a mio avviso non è democratica l&#8217;università che fa entrare tutti, ma quella che può dare a tutti quelli che si iscrivono (anche ai figli delle famiglie socialmente più deboli) una laurea di qualità.<br />
E si apre un altro fronte: quello del rapporto con la &#8220;cultura del lavoro&#8221;, per cui non è detto che dopo la scuola superiore ci debba essere solo l&#8217;Università. Ma questo è un altro discorso.</p>
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		<title>Di: Enrico Antonioni</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/02/08/le-ragioni-del-socialismo-ed-il-valore-legale-del-titolo-di-studio/comment-page-1/#comment-673</link>
		<dc:creator>Enrico Antonioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:33:04 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo interessante, che parte da considerazioni assolutamente giuste, che presuppone scopi (la tutela dei deboli) irrinunciabili per una sinistra autenticamente socialista, ma arriva ad una conclusione, togliere il valore legale al titolo di studio, del tutto irrilevante per lo scopo.
Il punto non è il valore legale del titolo di studio, ma il suo valore reale. Contrapporre i due concetti ha poco senso: il valore legale non sminuisce il valore reale. Semmai il contrario, è la mancanza di valore reale (effettivo) che annulla il valore legale. Certificare semplicemente questa realtà non porta ad alcun cambiamento utile.
Quando i rettori delle università dichiarano che il 30% delle &quot;matricole&quot; non possiede sufficienti cognizioni di lingua italiana per comprendere ciò che legge o ciò che ascolta durante le lezioni, vuol dire che siamo al disastro dell&#039;intero sistema.
Occorre tornare al significato originario del diritto allo studio affermato nella Costituzione della Repubblica: se la Repubblica &quot;assicura ai capaci e meritevoli l&#039;accesso ai più alti gradi dell&#039;istruzione&quot; vuol dire che la Repubblica stessa dovrebbe ostacolare l&#039;accesso &quot;agli alti gradi&quot; ai non capaci e ai non meritevoli.
Come fare? E&#039; semplice e complesso nello stesso tempo: diritto allo studio non coincide col diritto al titolo di studio, a qualsiasi livello. Il diritto allo studio deve essere assicurato a tutti, il titolo di studio solo a chi se lo merita. Bisogna tornare ad un sistema d&#039;istruzione selettivo. Ma selettivo per meriti, non certo tornare alla selezione per censo come nel passato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessante, che parte da considerazioni assolutamente giuste, che presuppone scopi (la tutela dei deboli) irrinunciabili per una sinistra autenticamente socialista, ma arriva ad una conclusione, togliere il valore legale al titolo di studio, del tutto irrilevante per lo scopo.<br />
Il punto non è il valore legale del titolo di studio, ma il suo valore reale. Contrapporre i due concetti ha poco senso: il valore legale non sminuisce il valore reale. Semmai il contrario, è la mancanza di valore reale (effettivo) che annulla il valore legale. Certificare semplicemente questa realtà non porta ad alcun cambiamento utile.<br />
Quando i rettori delle università dichiarano che il 30% delle &#8220;matricole&#8221; non possiede sufficienti cognizioni di lingua italiana per comprendere ciò che legge o ciò che ascolta durante le lezioni, vuol dire che siamo al disastro dell&#8217;intero sistema.<br />
Occorre tornare al significato originario del diritto allo studio affermato nella Costituzione della Repubblica: se la Repubblica &#8220;assicura ai capaci e meritevoli l&#8217;accesso ai più alti gradi dell&#8217;istruzione&#8221; vuol dire che la Repubblica stessa dovrebbe ostacolare l&#8217;accesso &#8220;agli alti gradi&#8221; ai non capaci e ai non meritevoli.<br />
Come fare? E&#8217; semplice e complesso nello stesso tempo: diritto allo studio non coincide col diritto al titolo di studio, a qualsiasi livello. Il diritto allo studio deve essere assicurato a tutti, il titolo di studio solo a chi se lo merita. Bisogna tornare ad un sistema d&#8217;istruzione selettivo. Ma selettivo per meriti, non certo tornare alla selezione per censo come nel passato.</p>
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	<item>
		<title>Di: Renzino l'Europeo</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/02/08/le-ragioni-del-socialismo-ed-il-valore-legale-del-titolo-di-studio/comment-page-1/#comment-671</link>
		<dc:creator>Renzino l'Europeo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 01:09:31 +0000</pubDate>
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		<description>Figliola,

il cosiddetto &quot;valore legale del titolo di studio&quot; non è un&#039;&quot;aberrazione culturale&quot;, ma una mera garanzia che la certificazione delle conoscenze e delle conoscenze effettuata dall&#039;istituzione accademica che rilascia iltitolo sia realistica e risponda acanoni congruenti con una classificazione generale dei livelli di apprendimenti e dello statuto delle discipline scientifiche.

Tutto il resto è fuffa, perche&#039; anche al di la&#039; di Chiasso funziona cosi&#039;.

Ciao.

Renzino l&#039;Europeo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Figliola,</p>
<p>il cosiddetto &#8220;valore legale del titolo di studio&#8221; non è un&#8217;&#8221;aberrazione culturale&#8221;, ma una mera garanzia che la certificazione delle conoscenze e delle conoscenze effettuata dall&#8217;istituzione accademica che rilascia iltitolo sia realistica e risponda acanoni congruenti con una classificazione generale dei livelli di apprendimenti e dello statuto delle discipline scientifiche.</p>
<p>Tutto il resto è fuffa, perche&#8217; anche al di la&#8217; di Chiasso funziona cosi&#8217;.</p>
<p>Ciao.</p>
<p>Renzino l&#8217;Europeo</p>
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