Questa mattina aprendo i giornali apprendo dal Riformista che “cade l’ultimo mito Socialista d’Europa”. E per farcelo sapere spara un grande titolo con foto che dice “Abbasso Zapatero”. Non ha messo viva Aznar ma lo abbiamo letto in seconda pagina. Stefano Cappellini, demolendo il “Mito”, ci fa sapere che in Italia c’è una sinistra che si autodefinisce “perbene”, che aveva eletto Zapatero suo “campione”, contro la “degenerazione della sinistra “nonperbene”. In verità in Italia lo scontro su Zapatero è stato tra chi guardava con simpatia e adesione il fatto che in Spagna i cittadini conquistavano libertà civili essenziali negate in Italia dalla destra clericale e da ex socialisti che con quella destra stanno. Il fatto che il governo socialista di Zapatero si trovi oggi in difficoltà e abbia fatto anche errori seri non cambia il nostro giudizio sull’opera complessiva dei socialisti spagnoli, che da Gonzales a Zapatero hanno fatto uscire la Spagna dal medioevo franchista. Esaltare Blair che ha governato l’Inghilterra (non la Spagna) e ha fatto più errori di Zapatero non è serio. Tuttavia ci auguriamo che nel Regno Unito vinca ancora il riformismo Laburista contro i Conservatori.


















6 febbraio 2010 alle 15:55
Il Riformismo Liberista degli Utilitaristi Inglesi da oltre duecento anni non è compreso in Europa.
7 febbraio 2010 alle 15:06
…e forse ci sono anche delle buone…ragioni!
8 febbraio 2010 alle 15:31
consiglio a questi esaltatori del balirismo di leggere “La dittatura del capitalismo”. Pubblicato nel 1998, il libro scritto dal ben noto esponente della III Internazionale Edward Luttwak fà strame impietosamente, e con dovizia di argomentazioni, di tutti i luoghi comuni che sono stati alla base dell’esplosione del “turbocapitalismo” e che hanno infettato la sinistra socialdemocratica europea fino a farle sfiorare lo smarrimento delle ragioni stesse della propria esistenza.
Quanto alla recente crisi finanziaria della Spagna, gli aspetti paradossali sono evidenti a tutti: i grandi investitori finanziari che speculano in borsa, dopo aver costretto gli stati, Spagna compresa, ad indebitarsi per ingenti masse di denaro al fine di “salvarli” da disastrosi default, ora speculano al ribasso sui titoli di stato imputando agli stati le politiche “poco virtuose” messe in atto. Bella roba.
Altro che abbasso Zapatero. Ovviamente il giornale “Il Riformista” risente della formazione culturale del suo direttore Polillo, il quale, come (quasi) tutti gli ex comunisti continua a pensare che riformismo significhi “moderatismo”. Una falsità che data dall’epoca staliniana.
Anziché pubblicare sciocchezze del genere, per di più coi toni trionfalistici della destra liberista, biaognerebbe interrogarsi sul modo di recuperare il primato della politica anche e soprattutto nelle decisioni economiche. A cominciare dalle istituzioni europee, incapaci di far fronte con fantasia ai conati delle crisi finanziarie, e dalla cosiddetta “autonomia e indipendenza” delle banche centrali che continuano, come i giapponesi nella giungla, a fare da sentinelle contro un inesistente pericolo di fiammate inflazionistiche.
C’è bisogno di una “sinistra pensante”, non di una sinistra che ha come proprio simnìbolo il pappagallo.