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	<title>Commenti a: [racconto] Viaggio con il padre</title>
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		<title>Di: Antonio Ravarotto</title>
		<link>http://www.leragioni.it/2010/02/05/racconto-viaggio-con-il-padre/comment-page-1/#comment-749</link>
		<dc:creator>Antonio Ravarotto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 02:01:37 +0000</pubDate>
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		<description>Il racconto, secondo il mio parere, è ben articolato e rappresenta due aspetti essenziali: l’uno per il viaggio e l’altro per la difficile relazione tra un padre legato a valori di protezione verso il gentil sesso che lo rende verosimilmente ad un nobile paladino medievale e la figlia moderna e modernizzata che vorrebbe avere l’autonomia e la libertà che ogni ragazza della sua età pretende di avere.
A partire dall’imbocco dell’autostrada di una città del Nord, fredda, distaccata, dal cielo sempre grigio e cupo, questa macchina, dal rollio incessante, lascia le lande padane per arrivare là, dove il sole brilla, il cielo sempre terso di un blu intenso, gli odori di gelsomino che pervadono i sensi olfattivi e la vista di piante esotiche, incutono quella meravigliosa sensazione di benessere (persino il rollio della macchina scompare). Inoltre, il cibo delizioso accompagnato dall’aria salubre carica di iodio, alimenta un appetito indescrivibile. Ecco, l’ambiente adatto e complice per armonizzare il rapporto relazionale con la propria figlia. La terra del Sud, con le sue meraviglie, sembra voler in qualche modo depotenziare lo stato conflittuale della figlia e renderla disponibile ad accettare il padre, a modo suo, invadente e anche un po’ possessivo. Forse la figlia avrà il coraggio, prima di arrivare a destinazione, chiedere al padre quella fiducia necessaria per essere maggiormente responsabile di se stessa. Io penso, che i due potranno instaurare un rapporto basato sulla fiducia reciproca, elemento essenziale per il rispetto dell’altro.
Il racconto, oltre che essere descrittivo - oggettivo, lancia dei feed-back interessanti che fanno riflettere sull’ambiente che ci circonda ed analizzare noi stessi.
Antonio Ravarotto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto, secondo il mio parere, è ben articolato e rappresenta due aspetti essenziali: l’uno per il viaggio e l’altro per la difficile relazione tra un padre legato a valori di protezione verso il gentil sesso che lo rende verosimilmente ad un nobile paladino medievale e la figlia moderna e modernizzata che vorrebbe avere l’autonomia e la libertà che ogni ragazza della sua età pretende di avere.<br />
A partire dall’imbocco dell’autostrada di una città del Nord, fredda, distaccata, dal cielo sempre grigio e cupo, questa macchina, dal rollio incessante, lascia le lande padane per arrivare là, dove il sole brilla, il cielo sempre terso di un blu intenso, gli odori di gelsomino che pervadono i sensi olfattivi e la vista di piante esotiche, incutono quella meravigliosa sensazione di benessere (persino il rollio della macchina scompare). Inoltre, il cibo delizioso accompagnato dall’aria salubre carica di iodio, alimenta un appetito indescrivibile. Ecco, l’ambiente adatto e complice per armonizzare il rapporto relazionale con la propria figlia. La terra del Sud, con le sue meraviglie, sembra voler in qualche modo depotenziare lo stato conflittuale della figlia e renderla disponibile ad accettare il padre, a modo suo, invadente e anche un po’ possessivo. Forse la figlia avrà il coraggio, prima di arrivare a destinazione, chiedere al padre quella fiducia necessaria per essere maggiormente responsabile di se stessa. Io penso, che i due potranno instaurare un rapporto basato sulla fiducia reciproca, elemento essenziale per il rispetto dell’altro.<br />
Il racconto, oltre che essere descrittivo &#8211; oggettivo, lancia dei feed-back interessanti che fanno riflettere sull’ambiente che ci circonda ed analizzare noi stessi.<br />
Antonio Ravarotto</p>
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