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Tra Scalfari e Berlinguer

di Messer Piero

La società civile “Era stata assai bistrattata dalla “casta” sia di destra che di sinistra. I partiti, anzi la partitocrazia, avevano invaso tutto l’invasibile. Non c’era candidatura elettiva, non c’era ente pubblico o parapubblico che non fossero caduti nelle mani della “casta” e il berlusconismo non faceva eccezione…”

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela…sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi…non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa…I partiti hanno occupato lo stato e tutte le istituzioni, a partire dal governo.”

Chi accedeva al “governo o al sottogoverno…doveva…gravitare nella sua orbita…sollecitarne i favori e pagarli al prezzo convenuto. Non soltanto e non tanto in termini di danaro, ma in termini di sudditanza politica. O corporea. …all’insegna della superiorità della politica”

“…molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato…Ma gran parte di loro è sotto ricatto”

“La “casta” di cui oggi si parla rappresenta una deformazione cancerosa della politica e le “zone grigie” rappresentano altrettante deformazioni cancerose della società civile….La società civile, (quella sana ndr) nella sua parte schierata al centrosinistra, ha reso necessario la candidatura Bonino.” E così a destra Polverini, e in ordine sparso Bresso, Poli Bortone, De Luca.

“Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche”

“Tutti i partiti esistenti hanno un disperato bisogno di rinnovarsi…verso l’obiettivo che da tempo hanno smarrito: raccogliere il consenso popolare sulla base di trasparenza e credibilità programmatica; fare da punto di raccordo tra il popolo e le istituzioni; tutelare la Costituzione e lo Stato di diritto. Questo dovrebbe essere il compito dei partiti, non quello di occupare le istituzioni e costituirsi come pura casta di potere”

“I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione…interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l’operato delle istituzioni”

“Io ricordo la grande stagione dei diritti e dei referendum che dettero loro sbocco politico…Ricordo bene quegli anni”

“Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative…non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari…gli italiani hanno fornito l’immagine di un paese liberissimo e moderno…”

“Molti diritti sono ancora privi di tutela. Penso, tra i tanti, a quelli dei lavoratori precari e a quelli degli immigrati…Il dovere principale è quello di soddisfare al meglio i diritti individuali garantendo il massimo possibile di uguaglianza…Individui liberi, individui eguali nella competizione e nell’accesso al mercato, individui solidali tra loro nella contribuzione al bene comune.”

“Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque s’annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati vadano difesi…che certi bisogni umani e sociali vadano soddisfatti con priorità…che la professionalità e il merito vadano premiati…Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati…pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante…che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema…”

Eugenio Scalfari, Enrico Berlinguer. Luglio 1981- gennaio 2010

Per chiunque si fosse svegliato solo adesso, solo una domanda, per non parlar delle altre naturalmente, ma Berlinguer era un mercatista?

2 Comments

    certo che no..Enrico era per il superamento di quel capitalismo..“La lotta alla miseria e alle disuguaglianze deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all’iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base”.

  • @ Raffaele: mi piace

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