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Ma ora si lasci Craxi alla storia

di Gian Stefano Milani

Vie, piazze, parchi da dedicare a Bettino Craxi, se ne discute, ma il problema resta. Anzi, i problemi. Perché a dieci anni dalla sua scomparsa non ci si é ancora avvicinati ad uno sforzo di verità sulla di Lui figura e opera. Siamo ancora fermi (e divisi) alla demonizzazione degli avversari e dei magistrati (ed ex magistrati) e all’agiografia dei fans e della famiglia.
La verità dovrebbe consistere nel tentativo serio e sereno di collocarne la figura nel contesto storico e nell’individuare le luci e ombre, i meriti e gli insuccessi di un uomo che certo e in ogni caso ha segnato quasi un ventennio della storia repubblicana.
Io penso, e mi sento di affermare, tanto per cominciare, che il principale e più vistoso dei successo é consistito nel dimostrare la ragione storico-politica della sinistra democratica (socialdemocratica) sulla sinistra comunista. Anche se l’Italia é l’unico paese occidentale nel quale gli eredi del disciolto PCI hanno soppiantato i socialisti pur rifiutandone apertamente il nome infame, peraltro abbracciato in Europa.
E un altro successo fu la conquista di Palazzo Chigi e la durata e la qualità del suo governo, malgrado l’incomprensione e la frequente, ostinata ostilità del PCI berlinguerino che cammuffava kantianamente l’assenza di prospettiva politica.
Perché pur avendo vinto abbiamo perso?. Ed é lecito chiedersi perché con un leader così prestigioso e popolare, i socialisti nel 1992 anziché celebrare il centenario hanno invece registrato la cancellazione del loro partito?.
Ed é lecito, ancora, interrogarsi sul vistoso squilibrio introdotto nel Partito Socialista Italiano dalla poderosa quantità di potere apportata dalla politica craxiana e l’esiguità e la disinvoltura di parte ragguardevole del suo ceto politico-amministrativo?.
E ancora, ma non da ultimo, di questo malessere davvero Bettino Craxi non era a conoscenza, talché ora si tenta di accreditare la tesi secondo cui il PSI sarebbe defunto non a causa anche e soprattutto di errori e responsabilità politiche, bensì per la corruzione diffusa dei suoi rappresentanti?.
Poiché ritengo che Craxi meriti verità, meglio sarebbe impegnarsi a storicizzare la sua figura; intendo, cioé, consegnarlo alla storia con la esse minuscola, il che implica il dovere di sottrarlo ora al tentativo di lucrare utilità politiche presenti, in negativo e in positivo.
Perché Bettino Craxi, adesso, appartiene al passato.

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