Sulla visita del Papa in Sinagoga
La vista di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma è un fatto importante, non tanto per le recenti polemiche attorno al processo di beatificazione di Pio XII, quanto perchè rappresenta un passaggio storico e culturale nel dialogo tra due religioni.
Dopo la visita di Giovanni Paolo II nel 1986 arriva, a un quarto di secolo di distanza, la visita dell’attuale Pontefice che lancia un messaggio di fraternità che suona sia come un impegno concreto a intensificare e a rendere costanti i rapporti tra le due religioni, sia come la volontà di appianare le tante perplessità che, ancora oggi, resistono attorno al ruolo della Chiesa durante la Shoah (“la Chiesa non ha mancato di deplorare le mancanze dei suoi figli chiedendo perdono. Siano sanate per sempre le piaghe dell’antisemitismo cristiano.”)
La sfida del dialogo è tutta rivolta al futuro, alle possibilità della pace e al problema del fondamentalismo. Il rabbino Di Segni pone questa sfida in capo prima di tutto a quanti si riconoscono nelle religioni abramitiche: Cristiani, Ebrei e Mussulmani.
Senza voler scendere nel dettaglio delle dinamiche culturali che il dialogo tra Cattolici e Ebrei deve auspicabilmente mettere in moto, rimangono aperte molte questioni di politica internazionale sulle quali il rapporto delle Comunità Ebraiche con la Chiesa Cattolica può rivelarsi uno strumento determinante.

il giorno incui nelle scuole ci insegneranno religioni e tolleranza tra di esse..qualcosa allora cambierà.. “not 1 but 10000 culture”
cattolicesimo e ebraismo sono religioni alternative in quanto una è la negazione dell’altra, ed entrambe conducono ormai una battaglia di retroguardia per salvaguardare concezioni del mondo e della vita ampiamente sconfessate dal progresso delle conoscenze scientifiche e dal sorgere (purtroppo ancora largamente incompleto) di quel nuovo modello di organizzazione della società umana che è la democrazia nelle sue varie declinazioni. non riesco a immaginare altro dialogo sensato e onesto se non: “noi, nel corso di millenni, di dio non abbiamo conosciuto un tubo e voi?” ” noi neppure”. tutto il resto è politica ed è calcolo.
Avendo due figlie in età scolare posso dire per esperienza che quello che auspica “zioband” è quanto viene attualmente fatto nelle scuole italiane: insegnare i fondamenti non solo della religione cristiana ma di tutte le religioni e del senso religioso in generale, e questo fa paradossalmente protestare più i cattolici intransigenti che i laici.
Invece non concordo sull’ipotesi di incompatiblità reciproca delle religioni, sia che la cosa venga vista sotto la prospettiva del non credente sia del credente: ricordiamoci l’insegnamento della religione induista secondo cui la divinità si è rivelata (e incarnata) in diverse forme.