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C’è un modo per battere Berlusconi. Far vincere la Polverini

di Simona Bonfante (blog)

polveriniRenata è brava e in Lazio vincerà. Perché a votarla saranno anche quelli che un berluscones non lo voterebbero mai. Vincendo lei vincerà il centrodestra, ma non quello di Berlusconi. Manco quello di Fini, se è per questo. Perché a vincere sarà una versione sino ad ora inedita del centrodestra della seconda repubblica. Un centrodestra affine per certi versi alla fu DC: a-leaderistico, “moderato”, tendenzialmente conservatore ma metodologicamente innovatore.

Per il Pd, la vittoria di Renata sarà una benedizione. E se il metodo Lazio sarà seguito dal Pdl anche in altre regioni, per esempio in Puglia e Campania, allora per il Pd si compirà il miracolo: la de-berlusconizzazione del centrodestra.

Si de-berlusconizzerà da sé, il Pdl, senza lotte intestine, né guerre di successione, né consegne ereditarie, né omicidi mediatici. E senza il contributo di Repubblica, della magistratura, di Di Pietro, Travaglio, Franceschini, Bindi e via democratizzando.

Perché il Pdl a quel punto non sarà più solo il capo e i suoi stakeholder – avvocati, commercialisti, ballerine, chansonnier, calciatori, amici di famiglia, partner d’affari…

La Polverini, lei, del capo è amica. Ma non è a lui che deve la sua fortuna. E manco a Fini, strettamente parlando, la deve la sua fortuna. Ché quella è merito suo. Dunque la Polverini è libera. E questa libertà la porterà lontano. E la sua vittoria porterà lontano anche il centrodestra.

Anche in Puglia e Campania i nomi di cui si discute come possibili candidati del Pdl suonano un sacco postberlusconiani. E questo mentre in Sicilia il postberlusconismo – almeno così pare – è già.

Certo, il Pd può ancora riuscire nell’impresa di ibernare il processo, impedendo invece di assecondare la auto-postberlusconizzazione del centrodestra. E ci può riuscire, come in parte sta già facendo, non solo continuando nella strategia della guerra santa contro il nemico – ovvero rendendo necessaria la conseguente canonizzazione del martire – ma anche mostrandosi incapace di contrapporre a candidato autorevole del Pdl sfidante (almeno) parimenti capace di incarnare la post-transitorietà di un bipolarismo sin qui così malamente equivocato.

Se in Lazio, ad esempio, avessero proposto Bonino…

6 Comments

    Non condivido, anche se la provocazione è raffinata. Sarò un romantico, ma penso che i conservatori si battano alle urne con la politica e con la forza delle proposte. Cambiare avversario, tanto più se il nuovo competitor è persona agguerrita e energica come la Polverini, risolve forse il problema a quelli che non dormono pensando a Berlusconi. Ma non risolve altri due problemi più importanti: quello della sinistra italiana e quello del Paese.

  • Non mi convince molto la tesi della auto-deberlusconizzazione del centrodestra italiano. Il berlusconismo ha avuto fin dall’inizio gli occhi puntati sul governo nazionale, a livello locale si è sempre appoggiato a tradizioni politiche di centrodestra pre-esistenti, senza mai fagocitarle nell’attitudine “caimanesca” sfoggiata a Montecitorio. Sono 15 anni che Galan e Formigoni sono diversi da Berlusconi (ciascuno a modo suo), per dire. Eppure ciò non ha impedito alla destra italiana di essere sempre più anomala e meno europea, a livello nazionale. Non credo che il processo di deberlusconizzazione sarà così facile e “liscio”.

    Neppure credo che esso possa essere indotto dall’esterno, men che mai da No-B-Day e dintorni, sia chiaro.

  • da Facebook:

    Tina Battestini
    brava Simona: un’analisi originale e con spunti assolutamente realistici

  • la signora bonfante ha molta fantasia, oppure lo fa di proposito: votiamo la polverini della destra sociale così dimostriamo che l’italia è fondamentalmente femmina e fascista come diceva benito e dice ora la sua mai pentita nipotina ed in fondo tutto il mondo della silvio-libertà. cerchiamo di adoperare la parte razionale del cervello e sopratutto smettiamola di pensare che le rogne ce le risolva l’avversario.

  • A proposito, forse c’entra poco con il mestiere di presidente di una regione, ma sui temi di bioetica la Polverini non è per nulla “brava”: da L’Unità:

    Cosa pensa del biotestamento? «Penso che la vita non sia nella nostra disponibilità. E quando è toccato a me decidere, ho fatto tutto il possibile perché una persona a me molto cara, il marito di mia madre, restasse in vita». Quindi? La legge ora in discussione in Parlamento? «Beh, bisogna cercare una convergenza. Se non riusciamo a trovarla nemmeno sulla vita e la morte… ». Le segnalo che l’impresa si sta rivelando ardua.

    Procreazione assistita: pensa ancora che la legge 40 non abbia dei limiti? «All’epoca del referendum per modificare quella legge votai no. Lo confermo». Ru 486. È giusto commercializzare la pillola del giorno dopo? «Va somministrata in ospedale. Non è un farmaco qualsiasi, provoca un aborto, è giusto che la donna sia assistita»

  • anche se fa qualche occhiolino che non dovrebbe in trasmissioni… meglio lei che ad un altro

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