No B Day. Tanta gente, nessuna proposta
Il corteo. Più che una manifestazione contro Berlusconi sembra una manifestazione contro i partiti. Orgogliose sventolano bandiere viola, del resto intorno tutto è viola: sciarpe, cappelli, palloncini c’è persino chi ha tirato fuori dall’armadio un piumino viola che chissà da quando voleva indossare. Il colore simbolo di una manifestazione che vorrebbe nascere dal basso. E’ per questo che dal camion del dj si urla “chiudete le bandiere dei partiti” perchè oggi tutto deve essere solo viola, e non si capisce allora che ci stia a fare il rosso di Rifondazione comunista e il bianco dell’Italia dei Valori. C’è chi dice “incredibile è tutto nato sul web e ora guarda quanti siamo”, ignorando che i pullman e il palco sono stati pagati da Di Pietro. Ma nessun problema, per gli smemorati come questi ci sono i due grandi gazebo dell’Italia dei valori che campeggiano davanti al palco e lanciano la campagna 3firmeperfermarlo.it. dove le firme sono rispettivamente 1)contro il nucleare 2) contro la privatizzazione dell’acqua 3) (va da sé ) contro il processo breve. La presenza dipietrista è senz’altro forte, come quella dei comunisti italiani e di tanti altri movimenti come gli Amici di Beppe Grillo che raccolgono le firme contro gli inceneritori nel Lazio o la Federazione della sinistra-Veneto che sfila per il lavoro, anche se resta la sensazione di non trovarsi di fronte ai soliti manifestanti. A notarlo è Danilo che di cortei ne fa dal ‘72: “quello che mi colpisce sono i pischelli. Questi non sono come noi, si vede che non sono mai stati a una manifestazione prima” e ha ragione tanto che i “pischelli”, quasi intontiti, non fanno altro che scattare fotografie. Oltre a chiedere le dimissioni del Premier gli slogan risentono dell’effetto-Spatuzza: “fuori la mafia dallo Stato” (e, per fortuna non viceversa come quando si urlava “fuori l’Italia dalla Nato, fuori la Nato dall’Italia” ma era tanto tempo fa) e si sventolano libretti rossi che però nulla hanno a che vedere con Mao Tse Tung (anche questo era tanto tempo fa) bensì ancora una volta con la Mafia. Si tratta infatti dell’agenda rossa di Borsellino che tante cose avrebbe potuto raccontare dei legami tra poltica e clan e infatti, contestatissimo dalla destra, ha aderito anche il fratello di Borsellino, Salvatore.
La piazza.L’appuntamento in teoria dovrebbe essere alle quattro e mezza a piazza San Giovanni ma il corteo finisce di sfilare alle sei meno un quarto (sono veramente tanti, non un milione come annunciano gli organizzatori del palco ma sicuramente almeno 300.000) e intanto si vedono arrivare i volti dei politici che hanno aderito: Ferrero, Franceschini, Melandri, Bindi, oltre ovviamente a Di Pietro. C’è anche Agnoletto che si aggira tra la folla, l’immancabile Monicelli, Ettore Scola e signora, Claudio Bigagli ecc. Gli artisti, giornalisti e intellettuali che hanno aderito sono tanti e sono loro che sul palco si trasformano-in mancanza d’altro- in piccoli leader dicendo alla folla, che da ore ha riempito la piazza, esattamente quello che una folla accorsa al No B Day vuole sentirsi dire. Antonio Tabucchi in collegamento telefonico: “Sono fuggito dall’Italia perché in Italia ci sono le ronde” (ovazione), Giorgio Bocca , in video, alla domanda perchè gli italiani hanno eletto Berlusconi risponde “perché gli italiani sono antidemocratici” (ovazione). Ma ce l’hanno anche con la sinistra e i sindacati: è la volta di Ulderico Pesce che nel recitare un monologo-ma sembra più un comizio-da “il Tringolo degli schiavi”- cita Di Vittorio e la Cgil “ve la ricordate la Cgil?” (ovazione mista a risentimento), arrivano anche Celestini, la Mannoia e Vecchioni. E giù luoghi comuni sull’immigrazione, il Pd e chi più ne ha più ne metta.
E, a proposito di Partito democratico, coma ha dichiarato la Bindi “Il fatto che sia qui io, che sono il presidente del partito, vuol dire che le divisioni sono superate”. Sarà. Resta comunque un fatto sui cui riflettere: oggi in piazza erano veramente in tanti.
