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A Roma cambia il vento, almeno tra gli studenti dei licei

plinio_1di Massimiliano Coccia

Il risultato è storico, dopo 5 anni la Consulta Provinciale degli Studenti torna in mano degli studenti di sinistra, con la vittoria bella e a sorpresa di Luca Santolamazza, studente diciottenne del Liceo Aristotele che si è imposto sugli altri candidati del Blocco Studentesco, di Azione Giovani e del Terzo Incomodo, una formazione residuale e qualunquista vicina a Forza Nuova. L’affermazione del coordinamento di sinistra non è solo figlio della frammentazione a destra, ma anche e soprattutto di un salto di qualità degli studenti di sinistra romani che lasciando da parte etichette e bandierine si sono presentati con una lista unica che ha sbancato prendendo 170 voti, e capovolgendo tutti i pronostici.

Blocco Studentesco, formazione studentesca di Casa Pound ha surclassato la destra giovanile e ministeriale del Pdl. Se infatti c’è una grande vittoria a sinistra c’è crisi totale per Azione Giovani (ormai diventata Giovane Italia) che raccoglie una quarantina di voti alla presidenza e riesce a stento ad eleggere due consiglieri di presidenza.

E’ stata punita quindi la guida di Andrea Moi, presidente uscente, che aveva trasformato la Consulta in un comitato elettorale del PDL a Roma, perdendo di vista la vera natura di quest’organo di rappresentanza istituito dal Ministro Berlinguer ormai più di un decennio fa. Moi, inoltre si è reso protagonista anche della disfatta elettorale, spettava a lui coordinare gli eletti nella Plenaria e nelle scuole, e ha portato a casa il risultato più basso della storia di Azione da sempre.

C’è quindi odore di regolamento di conti all’interno dei Giovani del PDL, infatti se in queste ore sembra essere calato il silenzio, c’è già chi scommette che queste elezioni porteranno qualche cambiamento a livello nazionale, dove la leadership del Ministro Meloni sembra vacillare. Essere berlusconiani e di governo non si addice agli eredi del Fronte della Gioventù, che sembrano aver perso la radice sociale e territoriale delle loro battaglie, in nome di una pax governativa che inizia a star stretta a tutti. Sono passati da Nietzsche a Moccia e in tanti se sono accorti.

Come dicevamo il Blocco Studentesco esce forte da questa competizione, ma i giovani di Iannone non sfondano, rubano solo voti ai loro ex alleati del PDL, ma si divertono sulla stampa a dichiarare il 28% degli eletti e oltre 11.000 voti raccolti nelle scuole (come se il voto nelle scuole sia un voto totalmente politico) e adesso la loro ideologia fondata sul nuovo irredentismo cigola, visto che Alemanno sembra averli abbandonati e la città anche.

Il Terzo Incomodo invece ha raccolto, con il nuovo qualunquismo di destra una trentina di preferenze che hanno fatto scattare un eletto, in consiglio, anche la loro presenza è residuale e figlia delle filosofie ultrà e politicamente scorrette che girano per le scuole.

Adesso lo scenario che Santolamazza si troverà davanti sarà abbastanza complesso, visto che c’è da restituire credibilità ad un organo usato per parecchi anni come sala d’aspetto per giovani politici o come elemento di scambio tra le giovanili e visto che i voti ricevuti come la storia della politica studentesca insegna non sono regalati ma sono figli di una idea di scuola diversa, fondata sull’inclusione e la rappresentanza nelle singole decisioni.

Insomma, a Roma, città immobile nella forma dai sampietrini al Cupolone qualcosa si muove, chissà se al Sindaco Alemanno staranno tremando un pò i polsi anche in vista delle regionali? E se i romani si iniziassero ad accorgere che il modello sociale e culturale del PDL non funziona?

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