LeRagioni.it

D’Addario: ecco svelato il vero “complottone”

Patrizia D'Addario Manifesto elettoraleImmaginate una storia avvicente, con intrighi locali e politica nazionale, conditela con indagini parallele tra forze di polizia e servizi, metteteci magari una triangolazione internazionale oltre, naturalmente, a sesso furtivo e droga. Ecco, ora siete pronti per il libro di Dominique Manotti “le mani su Parigi”. Questa è invece una storia molto più banale, anzi di una banalità quasi sprovveduta. Eppure ha riempito le cronache, diviso il parlamento, alimentato litigi anche nei salotti buoni.

C’è una ragazza di Bari che pensa di aver trovato il proprio ticket di sola andata per il bel mondo nella frequentazione di un imprenditore locale. Le cose non vanno come in un film americano e la donna si trova, con mezzi non del tutto leciti, costretta a concedere favori sessuali. Prova a ribellarsi, ma non viene creduta. Allora filma, registra, fino a liberarsi da quel giogo violento. L’incubo sembra finito ma la donna non esce dal giro della prostituzione di alto bordo, cercando in quegli incontri la propria affermazione sociale e di rivendicare un proprio ruolo nella società bene. E per non subire nuovi abusi prende l’abitudine, al limite del patologico, di registrare. Registra e archivia, anche con mezzi di fortuna. Non per ricattare, ma per tutelarsi. Capita così che la ruota gira, gira, gira e ogni tanto esce il tuo numero sotto forma di un appuntamento con quella fortuna sognata per una vita e cercata a lungo. Sotto forma di un incontro con uno degli uomini più potenti del mondo. Per lei il copione è lo stesso, con la variante che questa volta si convince di poter sbloccare la questione del residence. Del resto lo ha giurato sulla tomba del padre. I dettagli li conoscete e conoscete anche quanto tempo dopo quella notte la donna barese darà il via alle danze dello scandalo. La questione è di una semplicità elementare e forse per questo in molti si sono lanciati in complesse dietrologie. La donna spera di incontrare nuovamente il suo amante di una notte, questa volta in visita nel capoluogo pugliese. Viene respinta e non si tiene più.

Al diavolo il residence, al diavolo quella vita da signora che scappa ogni volta che ci sembri vicina, al diavolo tutti e tutto. E anche dietro gli episodi poco chiari dei giorni precedenti alla deposizione della donna si spiegano facilmente. No, niente interventi di chissà chi o pressioni particolari. Neppure nel controverso caso del furto in casa, dove spariscono, in modo grossolano, mutandine e vestiti, oltre a oggetti tecnologici assortiti.

La Lewinsky nostrana è un caso acqua e sapone, che passa attraverso le maglie del potere e del controllo proprio perché, fino a giugno scorso, ritenuta troppi piccina per rimanervici impigliata. È allo stesso tempo l’esaltazione e la nemesi del mito del riscatto sociale individuale, con scorciatoie che sanno di notti proibite, di ganci e di amicizie utili. È il jet set italiano con le sue miserie, che per molti rappresentano una meta inarrivabile.

In tutto questo ci sarebbe uno spazio enorme per complotti, per partite a scacchi nel potere. Ci abbiamo affondato gli occhi e il naso e possiamo dirlo, parafrasando un film di successo degli anni ‘80, dietro la D’Addario niente.

Leave a Reply