Viaggio nella riforma Obama e nella sanità USA (seconda tappa)
di Monica Errico

Il piano di riforma sanitaria di Obama è stato appena approvato dalla House of Representatives con una maggioranza risicata: 220 voti a favore e 215 contrari.
Ma questo voto può cambiare il volto dell’America. Oggi più di quarantotto milioni di americani sono senza assicurazione sanitaria. I costi della sanità e dei premi assicurativi crescono drammaticamente e più velocemente dei redditi della famiglie e dell’economia nazionale. Ciò ha fatto si che le grandi industrie che prima offrivano employer sponsored gorup coverage ai dipendenti tendono ad assumere sempre più lavoratori con contratti temporanei o part-time. Tra i pochi lavoratori (soprattutto tra i blue collars) a cui è offerto un paccheto di employer sponsored coverage pochi possono permettersi di pagare il premio di copayment. In molti, quindi, tentano di avere accesso alle non group health insurance, ma queste hanno costi oltraggiosi e spesso la loro accessibilità può essere condizionata da circostanze personali (le famigerate preexisting conditions) o semplicemente dalla collocazione geografica di chi fa domanda. Vi sono poi le assicurazioni pubbliche (Medicaid), ma il reddito della maggior parte dei lavoratori, anche di quelli low income, supera la soglia prevista per l’elegibilità. Molti Stati e il governo federale hanno compiuto sforzi notevoli per espandere l’accesso a Medicaid, soprattutto per i bambini appartenenti alle famiglie con le fasce di reddito più basse. La pressione fiscale sul budget federale e la recente crisi economica hanno causato una massiccia riduzione della portata di tali programmi.
Tra gli effetti negativi della globalizzazione vi è certamente quello di esasperare le disparità di sviluppo tra paesi ricchi e paesi poveri. In genere si evidenziano le enormi discrepanze tra il livello delle condizioni di salute nei diversi paesi ed è sottolineata la relazione tra migliori condizioni sanitarie e l’ammontare degli investimenti destinati alla sanità. Ci domandiamo come si riconosce il livello di sviluppo di un paese?. Si stima che negli Stati Uniti, che pur costituiscono approssimativamente solo il 5% della popolazione mondiale, venga effettuato il 50% della spesa sanitaria mondiale. Ma in un paese in cui non si investe nelle scuole pubbliche ed in cui è necessario barattare l’approvazione della riforma sanitaria con l’accoglimento di istanze antiabortiste il concetto di development non è ancora sinonimo di quello di freedom. Per chi come chi scrive ha vissuto a lungo negli Stati Uniti è difficile capire perché questo popolo cosi accogliente respinga la solidarietà a livello di sistema. La strada da percorrere è ancora lunga, il voto al Senato sarà il banco di prova per capire se, nelle parole Robert Kennedy, gli Stati Uniti possono ancora essere una generous and compassionate country e non un paese in cui ciascun individuo percepisce l’altro come un alien man with whom we share a city, not a community…with whom we share only a common desire to retreat from each other…and not a common effort. Perché, come diceva Kennedy, tutte le volte che si tollera che qualcuno costruisca la propria vita e prosperità su i sogni infranti di altri essere umani, l’intero paese ne soffre e, soprattutto, si copre di vergogna.
