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Maldipancia quotidiani: Calearo va, Veltroni resta

imagesE’ quasi ufficiale: Calearo lascerà il PD. Naturalmente nel lasciare il partito che lo ha nominato deputato Calearo non fa nessun accenno alla possibilità di dimettersi da deputato.

Sarebbe stato un bel gesto o quantomeno apprezzabile. Lui si affretta far sapere che “di sinistra non è mai stato”. Eppure quando è stato invitato a candidarsi da Veltroni, non certo sulla base di una scelta politica definita di Walter ma nell’esaltazione del “ma anche” per cui si candidavano nella stessa tornata Nerozzi e Calearo, non si è rifiutato di farsi eleggere con voti in larghissima parte di sinistra.

La profezia di Veltroni annunciando la candidatura ce la ricordiamo: “sarà la più grande rimonta della storia”.

Ora le cose sono andate diversamente, poco male. Calearo ha sostenuto Franceschini alle primarie, perde e se ne va. Legittimo. Meno legittimo rimanere in parlamento con i voti della sinistra per fare altro. Non sarebbe più lineare lasciare il posto al primo dei non eletti nella sua circoscrizione?

E se Calearo non sente il bisogno di farlo, perchè riconoscendo l’errore (quantomeno tattico e di opportunità), non lascia il suo seggio Veltroni?

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