
di Luca Selve
A cosa serve il Career Day? Questa è una domanda che si sono fatti in molti, partecipando a queste manifestazioni. Presentati come innovativi strumenti di orientamento al lavoro e alla formazione scolastica, universitaria e post laurea, un punto di incontro “privilegiato” tra studenti, università e aziende, sono nella realtà apparsi alla più parte dei partecipanti giorni utili esclusivamente alle aziende per fare pubbliche relazioni.
Nel mese di ottobre ci sono stati, solo a Milano, tre Career Day: presso l’Università degli Studi (via Festa del Perdono), la Cattolica e quello creato da Monster in via Palermo 10. Con pochissime differenze l’uno dall’altro ma tutti pubblicizzati in maniera massiccia dagli organizzatori e presentati come una vera, unica e utile risorsa per trovare lavoro.
La prima cosa che è saltata subito all’occhio è la massiccia quantità di partecipanti, per lo più giovani lauerati, che si sono presentati armati di curriculum, buona volontà e soprattutto pazienza. Nel Carreer Day creato da “Monster.it” infatti, solo per entrare all’interno dello spazio adibito alla manifestazione ci sono volute, alle ore 10 di mattina, ben 2 ore di fila sotto la pioggia. Finalmente giunti all’interno della struttura la situazione è apparsa veramente “scomoda” per un colloquio di lavoro, con file di dieci, quindici minuti solo per riuscire a parlare faccia a faccia con un rappresentante delle aziende presenti. La maggior parte delle volte per sentirsi poi dire che la compagnia, in questo difficile periodo, ha poche posizioni aperte, unicamente per stage e senza finalità di assunzione, e che la quantità di C.V. raccolta nelle ore precedenti era talmente importante, che forse sarebbe stato meglio inserire online il proprio profilo. Pochi i consigli utili sulla costruzione del curriculum e sui comportamenti da tenere ai colloqui. Ho sentito solo sfilze di presentazioni delle imprese che si autocelebravano e giovani che si lamentavano del loro nuovo status di disoccupati o occupati con un lavoro non pagato o addirittura con una professione che nulla centra con quello che hanno studiato durante il percorso universitario.
Visto il grande afflusso di pubblico, telegiornali, organizzatori e aziende hanno annunciato il grande successo delle manifestazioni.
Ma qual era il loro scopo? Tutto sembra un’enorme equivoco: la sitauzione per un giovane laureato rimane assolutamente difficile e frustrante, cercare un lavoro è diventato una vera e propria occupazione a tempo pieno che ti regala stress, preoccupazioni e spese. Forse c’è qualcuno che ci specula sopra? Attualmente, in edicola, si possono trovare giornali di sole tre pagine ma pieni di “annunci interessanti”, alla modica cifra di 2.50 euro, così come offerte di corsi, seminari, master per ogni esigenza e tasche finchè un giorno, attenzione, ti può cadere l’occhio su un famoso portale di lavoro e vedere un corso per “addetto alle confezioni natalizie”…. che bel regalo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


















30 ottobre 2009
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