Viaggio nella riforma Obama e nella sanità USA (prima tappa)
di Monica Errico
“Health as known as a commodity” – Viaggio nella riforma Obama e nella sanità USA (prima tappa)

La riforma sanitaria è stata il cuore della campagna elettorale di Barack Obama. Abbiamo sentito parlare a lungo, attraverso gli slogan dei democratici e i documentari di Moore, degli orrori che vengono compiuti ogni giorno da parte di intransigenti amministratori di ospedali, da medici e compagnie assicurative che percepiscono la salute solo come un bene di scambio, a volte come un obbligo morale dal contenuto minimo, mai come un diritto. Oggi , però, è proprio la riforma sanitaria a fare perdere consenso al presidente.
La Convenzione Internazionale sui Diritti Economici e Sociali, adottata il 16 dicembre 1966 ed entrata in vigore il 3 gennaio 1976, con risoluzione n.2200A dall’Assemblea Generale dell Nazioni Unite, riconosce il diritto per tutti gli individui di godere dell’higehst attainable standard of phisical and mental health. Una delle più importanti problematiche relative al documento è quella dell’ identificazione dei modi di implementazione, dei mezzi attraverso i quali la tutela dei diritti economici e sociali possa essere effettiva. La Convenzione stabilisce solo che i governi debbano utilizzare all appropriate means per ragginungere gli obiettivi stabiliti. Ma tali mezzi devono essere considerati validi universlamente o sono stabiliti sulla base di una particolare cultura o sistema giuridico? Il documento non è stato ratificato dagli Stati Uniti d’America. Perché?
Il diritto umano alla salute è inteso, nello spirito della Convenzione, facendo riferimento al concetto di salute espresso nel Preambolo della Costituzione della WHO, e ribadito in molti documenti seguenti, per il quale la salute è uno state of complete physical, mental and social well being, and not merely the absence of disease or infirmity. Questa definizione ha delle conseguenze importanti di ordine pratico e concettuale e sottolinea la indivisibilità ed interdipendenza di quei diritti fondamentali correlati alla salute quali i diritti di autonomia, informazione, educazione e partecipazione, ma in particolare il diritto di non discriminazione. La Costituzione del WHO facendo riferimento alla necessità di non discriminare sulla base della razza, del credo politico, e delle condizioni economiche e sociali sottolinea un elemnto essenzale del diritto alla salute.
Tutto ciò non è accaduto negli Stati Uniti. Nel nostro viaggio attraverso la sanità americana ci accorgeremo che non solo gli operatori di settore considerano la salute un bene di scambio, ma anche una grossa parte della gente comune.
Ma allora è possibile imporre una riforma a chi non la vuole?. L’enorme popolarità goduta dal presidente Obama in Europa è figlia di una nostra posizione etnocentrica che considera l’assenza di wellfare come un orrore sociale?
Vi è qualcosa di insito nei valori della cultura americana che respinge il riconoscimento della salute come un diritto o possiamo ancora concederci il lusso di credere che il concetto stesso di cultura non è omogeneo né statico, ma perennemente in evoluzione? Allora forse potremmo affermare che se solo una minima parte della riforma verrà approvata ed attuata questo sarà una delle più grandi rivoluzioni culturali avvenute in Occidente.

Conflitto di Interessi e Solidarietà
Nel contesto delle critiche rivolte ai comportamenti, scrivono in molti, alquanto scorretti fin qui tenuti delle Compagnie di Assicurazione nell’ambito della Assistenza Sanitaria negli U.S.A. mi preme riportare di seguito alcune mie considerazioni di carattere generale
Negli affari, come nella vita, le parti a confronto, nelle piu’ diverse circostanze e transazioni e per i piu’ disparati motivi, nel tentativo di raggiungere un accordo, un’intesa o quant’altro, cercano di realizzare il massimo risultato con il minore sforzo possibile ovviamente “portando quanto piu’ acqua possibile al proprio mulino”, ciascuno per la sua parte, con il risultato positivo a favore dell’uno fisiologicamente ottenuto a discapito dell’altro
Provo di seguito a spiegarmi meglio.
Le Compagnie di Assicurazione, le banche in genere e le aziende che vendono prodotti e servizi hanno come scopo prioritario quello di fare profitti; per il fatto stesso di essersi costituite, di essere sul Mercato, operative, per poter dare lavoro, crescere prosperare e possibilmente reinvestire ancora e… , cosi’ via, devono guadagnare e, migliori sono i risultati, maggiore è la crescita e piu’ elevato diviene addirittura l’apprezzamento della clientela (insomma feeback, tanti feedback positivi per crescere ancora di piu’ e …)
Quindi, in tantissimi casi come per l’Assistenza Sanitaria in America, come prima concepita, le
Assicurazioni per esempio si comportavano nell’unico modo possibile, quello di tutelare i propri interessi
Pertanto, nessun “comportamento mafioso” da parte delle Assicurazioni in America; “mafia”
piuttosto siamo noi, anche semplici cittadini, tutti noi che restiamo indifferenti all’aumento sempre piu’ preoccupante ormai in atto da qualche tempo del divario tra le Classi Sociali; aumentano i poveri, a dismisura, mentre aumentano anche i ricchi con un divario ed una velocità sempre piu’ crescente, pesante e preoccupante
Di qui il necessario intervento della Politica, per limare, migliorare e bilanciare le diverse situazioni in atto nell’ambito dell’evoluzione democratica sempre in itinere delle Societa’ e tesa al progresso ed al miglioramento continuo delle condizioni di vita di ciascun popolo nelle diverse nazioni; popoli necessariamente ormai da formare nella cultura della “Solidarietà”
Certo la mafia, il malaffare, la violenza, la corruzione sono gravissimi mali dilaganti nelle nostre
Societa’, oggi piu’ che mai, un cancro per ciascuna Democrazia che ne è più o meno afflitta ma, sicuramente, si tratta di un tumore benigno perche’ e’ attaccabile e debellabile, nel tempo e, comunque, seguendo la via obbligata dell’adozione sempre piu’ frequente di Politiche socio-economiche cosiddette “solidali”
Indispensabile si diceva la formazione culturale della gente, nell’ottica della “Solidarietà”, necessaria al consolidamento della Democrazia nella condivisione del progresso e del benessere delle collettivita’, con il raggiungimento di obbiettivi sempre piu’ mirati a privilegiare gli interessi generali su quelli di parte
Poi, a pensarci un attimo, ci si puo’rendere conto che la “Solidarietà”, concretamente espressa e nelle forme piu’ diverse, sarebbe certamente auspicabile nell’interesse comune di ogni Nazione per il consolidamento stesso di ciascuna Democrazia, questione di cui il Presidente degli
USA Barack Obama e’ perfettamente consapevole
Anche in questo caso gli auspicabili cambiamenti in quella direzione vanno perseguiti nel tempo, con costanza ed una ferma volonta’ politica dei governi che si succedono al potere e della “statura” degli uomini di volta in volta chiamati “al timone”
gianni tavano
http://lavoro-solidarieta-progresso.blogspot.com
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