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Quale scenario per i socialisti?

riceviamo e pubblichiamo un contributo di Luciano Vizzoni

Con riferimento all’articolo “No al PSI di Nencini che resta in Sinistra e Libertà? (pag. 11 del “Corriere della Sera”  dell’11 Ottobre 2009) credo che sia doveroso richiamare limiti e contraddizioni dell’operato di alcuni dirigenti socialisti che, dopo tangentopoli, hanno cercato soprattutto con spirito nobile, ma invano, a mantenere vivi in Italia i valori, la storia e gli ideali del socialismo italiano e non solo.
E’  pur vero che in campo europeo le socialdemocrazie sembrano in fase di declino ma, mentre in alcuni grandi Paesi europei il declino riflette l’inefficacia delle politiche economiche e sociali dei Governi rispetto al mutamento dell’economia e della finanza globali ed in altri (come quelli dell’Est) è espressione del primo sintomo di liberazione da Governi autoritari e/ totalitari, in Italia c?è una sinistra che si anima su tre fronti.
Una sinistra, quella più radicale e giustizialista, che cerca di dissacrare l’avversario politico e non si impegna a governare responsabilmente i processi di cambiamento in atto nella società.
Una sinistra, che non ha mai avuto i connotati di una sinistra riformista e che oggi, forzatamente, tenta di conciliare due anime massimaliste nel loro credo, quella cattolica e quella comunista, attraverso le commistioni e le contaminazioni tra laici e cattolici con lo scopo di intercettare il voto dell’elettorato moderato; trattasi di un “nuovo”  soggetto politico bifronte e con limitate possibilità di conseguire un consenso diffuso.
Una sinistra che, dopo ripetuti magri risultati conseguiti con alleanze a geometria variabile, è riuscita a galleggiare grazie all’ottenimento di posti nelle amministrazioni locali e regionali. Tale sinistra, grazie alla soglia di sbarramento che proditoriamente l?ha espulsa dal Parlamento, oggi sarebbe necessaria per dare significativamente una svolta progressista e civile ad un Paese travolto dal gossip e dal “dio” quattrino, e perché si affermino i diritti e le tutele del lavoro, dell’istruzione, della ricerca, dell’etica delle libere professioni e dei servizi al cittadino.
Il Segretario nazionale del Partito Socialista Riccardo Nencini, nell’ultima Direzione Nazionale, contrariamente a quanto deciso dal Congresso della Federazione dei VERDI, ha confermato chiaramente di proseguire nel progetto di Sinistra e Libertà. Purtroppo nelle periferie di ogni Regione e di ogni Provincia i socialisti sono diversamente collocati. A parte coloro che sin dagli anni ‘90 hanno lasciato il PSI, non si comprende oggi per quale progetto politico si muovano quei dirigenti politici del PS che, interpreti emancipati della cosiddetta politica a geometria variabile, hanno annunciato di promuovere alleanze con il PD per le elezioni amministrative della Primavera del 2010. Netta è la loro contraddizione con la posizione del PS a livello nazionale, arrecando non poco sbigottimento e disorientamento negli organi dirigenti locali dove il PS si è presentato con la lista di Sinistra e Libertà come indicato a suo tempo dal Segretario nazionale Riccardo Nencini.
E’ il caso (ma non l’unico, anzi!), ad esempio della provincia di Livorno dove, per soffocare le voci del dissenso, il Segretario regionale del PS Toscano Pieraldo Ciucchi ha esautorato la struttura dirigente del PS Zona Livorno-Collesalvetti (prima con diffida susseguita dalla sospensione, poi con il commissariamento susseguito da due espulsioni) rea di aver sostenuto il candidato Sindaco del PD in lista con “Sinistra e Libertà per Livorno”.
Ed allora la domanda sorge spontanea. Dove le alleanze del PS si stanno orientando per liste con il solo PD, tali scelte sono finalizzate al progetto politico di Sinistra e Libertà o per ottenere incarichi amministrativi con l’aiuto del proditorio PD a vocazione maggioritaria?
Il sospetto è più che legittimo visto che in Toscana il PS è venuto in soccorso al PD financo a votare con esso ed il PdL a favore della legge elettorale che ha introdotto la soglia del 4% con l’aggravante di non consentire l?introduzione delle preferenze.
Ecco perché la sinistra riformista è destinata per ancora lungo tempo a non essere chiamata a governare il Paese.
I socialisti dovrebbero semplicemente tornare a perseguire gli ideali di giustizia sociale e libertà che li portarono dalla fondazione ad essere il primo partito della sinistra.

1 Comment

    caro compagno il problema è che i socialisti hanno perso se stessi.
    te lo dice uno che non si vergogna di essere socialista anche se non è stato mai iscritto al psi.
    eppure ne conosco tanti compagni che nelle discussioni a quattrocchi ti dicono io sono ancora socialista.
    dategli una classe dirigente degna di questo nome.

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