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Viaggio nella destra romana (parte seconda)

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Massimiliano Coccia per leragioni.it incontra Giuliano Castellino, portavoce de “Il Popolo di Roma”

“Vogliamo essere l’avanguardia di un 68 tricolore, magari inverso e opposto ai sessantottini. Locomotore della nuova Italia.”

Giuliano Castellino, uomo della destra romana, un passato con molti rivoli. Dalla militanza allo stadio, arrivando al “Popolo di Roma”, la nuova creatura politica del Sindaco Alemanno, ma che cos’è “Il Popolo di Roma”?

“Una vita da militante nazional-popolare, ho iniziato nel 1992 nel Fronte della Gioventù. Stadio? Sono e sarò sempre un grande tifoso giallo-rosso, andavo allo stadio con mio padre, ora ci porto i miei figli. Il Popolo di Roma? Dire che è una creatura del sindaco è eccessivo. Noi siamo un’associazione autonoma, organica al PDL, che vede nel Sindaco di Roma un altissimo punto di riferimento politico. Il Popolo di Roma è la forza della Speranza, è fermento culturale, è movimento dinamico politico e meta-politico, è nuovo rinascimento romano, è rivoluzione identitaria, è modernizzazione conservatrice, è partecipazione, romanità, territorio, militanza, contaminazione. E’ arte, musica, cultura, spazi liberi, laboratorio d’idee. Vogliamo essere l’avanguardia di un 68 tricolore, magari inverso e opposto ai sessantottini. Locomotore della nuova Italia. Legna da ardere, i repubblicani di Roma. Quelli sulla cresta dell’onda dei momenti di trasformazione, Noi siamo Roma! E come diceva Mazzini Roma è il sogno della gioventù, l’idea-madre nel concetto della mente, la religione dell’anima.”

Quali differenze ci sono tra voi e Casa Pound?

“Differenze sostanziali. Noi siamo identitari e libertari. E non abbiamo nessun legame ideologico con il secolo scorso. Noi siamo tutti iscritti e militanti di An prima e Pdl ora e quindi abbiamo abbracciato senza e senza ma tutto il percorso fatto dai nostri partiti di riferimento. “

Questi primi mesi di Giunta Alemanno per voi sono stati gloriosi, ma c’è un punto che il Sindaco e la Giunta su cui secondo lei la Giunta non ha dato risposte chiare?

Non sono stati mesi gloriosi, ma mesi durissimi. Roma è stata devastata. Roma è stata la prima capitale del mondo occidentale a rischiare il fallimento finanziario. Le scorse amministrazioni hanno spolpato il Comune. Lo hanno lasciato gonfio di debiti. E non solo di debiti calcolabili, ma anche di debiti incalcolabili come ad esempio tutte le manutenzioni non effettuate. Pensiamo alle strade, alle fogne e agli alberi. Alla vicenda Romeo. Nonostante una situazione da incubo, che avrebbe scoraggiato anche il più ottimista, Alemanno e la sua giunta si sono rimboccati le maniche e lavorando fino a 20 ore al giorno stanno facendo rinascere la nostra città. Inoltre l’attuale giunta ha finalmente messo sicurezza, legalità e rispetto delle regole in ordine prioritario nell’agenda politica della città. E Poi la grande conquista, attesa da decenni, di Roma Capitale. E nonostante disastri finanziari, la lotta per la sicurezza e tantissimo altro, Roma in questo anno ha conosciuto momenti culturali di altissimo valore. Penso alle visite del Santo Padre e del Dalai Lama. Oppure la giornata della Foibe, o quella per la cittadinanza per il soldato Shalit, o la battaglia di giustizia e verità per i giornalisti spariti in Libano nell’80. Ricordo con commozione e ammirazione i festeggiamenti per il 21 aprile. Il concerto della Nannini a capodanno, la riapertura della stazione di Tor di Quinto dove due anni fa venne uccisa la signora Reggiani. E tanto altro…

Se c’è un neo in questa amministrazione è che forse non riesce a comunicare in maniera capillare l’enorme mole di lavoro che il campidoglio svolge. Così come le grandi ed importate vittorie portate a casa.

Cosa pensa dell’omofobia e dei tanti episodi di aggressione nei confronti di omosessuali?

“Noi eravamo alla fiaccolata contro l’omofobia, abbiamo organizzato un convegno a Gens Romana con esponenti del movimento LGBTQI ed esponenti del Partito democratico, E non ci siamo fermati a questa che poteva sembrare una vetrina, ma abbiamo accolto con un comunicato la manifestazione “Uguali”, abbiamo un dono da consegnare all’amico Aurelio dell’Arcigay ed io ero presente alla manifestazione organizzata dal movimento LGBTQI sotto al Parlamento contro l’omofobia. Quindi non posso che condannare ogni aggressione o episodio di omofobia. Ma vado oltre. Condanno con forza ogni atto di violenza politica, di discriminazione e di intolleranza. Così come ogni forma di totalitarismo. Dobbiamo costruire un recinto preciso, dove all’interno ben venga il confronto, lo scontro politico e le differenze culturali, ma che in primis ci siano valori come libertà, partecipazione e democrazia.”

Roma pensa che sia ancora una città aperta e solidale?

Roma è città aperta e solidale da sempre e per sempre.

Che aspirazioni ha “Il Popolo di Roma”?

Ti rispondo con una citazione “Roma è simbolo di sovranità politica, di uso temperato della forza, di missione creatrice e di cooperazione solidale in uno spazio geopolitico decisivo come quello del Mediterraneo. Nel simbolo di Roma si incontrano il rispetto di ogni identità e di ogni tradizione, con i valori cristiani dell’universale dignità della persona umana”. Questa è la nostra aspirazione. Essere Roma.

Cosa le ha dato la politica oggi?

“Io provengo da una borgata dura e la politica mi ha salvato la vita. Ecco perché oggi lotto affinchè aumentino gli spazi ed i momenti di politica, cultura e partecipazione. Solo facendo partecipare i cittadini alla vita della Polis possiamo sconfiggere violenza, intolleranza ed emarginazione.”

Il periodo più importante che ha politicamente vissuto?

“Gli ultimi tre anni sono i più importanti sia da un punto di vista personale, che politico e comunitario.”

Ha senso dichiararsi fascisti nel 2009 secondo lei?

“No. Così come non ha senso avere nessuna nostalgia dei totalitarismo ideologici del millennio scorso.”

Una cosa che pensa di Fini…

“Fini è riuscito a traghettare un mondo politico al di fuori dell’emarginazione politica. E’ riuscito a costruire in Italia una destra moderna, europea, libertaria ed identitaria, non più ex o post di nulla. Un grandissimo merito. Io credo che il nostro punto di riferimento debbano essere i repubblicani americani, con Fini possiamo riuscire a costruire un Partito/contenitore simile anche in Italia.”

E di Berlusconi?

“Il Cavaliere è il Capitano di ventura che ha tentato e sta tentando di affondare il Panfilo Britannia. Lui rappresenta il popolo, l’unico non invitato sul Panfilo inglese, quando politici, imprtenditori, banchieri, finanzieri e speculatori pianificavano l’assalto all’Italia.

Il nemico numero uno di quella strana e mostruosa alleanza tra post, ex e vetero comunisti con una finanza internazionale, apolide e speculatrice. Il nemico delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Colui che ha ostacolato la proletarizzazione dell’Italia. Berlusconi è l’uomo che ha salvato il mondo da una nuova guerra fredda (vedi caso Russia-Georgia) e che vuole restituire sovranità economica ed energetica all’Italia. Enrico Mattei venne assassinato per molto meno.
Per questo e tanto altro è il nemico numero uno di Mister Sky, Gruppo L’Espresso e l’asse anglo-francese.
Poi ci sono cose di lui che detesto, come la sua Tv. La televisione di Berlusconi, da “Non è la Rai” a “Uomini e Donne” ha devastato una generazione. E poi vorrei un PDL più organizzato, strutturato e partecipato.
D’altronde la perfezione non è di questo mondo.”

E di Alemanno?

“Alemanno, lo ripeto, è per noi un punto di riferimento. Sia da un punto di vista politico che di formazione. Lui e la sua componete in questi anni sono stati un vero e proprio laboratorio ideale per tutto il centro-destra. Un locomotore costante e profondo. In Alemanno troviamo Tradizione e modernità, Identità e solidarietà, partecipazione ed integrazione, forza e volontà. Un sogno… questo mandato, il secondo e poi Alemanno leader del centro-destra.”

E di Veltroni?

“Il Veltronismo ha devastato Roma, ma lo apprezzo per la scelta coraggiosa di fare il PD. Sapeva bene che il non fare alleanze lo avrebbe portato alla sconfitta, ma ha contribuito a far fare un gran passo avanti a tutto il Paese, semplificando la politica e aiutando il bipolarismo. Tutti noi dobbiamo lavorare affinchè il bipolarismo possa trovare il suo pieno e totale compito anche in Italia.”

Cosa si augura per Roma nell’immediato futuro?

Una città sicura, dove libertà, cultura e partecipazione risveglino una generazione, la nostra, completamente assente in questo momento di grande trasformazione. I giovani sono gli assenti ingiustificati. Troppo lontani dalla vita della Polis. Mi auguro che “tronisti”, “bulli” e “pupe” tornino ad essere romani, nel senso più profondo della parola. E che la loro vita non sia “un romnazo criminale”, ma che prendano in mano le loro vite e le mettano al servizo della città e dell’Italia.

6 Comments

    QUANTA COERENZA MAMMAMIA …….VOMITO.

  • Da anni seguo con attenzione e inquietudine il moltiplicarsi di fermenti neofascisti a Roma. Allo stadio così come nei quartieri gruppi come CasaPaond o Forza Nuova sono da tempo le uniche realtà presenti e attive sul territorio, nel vuoto siderale lasciato dalla morte del PCI e delle sue sezioni e dal disgregarsi dell’universo antagonista. Trovo importante che Le Ragioni si interessi a questo fenomeno e ho apprezzato le interviste comparse sul sito, in particolare quella a Iannone. Credo però che sarebbe necessario un commento critico che introduca e spieghi il perchè di questo interesse e che esplori il complesso mondo dei movimenti neofascisti romani e non solo. In un momento in cui nulla è più scontato, nemmeno l’antifascismo è bene che non si lasci semplicemente la parola al nemico….

  • Cara Giulia,
    come autore degli articoli ti dico che il mio scopo è quello di offrire al lettore una visione globale e senza filtri con realtà che sono lontane culturalmente da noi. A volte commenti ed introduzioni sono superflue, parlano gli articoli, le domande, i mie commenti verranno alla fine di questo viaggio.
    grazie per l’attenzione.
    Massimiliano Coccia

  • C’ è anche la RASH/Patria Socialista a Roma se è per questo…
    Chiedo alla giornalista: c’è una terza parte di questo dossier ?

  • Ci sarà una terza intervista, a chi ?

  • ci saranno altre parti del dossier…

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