Progetto di una Associazione ispirata al socialismo democratico e liberale.
PER ADESIONI, CONSIGLI, SUGGERIMENTI E QUANT’ALTRO SI INVITANO I LETTORI A COMMENTARE L’ARTICOLO!
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Intendiamo avviare una consultazione per verificare se esistono le condizioni per dare vita, attorno alla rivista , ad una Associazione politico culturale che sia punto di raccordo di una rete di associazioni locali e circoli impegnati nell’analisi della società italiana e nella discussione di proposte programmatiche e politiche ispirate ai valori del socialismo democratico e liberale.
L’esigenza di ritrovare subito il filo di un confronto ci sembra particolarmente pressante in ragione sia dello stato desolante in cui versano il centrosinistra e la sinistra italiani sia della crisi gravissima che, come testimoniano le elezioni tedesche, investe la socialdemocrazia europea.
Il socialismo in europa si trova in una fase-come è avvenuto in altri momenti della sua storia-in cui si impongono revisioni culturali e strategiche profonde.Noi non crediamo all’ennesima teoria della morte del socialismo democratico, siamo invece interessati a partecipare alla costruzione delle risposte giuste su ciò che deve cambiare per uscire dalla crisi politica manifestata dalle elezioni europee e dal voto in germania.E siamo convinti che questa ricerca fa tutt’uno con la elaborazione di nuove politiche economiche e sociali su scala europea dopo la grave crisi internazionale provocata dalle politiche neoliberiste.
In Italia, l’antipolitica ed il populismo dilagano proprio quando maggiore è la necessità insieme di una politica che indichi direzioni, suggerisca spazi, crei opportunità e di cittadini attivi che con essa interagiscano consapevolmente. In fin dei conti la lezione storica del socialismo democratico e liberale è proprio questa, e da qui occorre partire senza riproposizioni antistoriche ma anche senza fantasiose ipotesi nuoviste che, basate sul nulla come sono, non possono che alimentare proprio l’antipolitica ed il populismo.Fenomeni che si alimentano anche in reazione a modi di scelta della rappresentanza e a meccanismi istituzionali che, rafforzando il potere autoreferenziale di persone e apparati, vorrebbero trasformare i cittadini in sudditi ossequienti.
Sta qui l’origine di una pericolosa deriva illiberale, gravemente accentuata dal nostro bastardo sistema bipolare, in cui il centro-destra tende sempre più a narrare la crisi come conseguenza dei limiti pretestuosi che ancora si frappongono all’auspicata onnipotenza della maggioranza e del suo leader. Mentre il PD non riesce,come opposizione,ad essere un riferimento per l’alternativa e diventa così subalterno al giustizialismo di Di Pietro.Contemporaneamente la sinistra radicale,dopo la crisi dell’arcobaleno,non riesce ancora a trovare uno spazio compatibile con una battaglia politica per l’alternativa alla destra.
Hanno origine qui l’involuzione e l’impoverimento del confronto politico culturale; premessa del suo definitivo imbarbarimento.
La nostra ambizione è di contribuire a far emergere in Italia una grande forza socialista, unitaria, laica e riformista, ispirata ai valori del socialismo democratico e liberale. Concepiamo quest’obiettivo come lo sbocco di un processo che coinvolga le diverse forze riformiste della sinistra in un dibattito e in esperienze che non siano bloccate dagli attuali assetti e non li diano per immodificabili. Non intendiamo costruire l’incubatrice dell’ennesimo partitino della sinistra. Vorremmo aggregare non solo quanti si muovono nella direzione indicata stando al di fuori dei diversi partiti esistenti, ma anche quanti vivono criticamente questa situazione pur operando all’interno di questi stessi partiti, che non possono pretendere il monopolio dell’azione politico-culturale perché non dispongono più dei titoli e degli strumenti per esercitarlo.
Intendiamo perciò promuovere un confronto di idee e di proposte aperto a tutti, ma fondato sulle speranze e sulle energie di quanti continuano a chiedere ad una politica fondata sulla libera iniziativa individuale e collettiva una risposta alle loro esigenze.
A questo fine proponiamo la costituzione di
- una Associazione che si richiami all’elaborazione storica del socialismo democratico e liberale, alle sue evoluzioni e cambiamenti, alla sua pratica effettuale quale si è manifestata e si manifesta almeno in Europa e fa ora i conti con la crisi economica e finanziaria internazionale e con la rimessa in discussione del fondamentalismo neoliberista che ha dominato l’ultimo ventennio;
- una Associazione come raccordo, promozione, snodo e offerta di servizi per associazioni locali e circoli che si riconoscono in senso lato nelle problematiche e nell’ispirazione che abbiamo sopra delineato;
- una Associazione che si riunisca attorno a una rivista ormai storica come < Le nuove ragioni del Socialismo> che ha avuto e ha il merito di una battaglia politica e culturale indefessa su questi principi e su questi obiettivi. Per questo, pur nella reciproca autonomia, l’associazione e la rivista intendono collaborare quotidianamente e sfruttare le sinergie che nascono dalle risorse associative, informative e dalle nuove tecnologie della comunicazione.

Personalmente valuterei 2 strade per l’associazione: la prima quella del centro aggregativo per altre associazioni e persone che credono nel “socialismo europeo”; la seconda quella del “centro studi”, quindi associazione col ruolo principale di elaborazione di documenti redatti da esperti in vari campi.
socalisti,liberali, radicali, laici…
riformisti per una società aperta lasciando da parte gli spettri del passato
Una Associazione che pensa ed elabora, collegata alla prestigiosa rivista di E. Macaluso ed ai tanti circoli liberal socialisti, per quanto piccola, può diventare un interlocutore affidabile ed utile a ricomporre la diaspora riformista, e costruire una vera alternativa di Governo.
Cari Compagni, la proposta é da esaminare in ogni caso con grande interesse; però, prima di parlare di convergenza dei gesellisti, é necessario precisare alcuni dettagli o, quantomeno, l’atteggiamento che prenderebbe, la nuova compagine socialista, nei confronti del capitalismo.
Si racconta infatti che all’ultima assemblea (in cui ormai vi erano solo dodici socialisti) vennero presentate ventiquattro mozioni diverse: ciò perché, a fronte di 9 ‘braccianti del socialismo’, ma che tuttavia già ne presentarono una personale per uno, poi vi erano anche quei benedetti tre intellettuali, che ebbero la facciatosta di presentarne addirittura cinque a testa.
Dunque la nuova compagine avrà una posizione non solo fortemente critica, ma proprio inconciliabile col capitalismo?
Perché, se un socialista non può essere marxista, neanche può rassegnarsi a portare avanti l’economia capitalistica (come é stato fatto finora) dato:
a) che – poiché i liberali portavano avanti solo istanze atte a far insorgere i diritti naturali – il Socialismo se ne separò storicamente appunto per pretendere anche l’abolizione dei profitti di capitale;
b) che il nostro profeta ha pienamente dimostrato la perfetta gestibilità di un’economia anticapitalista anche in regime di pluralismo economico e libero mercato, ma all’insegna di MERCATO QUANTO SE NE VUOLE, STATO SOLO QUANTO NECESSARIO.
Saluti anarco-socialisti. F.R.
Io sono molto interessato al progetto, e se mi dite come, mi piacerebbe darvi una mano.
Lidano Lucidi Segretario Provinciale PS Latina
Le motivazioni, a base della costituenda associazione, sono senz’altro condivisibili. Si parla tanto di liberalismo, ma quel che governa il centro e le periferie sono sempre più elites illiberali, che prendono a pretestocon la tesi che per poter governare la modernità occorre poter essere in grado di prendere decisioni in libertà e rapidamente. Necessita sempre più un approccio culturale che costruisca l’orizzonte delle scelte politiche. Nulla a che vedere con l’ideologia, piuttosto un discorso sui principi e i valori-guida propedeutici all’agire politico. Altrimenti, non rimane che in campo un arcaico, elementare e brutale scontro di avversi poteri …
La speranza è l’ultima a morire.
Ogni iniziativa che si ponga l’obbiettivo di rilanciare le “Ragioni” del socialismo democratico e liberale ha il mio appoggio e sono pronto a collaborare.
Ogni tentativo fatto fino ad oggi di riunificare la sinistra, socialista, liberale, democratica, è miseramente fallito. Chiediamoci perchè? Se tre socialisti si incontrano danno vita, nella migliore delle ipotesi a due partiti. L’ultimo tentativo, in ordine di tempo, è stato quello della Rosa nel Pugno, che permise a Romano Prodi, nel 2006, di diventare, per poco, Presidente del Consiglio. Purtroppo tutti sanno come andò a finire. Boselli, non seppe reggere all’attivismo radicale e fece naufragare il sogno di un partito nuovo. La rosa nel pugno, come la definì Biagio Di Giovanni, avrebbe potuto essere il tentativo di svegliare la sinistra ossificata. Il progetto fallì, ma quel tentativo, grazie alla generosità dei compagni Radicali, non cessò di esistere, ha contaminato la società civile e, grazie a Ignazio Marino, sta gettando le basi per costruire un grande partito democratico. Unitevi ai “sottomarini”, non rimarrete delusi. L’unità delle forze democratiche italiane, quelle che ebbero un ruolo determinante nella sconfitta dell’autoritarismo fascista e nella liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista, non è solo un desiderio, è una necessità, se vogliamo finalmente diventare un paese “normale”. La rivoluzione democratica descritta da Ignazio Marino, non è altro che la ricomposizione, non tanto aggiornata, in quanto quella era opera di un vero precursore lungimirante, dell’alternativa di sinistra per la quale ha vissuto e si è battuto Riccardo Lombardi, un socialista autentico.
PS. Per Macaluso: l’assemblea di domenica non avrebbe dovuto decidere nulla. Il 25 ottobre ci saranno le primarie, decideranno gli elettori del PD. Ti invito e Vi invito a votare Ignazio Marino.
Ciao
Primarie del 25 ottobre: Sul fronte del dibattito, si registra il veemente intervento di Marino nella trasmissione radiofonica “60 Minuti”. Il senatore chirurgo ha pronosticato che “questi dirigenti” della sinistra “saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato, non è più quello del secolo passato. E credo quindi che sarebbe molto più utile che tutti se ne facessero una ragione e cercassero di favorire il nuovo”. Marino spiega: “Il nuovo non significa qualcuno più giovane, ma significa coloro che vogliono portare nel dibattito un coraggio che superi le timidezze che invece portano agli equilibri alla indecisione. Perché l’indecisione forse potrà far sopravvivere questi dirigenti, qualche mese o qualche anno in più, ma alla fine disperderà quel patrimonio straordinario di democrazia che sono tutti quegli italiani che si riconoscono nel percorso iniziale di una tradizione socialista, di una tradizione cattolica oggi confluita nel Partito democratico”. Il commento di Marino parte dalla constatazione che “ci ritroviamo di nuovo oggi nella vecchia sfida tra D’Alema e Veltroni. Stiamo imbrigliando la sinistra del nostro Paese in questo dibattito personale che va avanti da ormai vent’anni e non vediamo invece quali sono le sfide della nostra modernità”.
Marino attacca Bersani: “E’ paradossale che Bersani, e quindi anche D’Alema, che guida intellettualmente la sua campagna, appendano in tutta Italia dei manifesti dove chiedono alle persone di andare a votare il 25 ottobre per Bersani che ha già garantito che se lo eleggeranno toglierà loro il voto. Bersani infatti trasformerà lo statuto del Pd in modo che gli elettori non possano più votare, ma potranno votare solo gli iscritti al partito. Questo è uno degli elementi che dovrebbe rendere poco credibile il programma, il progetto di Bersani”. Soddisfatto poi Marino perché, sottolinea, “le idee da me proposte hanno contagiato positivamente le altre due mozioni Ieri si e’ parlato più di laicità nei discorsi di Franceschini e anche di Bersani che nel mio, dove mi sono concentrato su altri aspetti. E all’inizio della competizione nessuno parlava di laicità”.
Presente
Proviamoci.
Aderisco con entusiasmo e senz’alcun indugio all’idea di questa Associazione.
- il PS(I) con l’attuale dirigenza è già morto e sepolto politicamente ed elettoralmente. E mi fermo qui per il dovuto rispetto che si deve ad ogni defunto.
- il PSI bonsai di Bobo (a cui voglio bene personalmente) mi ispira solo un sentimento di rispettosa ma patetica commiserazione, specie quando pensa ad una “nuova RnP” (????) con l’ormai del tutto “fuso” Pannella che cerca appigli di patto elettorale perfino con Di Pietro dopo essere stato sbattuto fuori anche dal PD a cui tanto teneva dichiarandosene l’ “ispiratore storico”.
- SeL credo stia diventando ADULTA (anche con molti socialisti – me compreso – che vi hanno già aderito) dopo il gesto decisivo di Vendola, Fava e Guidoni che finalmente ha fatto piazza pulita delle chiacchiere-perditempo dei furbetti ambigui ed inaffidabili, sia verdi che pseudo-socialisti.
Porte spalancate, dunque, alle idee ed alle elaborazioni avanzate che sicuramente potranno sortire dall’associazione ispirata da quel coerente e saggio compagno nonché galantuomo che risponde al nome di Emanuele Macaluso.
VIVA IL SOCIALISMO!
Concordo con l’iniziativa, che mi sembra l’unica oggi in grado di poter far tornare una sinistra globalmente esanime di pensiero.
Il vento globale ha spazzato anche gli ultimi refoli del vento dell’est, ed ha riproposto temi vecchi, e soprattutto temi nuovi imprevisti ed imprevedibili. Liberismo e Socialismo rimangono sulla scena, in Europa con alterne fortune e condizionamenti reciproci che comunque riaffermano l’alternanza dei governi, la solidità di alcuni principi del welfare, se non di tutte le sue soluzioni. In Italia la socialdemocrazia con la S maiuscola continua ad essere misconosciuta, si deve ripartire la lì, abbandonando l’arrogante autoreferenziazione di una cultura politica e sociale più evoluta che sta sfarinado come tutti gli indicatori ci stanno dimostrando. Un associazione c he sia il punto di riferimento e leva per il ripristino di un confronte stimolante, corroborante, anticonformista ed anche peovocatorio nella sinistra e nel Paese.
Leggo, con interesse, il progetto di dar vita ad un’associazione che, ispirata ai valori del socialismo, sappia cogliere le enormi trasformazioni socioeconomiche avvenute negli ultimi anni. Cambiamento radicale che impone un nuovo modo di fare politica.
Il socialismo – l’etimo stesso lo suggerisce – è l’esaltazione della società e degli uomini che in essa operano, non già dello stato; è il trionfo di una superiore forma di solidarietà fra i produttori, non già la pedagogia coercitiva e terroristica somministrata da quella che Bakunin chiamò profeticamente la «burocrazia rossa»; è l’universalizzazione dei valori liberali, non già la loro negazione; la socializzazione del mercato, non già la sua distruzione; la saldatura fra democrazia economica e democrazia politica, non già la tirannia ideocratica dei custodi sacerdotali della Gnosi dialettica. In breve:
…e chissà che non rinasca la necessità e la voglia di creare una nuova grande formazione schiettamente socialdemocratica e laburista anche nella nostra terra e nel nostro Paese, in grado di ben governare insieme alle forze popolari del mondo cattolico democratico
Avanti!
Abbiamo bisogno di una rete che faccia colloquiare tutti, circoli, associazioni, club uomini e donne che credono ancora nei valori del socialismo, nell’eguaglianza, nella solidarità.
Diamo voce a chi non c’è l’ha, a chi vuol parlare ma non trova il luogo, a chi crede ancora in una società libera, laica e socialista.
mi pare una cosa buona e giusta! il progetto è buono e ci si può fidare, molto importante il riferimento alle realtà locali. la cosa più urgente che farei sarebbe promuovere un bel convegno “Per il socialismo del XXI secolo” con dentro tutto: partiti, intellettuali, circoli, fondazioni, riviste, politici, fondazioni, associazioni, insomma una iniziativa politica e culturale che metta insieme il socialismo nelle sue varie espressioni, che sia occasione per tutti di sentirsi parte di qualcosa di veramente importante, Socialismo e Libertà più che socialisti.
sarebbe un modo per evocare Epinay. o no?
Potrebbe essere utile!
Mi piacerebbe però un’Associazione fortemente europeista, che promuovosse dibattiti ed iniziative politiche insieme ad altre associazioni omologhe europee.
Ciao, condivido molto l’osservazione di Crucio sulle due strade… ma non so dire in principio quale delle due sia meglio, bisognerebbe vedere bene quali sono le nostre forze. Magari si potrebbe anche tentare di percorrerle entrambe, almeno in un primo momento…
io ci sono
Io ci sto!
Io voto per il centro studi. Zero retorica, zero politica, 100% scienza. A forza di retorica e di discorsi i socialisti sono strozzati.
P.S. Cambiate lo sfondo e il colore dei caratteri! Ho scorso 20 messaggi e mi sono già accecato!
In spirito di estrema franchezza, quale si deve ai veri amici, ecco le osservazioni al tuo documento:
1) il pregio dell’essenzialità;
2) una consapevolezza lucida dei principali problemi del paese, senza nessuna indulgenza all’irresponsabile, suicida, autolesionista anti-berlusconismo e all’estremismo della sinistra radicale, annidata in modo egemone anche in ‘Sinistra e Libertà’;
3) ma non si tocca più in profondità, come si deve, la carne viva dei problemi (es. il parassitismo gigantesco, che sottrae ingiustamente ai fondi pensionistici, sacri e da non intaccare, gigantesche fette di pubblico denaro, blindato da sindacati, in particolare CGIL-CISL-UIL, partiti, burocrazia, dei falsi invalidi civili, dei braccianti meridionali soprattutto nelle regioni poi più criminali, di indennità di disoccupazione con 51 giornate false non fatte, in accordo coi padroni che ridiventano sempre più loro padroni, e che sono stati e sono la causa segreta del mercato nero delle braccia, dell’immigrazione clandestina, che prima era fisiologicamente coperta dall’emigrazione meridionale e con vero e onesto lavoro, con relativa etica del sacrificio e della responsabilità.
Siamo circondati ormai da furbi, parassiti, clienti, professionisti politici, sindacali, complici della burocrazia statale e col padronato, di tutte le risme, di destra, di centro, di sinistra, con un’etica pubblica ridotta quasi allo zero e il debito pubblico che sale tragicamente, irresponsabilmente, anche con la voragine succhiasoldi poi della sanità e del finanziamento al mondo cattolico in mille forme volpine, nel silenzio complice e vile di tutti);
4) mancata autocritica in un’associazione che, oltre che politica, intende essere ‘culturale’, sulle tragedie comuniste, sugli smarrimenti socialisti, sugli infiniti appuntamenti mancati, facendo qualche riferimento storico e qualche nome;
5) manca qualsiasi riferimento al grande solco storico del Risorgimento repubblicano e dell’Antifascismo liberaldemocratici e liberalsocialisti, da rivendicare come ‘nostri’, quotidianamente. Così si rischia di essere figli di nessuno;
6) un’associazione politico-culturale legata ad una rivista è preziosa come sono stati storicamente preziose le associazioni politico-culturali, quali i gruppi legati all’Unità di Salvemini(non quella comunista, ma quella liberaldemocratica e liberalsocialista, sostanzialmente, ad essa precedente), alla ‘Rivoluzione Liberale’ di Gobetti, a ‘Il Mondo’ di Pannunzio ed Ernesto Rossi.
Ma esse non hanno lasciato poi qualcosa di duraturo, di permanente, quindi non hanno morso la carne viva etico-politico di questo caro, amaro paese;
7) non mi entusiasma una sola associazione politico culturale, anche se è giusta e preziosa per certi aspetti, ma collegata ad un partito, perché la politica senza la cultura è cieca;
9) si dovrebbe costruire una ‘massa critica’, pur piccola, per lanciare a Roma un ‘Partito Socialista Liberaldemocratico’, che si strutturi con serietà e con attenzione vigile e feroce alle caratteristiche umane soprattutto degli aderenti, nell’inevitabile tempo lungo, collocati su intransigenti e assolute posizioni di sinistra autonoma, con immediate espulsioni delle persone alleate con il centro-destra, anche mascherato, e scioglimento delle sezioni, negli 8.101 Comuni italiani, a partire dalle elezioni comunali, senza escludere un impegno provinciale, regionale, nazionale ed europeo e che attivi un nuovo stile di impegno politico e di responsabilità amministrativa al governo o all’opposizione, che è sempre preziosa e funzionale a rassodare nel profondo le istituzioni democratiche;
10 ) solo così si dà un vero, incisivo contributo-scossone alla situazione di stallo del PD (al quale giustamente guardate), costringendolo coi ‘fatti’ a scegliere o la via socialista liberaldemocratica o un generica via democratica, che flirta tragicamente con il centro di Casini, di Fini, o di settori del PDL come Pisanu, per una nuova stagione di trasformismo e di compromessi;
11) se ci fossero questi intenti, con la trasformazione della rivista di Macaluso in organo sostanziale del nuovo ‘Partito Socialista Liberaldemocratico’ con la nuova intestazioni ‘Nuove Ragioni del Socialismo Liberasldemocratico’, io ci starei ad impegnare energie;
12) ho 65 anni e non ho energie da investire come prima in più direzioni;
13) comunque auguri a voi e vi seguo come sempre in spirito laico di non possedere la verità
A disposizione!
Riprendo l’osservazione di Crucio, ma senza rigidità, un’associazione libera, di confronto. Chi sa cosa può venir fuori…
Per quanto mi riguarda sono disponibile. Sul sito http://www.lescintille.net c’è un documento di proposta/contributo alla riscoperta di un moderno socialismo liberale …
forse molti questo nome lo avranno dimenticato:
“rosa nel pugno”.
dimenticavo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=47907076345
Sigh…sob…che nostalgia…e pensare che il gruppo RnP su Facebook l’ho creato proprio io…
L’iniziativa merita senz’altro di essere presa in considerazione, con la sola avvertenza di prendere essa stessa, lezione e modello da tutto quanto si è tentato di fare dalla fine della I Rep. in avanti per rianimare il socialismo [pur se con l'antico (e inutile) vezzo di volerlo sempre e comunque aggettivare] ma senza però alcun successo evidentemente, fino ad oggi.
Ebbi la fortuna nei giorni della Costituente boselliana, di parlarne con E. Macaluso, ad un convegno di cui era relatore, proprio dello sbaglio continuo (culturale e teorico prima di tutto) di voler anteporre l’aggettivo al sostantivo, la forma alla sostanza. Se l’obbiettivo è il socialismo infatti, perchè apporre tutto questo valore al metodo secondo il quale si vuol (si vorrebbe) raggiungere questa “società ideale” ?
Cosa significa davvero essere “democratici” “liberali” “riformisti” ?
Che tipo di socialista sareste voi, di fronte all’aggressione di un nemico, al dispotismo, al nazismo di ieri e di sempre, al perenne tentativo da parte delle ristrette elités che detengono il potere economico nel mondo, di rendere la schiavitù umana quanto più diffusa possibile?
Condivido lo spirito con cui nasce questa iniziativa. Voglio però precisare che mi sento uomo di prima linea. Valuto l’Associazione un organismo di base per affinare un processo e migliorare l’azione politica… ma che essa debba inequivocabilmente avere un Partito quale riferimento ultimo.
Mi sembra un progetto interessante, a patto che si caratterizzi sul piano dell’elaborazione progettuale, lasciando perdere l’ipotesi di formare il “vero e nuovo” partito dell’unica sinistra e le discussioni sul futuro del PD, del PS(I), di SeL ecc.
Un luogo di dibattito e di sintesi, offerto anche a chi, nei partiti vecchi e nuovi, non riesce a fare una sintesi programmatica comprensibile.
Purtroppo la sinistra italiana è soffocata dai suoi stessi gruppi dirigenti; per questo, forse, è utile discutere in un luogo neutrale.
E, da questo luogo neutrale, sintetizzare i contenuti che caratterizzano la sinistra socialista, laica, liberale, radicale, e la distinguono dalla sinistra massimalista, che esiste e non va sottovalutata, ma non è la sinistra di governo.
Seguo “Le Ragioni del Socialismo” da molti anni e ritengo la rivista uno dei pochissimi luoghi superstiti in cui sviluppare un libero, pacato e utile confronto sulla Sinistra che dovrebbe esserci e non c’é. Ho pensato più volte alla eventualità che attorno ad essa potessero radunarsi, associandosi, quanti sono interessati a rianimare il dibattito politico avendo a riferimento il vasto orizzonte del Socialismo europeo. Perciò apprezzo ed accolgo senz’atro la vostra proposta.
Su F.B. p.l.camagni ha scritto:.Rispondo:per ora stiamo raccogliendo idee e suggerimenti ,ma escludo che questo possa essere la finalità.Dovrebbe essere ,io penso.una rete molto elastica di collegamento fra realtà locali già esistenti o in via di costituzione,cui dal centro si dovrebbe offrire qualche occasione in più di riflessione e di approfondimento,confidando che possa svolgere una funzione di critica all’assetto politico e partitico della sinistra italiana.Poi chi vivrà vedrà.Ma è chiaro che per ora stiamo solo sondando il terreno per capire meglio che cosa fare ,da decidere insieme a chi avrà dimostrato il suo interesse sui propositi di massima esplicitati in questa nota.
conosco e apprezzo la rivista che seguo da tanto tempo e conosco per i suoi contributi Emanuele Macaluso,credo che l’associazione,nella concezione dinamica di uno spazio dove viene elevato il confronto,non utile ,a utilissima,io ci stò
Accolgo con piacere l’invito di Lanfranco, che ringrazio per le precisazioni che ha voluto cortesemente darmi sia qui che in FB.
Come ho avuto occasione di dire, da socialista (tessera al PSI rinnovata) che ancora crede – pur con tante difficoltà – nel progetto di SeL (adesione sottoscritta), la cosa di cui maggiormente sento il bisogno sono spazi di elaborazione politica, che, anche in SeL, sono pressochè – almeno per il momento – inesistenti.
Questo può indubbiamante essere uno di questi.
l’invito non può che essere accolto con piacere. Ogni iniziativa tesa a valorizzare ed appofondire la cultura politica liberalsocialista non può che essere accolta con gradimento. Sarebbe anche assai importante trovare i mezzi per rendere pubblico un dibattito, che per avere efficacia di convinzione non può essere ristreto nelle chiuse stanze degli addetti ai lavori.Avanti dunque. Mi preme ricordare il venticinquesimo della morte di Riccardo Lombardi, hc etanti spunti di riflessione ha oferto al socialismo italiano nei decenne della sua attività politica. non sarebbe opportuno ricordarlo degnamente. Mariano Comini
Damigli gambe
Aderisco entusiasta all’appello. Io penso che noi abbiamo bisogno di riaprire percorsi di ricerca per rispondere alle sfide che la modernità ci pone e di lasciare al lavoro degli storici il giudiziio sulle nostre storie. non si tratta di rilanciare una identità ma di costruirla. Da questo punto di vista penso che dovremmo ripartire da un concetto che ha attraversato tutta intera la storia del socialismo del 900. l’autonomia. Vittorio Foa ha dato una definizione dell’autonomia che forse ci può aiutare in questo viaggio egli affermava che l’autonomia è “l’idea cioè di un radicalismo che consiste non nell’anticipare i fatti pensando che saranno realizzati dagli altri, ma nel partecipare, nell’essere soggetti attivi della trasformazione.” e continuava: “Io penso a una trasformazione della società solo se sento di poterne far parte. Questa è la forma che io ritengo possibile come modello del futuro.” Forse questa è una buona traccia per noi.
Penso anche che l’associazione dovrebbe proporsi come network tra quanti – singoli o gruppi- ovunque collocati sono disponibili a ragionare sulla ridefinizione di un nuovo paradigma socialista con l’ottimismo di chi pensa, per dirla con Arfé, “dalla storia una cosa sola abbiamo imparato: che essa è perennemente animata da un anelito di libertà che non si estingue mai. Nel nostro secolo la libertà si è chiamata e si chiama socialismo e durerà nella storia tanto che l’umanità duri”.
L’uso frequente della parola “socialismo” e dei suoi sinonimi è un rischio mortale. E’ quasi sempre una foglia di fico per coprire il nulla, una facile via di fuga. Ciò che non è chiaro – ed è ormai indifferente per la maggioranza dei cittadini – è proprio in cosa consista oggi il socialismo.
Questa è la mia perplessità maggiore. Insomma, non si inizia a ridefinire una parola partendo dalla parola stessa: c’è un vizio logico.
Le associazioni sono uno strumento utile per iniziare a discutere purché non siano, in fondo al cuore dei fondatori, dei micro partiti in fieri.
Il tema dei partiti, quell’articolo inattuato della Costituzione, rimane, peraltro, un tema cruciale perché, in gran parte, sono essi stessi il cuore dei problemi. Forse la prima cosa di cui le associazioni libere dovrebbero occuparsi: cos’è un partito al tempo di internet, cos’è la partecipazione, quali i diritti degli iscritti, quali i doveri, come si dibatte, come si selezionano i dirigenti?
La riforma del Titolo V, quasi 10 anni fa, ha messo sullo stesso piano lo Stato centrale, le Regioni, i Comuni: ma se la Repubblica non è più una struttura piramidale, perchè i partiti lo sono ancora? Quale persona di senso comune riuscirà mai a reggere un direttivo provinciale? Ma, allora, se ci vanno solo i soliti perchè ha un potere?
Nel ‘46 c’erano 6 milioni di italiani iscritti ai partiti su un totale di 42 milioni e allora le donne non avevano mai avuto il voto.
Oggi scopriamo che a Castellamare di Stabia gli iscritti al PD sono 2600 e tra questi, una vittima ed il suo killer. Quanti sanno di essere iscritti? Va tutto bene? Perché dove ci sono tanti iscritti la sanità funziona male e dove ci sono pochi iscritti funziona meglio?
Ecco le associazioni servono a mettere i piedi nel piatto o non servono a niente. Per cambiare i partiti, anzi per costruirne uno in cui si possa stare. E che possa vincere il cuore degli italiani.
“Mi spiace, caro segretario, non sarai tu ad entrare nel Cda dell’AMSA o nel listino bloccato.”
A Milano ci stiamo lavorando, parlare con altri farà solo bene. Senza sciacquarci troppo la bocca con la nobiltà di padri e delle loro parole.
Ho letto tutti gli interventi e mi sembra che il comune denominatore sia la voglia di mettersi in marcia per continuare un percorso insieme. La pluralità di opinioni e il modo franco in cui sono state scritte qui sopra mi sembra un bel “patrimonio associativo”.
Provando a dire la mia, non penso che sia utile pensare a un partito, tantomeno se deve servire a vivacchiare nel presente con la testa rivolta all’indietro. Ci serve uno strumento politico, questo sì, per poter dire la nostra nelle grandi sfide che prima o poi l’Italia dovrà affrontare, una su tutte la questione Istituzionale. E chissà mai, se davvero abbiamo idee valide, di non riuscire presto o tardi a imporne qualcuna nel dibattito sul futuro della sinistra italiana.
A Palermo abbiamo deciso di dare vita a un’associazione con le finalità espresse nel documento che ci viene proposto. L’Associazione di Palermo aderirà dunque, a quella nazionale. Cercheremo di fare presto anche in vista della prossima campagna abbonamenti alla rivista per il 2010 (scusate il vecchio vizio del militante).
Aderisco alla proposta di creare un’Associazione di raccordo di tutti i Socialisti Democratici in Italia.
Nel Nord Ovest abbiamo già creato una rete di circoli socialisti, il Gruppo di Volpedo, che potrebbe costituire un valido nucleo di aggregazione per contribuire a dare vita all’Associazione nazionale.
Luciano Belli Paci
Milano
dietro tutto questo fiorire di associazioni e proposte varie non c’è altro che l’impossibilità di rilanciare il Partito Socialista in una forma europea e moderna; gli aggettivi si sprecano: riformista, europeo, liberale, laico, democratico, etc.. etc…ma la verità è che il modello dei partiti è in profonda crisi e suscita una certa allergia tra i cittradini; una associazione delle associazioni ? possiamo provarci ma ho l’impressione che ci siano troppi galli nell’ormai piccolo pollaio ! (che nessuno si offenda sia ben chiaro !) per quel che mi riguarda farò quanto possibile, auguri e buona fortuna
il problema non è quello di rifondare un partito o di trovare una politica nuova. C’è un solo modo di fare politica ed è quello di occuparsi dell’uomo, di conseguenza ci sono dei valori, quelli socialisti, che vanno declinati secondo la realtà che viviamo, smettendo di difenderci o nasconderci, del socialismo non ci si vergogna. Condivido l’idea da voi proposta, bisogna elaborare idee che “rappresentano” e non mettere in scena rappresentazioni.Bisogna dare speranza ed indicare la via per un alternativa, dare l’esempio per una politica buona e giusta e libera. Smettiamola di bisbigliare, sapendo che essere socialista non necessariamente corrisponde ad essere iscritto ad un partito, perchè è un esempio di vita.
Se potrò essere utile consideratemi a disposizione,
e come si diceva una volta fraterni saluti.
Io aderisco, fatemi sapere qualcosa
Il futuro ha un cuore antico: il socialismo liberale. Attezziamoci!
UN PARTITO O UN MOVIMENTO PUO’ ESISTERE SOLO SE E’ IN GRADO DI SVOLGERE UNA FUNZIONE ESSENZIALE PER LA SOCIETA’ ALTRIMENTI E’ INUTILE. TUTTE LE INIZIATIVE DI RIPROPORRE UN MOVIMENTO/PARTITO A BASE SOCIALISTA SONO DESTINATE A FALLIRE PERCHE’ NON BASTANO LE BUONE INTENZIONI, IN QUANTO ESSE OCNTENGONO SOLO UNA SPINTA VOLONTARISTICA SLEGATA DALLE CONDIZIONI OGGETTIVE DELLA SITUAZIONE. SI TRATTA DI FORME DI SOCIALISMO ROMANTICO OTTOCENTESCO VAGHEGGIANTE UNA GENERICA GIUSTIZIA SOCIALE. UN’IDEA SI RADICA NELLA MENTE E NEI CUORI DEGLI UOMINI E CAMMINA CON LE LORO GAMBE SOLO SE DIVENTA ELEMENTO DETERMINANTE PER LA SOPRAVVIVENZA E LO SVILUPPO DEGLI UOMINI E DELLA SOCIETA’. VOLONTARISMO, IDEALISMO ASTRATTO PORTANO AL RIFORMISMO SENZA RIFORME E AL VUOTO IDEOLOGICO E POLITICO. SONO FINITE TUTTE LE ALTRE IDEOLOGIE, MA NON QUELLA CAPITALISTICA DI CUI LA GLOBALIZZAZIONE E’ LA SUA MAX ESPRESSIONE.
“DATEMI UN PUNTO DI APPOGGIO E VI SOLLEVERO’ IL MONDO” – si diceva. EBBENE IL SOCIALISMO HA BISOGNO DI QUESTO PUNTO DI APPOGGIO CHE DEVE FAR LEVA PER CAMBIARE IL MONDO E GLI UOMINI!
TURATI RIPETEVA SPESSO : “PRIMUM INTELLIGERE!”.
UN PARTITO O UN MOVIMENTO PUO’ ESISTERE SOLO SE E’ IN GRADO DI SVOLGERE UNA FUNZIONE ESSENZIALE PER LA SOCIETA’ ALTRIMENTI E’ INUTILE. TUTTE LE INIZIATIVE DI RIPROPORRE UN MOVIMENTO/PARTITO A BASE SOCIALISTA SONO DESTINATE A FALLIRE PERCHE’ NON BASTANO LE BUONE INTENZIONI, IN QUANTO ESSE CONTENGONO SOLO UNA SPINTA VOLONTARISTICA SLEGATA DALLE CONDIZIONI OGGETTIVE DELLA SITUAZIONE. SI TRATTA DI FORME DI SOCIALISMO ROMANTICO OTTOCENTESCO VAGHEGGIANTE UNA GENERICA GIUSTIZIA SOCIALE. UN’IDEA SI RADICA NELLA MENTE E NEI CUORI DEGLI UOMINI E CAMMINA CON LE LORO GAMBE SOLO SE DIVENTA ELEMENTO DETERMINANTE PER LA SOPRAVVIVENZA E LO SVILUPPO DEGLI UOMINI E DELLA SOCIETA’. VOLONTARISMO, IDEALISMO ASTRATTO PORTANO AL RIFORMISMO SENZA RIFORME E AL VUOTO IDEOLOGICO E POLITICO. SONO FINITE TUTTE LE ALTRE IDEOLOGIE, MA NON QUELLA CAPITALISTICA DI CUI LA GLOBALIZZAZIONE E’ LA SUA MAX ESPRESSIONE.
“DATEMI UN PUNTO DI APPOGGIO E VI SOLLEVERO’ IL MONDO” – si diceva. EBBENE IL SOCIALISMO HA BISOGNO DI QUESTO PUNTO DI APPOGGIO CHE DEVE FAR LEVA PER CAMBIARE IL MONDO E GLI UOMINI!
TURATI RIPETEVA SPESSO : “PRIMUM INTELLIGERE!”.